La città di Napoli e la Regione Campania si trovano a fronteggiare una preoccupante ondata di casi di Epatite A, con l’ospedale specializzato in malattie infettive Domenico Cotugno che si conferma il fulcro della gestione dell’emergenza. Secondo gli ultimi dati, sono 54 i pazienti attualmente ricoverati nei reparti di degenza del presidio, con 8 nuovi casi registrati solo nella giornata di oggi al pronto soccorso. Nonostante l’aumento dei numeri, le autorità sanitarie rassicurano: “Le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati non presentano aspetti di criticità”, come comunicato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, da cui il Cotugno dipende.
L’incremento dei contagi è allarmante: la diffusione del virus è risultata essere dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte più alta rispetto agli ultimi tre. Questo picco anomalo ha messo in allerta le istituzioni, che stanno monitorando costantemente l’evoluzione del fenomeno per adeguare la disponibilità di posti letto e garantire l’assistenza necessaria, sebbene al momento non si segnali alcuna criticità assistenziale.
La causa principale: i frutti di mare crudi
L’indagine epidemiologica ha individuato una causa comune nella stragrande maggioranza dei casi: il consumo di frutti di mare crudi, in particolare cozze e ostriche. Molti dei pazienti, la cui età media si attesta tra i 30 e i 55 anni, hanno confermato ai medici di aver ingerito mitili non cotti. Questo ha spinto le autorità, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, a firmare ordinanze urgenti per vietare la somministrazione e la vendita di frutti di mare crudi negli esercizi pubblici, una misura precauzionale volta a contenere il focolaio.
I casi non si limitano al solo capoluogo, ma si estendono a tutta la provincia di Napoli e al Casertano, delineando un quadro di allerta regionale. Dall’inizio dell’anno, in Campania sono stati registrati oltre 180 casi. Sebbene alcuni esperti, come il responsabile del pronto soccorso infettivologico del Cotugno, Raffaele Di Sarno, preferiscano non parlare di “epidemia” in senso stretto, riconoscendo un picco atteso dopo le festività, ammettono che i numeri attuali hanno superato di gran lunga le previsioni.
Cos’è l’Epatite A e come si previene
L’Epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale. Il contagio avviene principalmente attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati. I molluschi bivalvi, essendo organismi filtratori, possono accumulare particelle virali se crescono in acque inquinate da scarichi fognari. Ecco perché il loro consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio significativo.
I sintomi più comuni includono:
- Febbre
- Malessere generale e stanchezza
- Nausea e vomito
- Dolori addominali
- Urine scure e feci chiare
- Ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi)
Il periodo di incubazione può variare da 15 a 50 giorni, durante i quali una persona può essere già contagiosa senza saperlo. La malattia ha generalmente un decorso benigno e guarisce completamente senza cronicizzare.
Le misure adottate e le raccomandazioni
Di fronte all’emergenza, la Regione Campania ha potenziato diverse misure di sanità pubblica:
- Sorveglianza epidemiologica: Monitoraggio costante dei nuovi casi e tracciamento dei contatti.
- Controlli sulla filiera alimentare: Rafforzamento delle verifiche sui molluschi bivalvi.
- Potenziamento dell’offerta vaccinale: La Regione ha disposto l’ampliamento dell’offerta gratuita del vaccino anti-epatite A per le categorie più a rischio.
Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della responsabilità individuale e del rispetto delle norme igienico-sanitarie. Le raccomandazioni fondamentali per i cittadini sono:
- Evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti: È necessario cuocerli per almeno 4-5 minuti per inattivare il virus.
- Igiene delle mani: Lavare sempre e accuratamente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver usato il bagno e prima di maneggiare cibo.
- Acquistare prodotti sicuri: Comprare molluschi solo da rivenditori autorizzati, controllando etichettatura e provenienza.
- Vaccinazione: Consultare il proprio medico per valutare l’opportunità di sottoporsi al vaccino, uno strumento di prevenzione molto efficace.
La situazione resta sotto stretto controllo, con la speranza che le misure adottate e la collaborazione dei cittadini possano contenere efficacemente la diffusione del virus e riportare la situazione alla normalità nel più breve tempo possibile.
