Milano – Il panorama finanziario italiano è in fermento in vista di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Banco BPM. A catalizzare l’attenzione è la mossa di Crédit Agricole, primo azionista dell’istituto con una quota che supera il 20% del capitale, che ha ufficialmente depositato la sua lista di minoranza. Una decisione che, seppur attesa, delinea con chiarezza la volontà del colosso francese di giocare un ruolo da protagonista attivo nella governance della banca guidata da Giuseppe Castagna, il cui board è in scadenza il prossimo 16 aprile.
Una squadra di alto profilo per influenzare la governance
La lista presentata da Crédit Agricole è composta da sette candidati di indubbio spessore ed esperienza, scelti attraverso un rigoroso processo di selezione. L’obiettivo dichiarato non è quello di ottenere il controllo della banca, ma di “apportare un contributo significativo alla governance” e “potenziare la creazione di valore a lungo termine”. La banca francese ha infatti precisato che la lista, composta da soli sette nomi su un totale di quindici consiglieri, non può determinare una maggioranza e non include candidati per le cariche di Amministratore Delegato o Presidente.
I nomi proposti sono:
- Domenico Siniscalco: Figura di spicco del panorama economico-finanziario italiano, banchiere ed ex Ministro del Tesoro nei governi Berlusconi. La sua candidatura, in cima alla lista, porta con sé un bagaglio di relazioni istituzionali e una profonda conoscenza dei mercati globali, essendo attualmente senior advisor per Morgan Stanley in Italia.
- Frédéric de Courtois: Manager di grande esperienza nel settore assicurativo, ex direttore generale di Generali e oggi nel top management di Axa. La sua presenza è un chiaro segnale dell’importanza strategica della partnership nella bancassicurazione tra i due gruppi.
- Rossella Leidi: Profonda conoscitrice del sistema bancario italiano, con un passato da vicedirettrice generale di Ubi Banca. Apporta competenze specifiche nel risparmio gestito e nel welfare, aree sempre più cruciali per la redditività delle banche.
- Alessio Foletti
- Nicoletta Mastropietro
- Antonio Tullio
- Ivana Bonnet-Zivcevic
La maggior parte dei candidati, come sottolineato da Crédit Agricole, è indipendente e non include attuali dipendenti del gruppo francese, a rimarcare la volontà di contribuire con una visione esterna e qualificata.
Il contesto strategico: la scalata silenziosa e le nuove regole
La decisione di presentare una lista autonoma è il culmine di un percorso iniziato nel 2022, che ha visto Crédit Agricole aumentare progressivamente la propria partecipazione in Banco BPM, passando da circa il 5% all’attuale 20,1%, con l’autorizzazione della BCE a salire fino al 29,9%. Una “scalata silenziosa” che ha sempre seguito la linea di un investimento di lungo periodo, escludendo ipotesi di OPA o di acquisizione.
A rendere ancora più significativa questa mossa è il nuovo quadro normativo introdotto dalla Legge Capitali. La nuova legge, infatti, ha ridisegnato le regole di governance societaria, ampliando lo spazio per le liste di minoranza, che ora possono ambire fino a sei posti in consiglio, rispetto ai tre precedenti. Questo scenario ha offerto a Crédit Agricole l’opportunità di tradurre il proprio peso azionario in una rappresentanza concreta e influente all’interno del board.
Le prossime tappe e le aspettative per l’assemblea
L’assemblea degli azionisti del 16 aprile si preannuncia quindi come un momento cruciale per il futuro di Banco BPM. Si confronteranno la lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente, che ricandida Giuseppe Castagna come Amministratore Delegato e Massimo Tononi come Presidente, e le liste di minoranza. Oltre a quella di Crédit Agricole, è attesa anche un’altra lista promossa da un gruppo di fondi e investitori istituzionali.
Nonostante la mossa autonoma, i rapporti tra i vertici di Banco BPM e Crédit Agricole sono stati descritti come ottimi. Il Presidente Tononi ha parlato di un “rapporto splendido”, mentre l’AD Castagna ha sottolineato il “dialogo con tutti gli azionisti”. La banca italiana, forte di risultati positivi con un utile netto 2025 superiore alle attese, si presenta all’appuntamento forte della sua solidità.
La presentazione della lista da parte del socio francese è un segnale forte al mercato e alle istituzioni: Crédit Agricole intende essere un partner strategico e attivo, contribuendo con le proprie competenze a plasmare il futuro di una delle principali banche italiane, in una fase di grande trasformazione per l’intero settore.
