FIRENZE – Un monito e una visione per il futuro del Paese. Dal cuore di Firenze, città simbolo del Rinascimento e dell’ingegno umano, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio denso di significato al convegno della Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro, intitolato “Il lavoro, la passione del fare. Dalla bottega del Rinascimento all’Intelligenza artificiale”. Le parole del Capo dello Stato, lette in apertura dei lavori, hanno tracciato una linea netta: la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) non è una minaccia da temere, ma “un’opportunità da governare” per valorizzare le competenze e innovare il mercato del lavoro.
LA SFIDA DELL’IA: GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha posto l’accento sulla necessità di un approccio proattivo alla transizione digitale. “La sfida rappresentata dal dilagare dell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai diversi ambiti costituisce un’opportunità da governare nell’ottica della valorizzazione delle competenze affinché il mercato del lavoro sappia essere sempre più dinamico e innovativo”, ha dichiarato. Un richiamo alla responsabilità della classe dirigente politica ed economica, affinché la tecnologia sia uno strumento di crescita inclusiva e non un fattore di esclusione. Il lavoro, ha ricordato Mattarella, è un pilastro della nostra Repubblica, “elemento di affermazione della dignità umana, della libertà di ciascuno, come fattore di coesione della comunità nazionale”.
IL CAPITALE UMANO COME FORZA TRAINANTE
Al centro della visione del Presidente vi è la ferma convinzione che “a giocare un ruolo sempre più significativo per l’avvenire del Paese è il capitale umano, forza trainante di ogni società”. Questa affermazione assume un peso specifico nel contesto di un convegno che riunisce l’eccellenza dell’imprenditoria italiana. L’intelligenza, la creatività e le competenze delle persone sono la vera ricchezza su cui investire per garantire prosperità e sviluppo sostenibile. Il richiamo alla “creatività” come “segno distintivo dell’esperienza degli italiani”, dalle botteghe artigiane alle moderne produzioni industriali, rafforza questo concetto.
L’ALLARME SULLA “FUGA DEI CERVELLI”
Con altrettanta forza, il Capo dello Stato ha toccato un nervo scoperto del sistema-Paese: la difficoltà a trattenere i giovani talenti. “L’attenzione che il convegno intende porre sul danno subito dalla collettività per la difficoltà di mettere a frutto tante energie giovanili utilmente formate è preziosa”, ha proseguito Mattarella. Il fenomeno non riguarda solo i giovani che “espatriano alla ricerca di una vita migliore”, ma rappresenta una “sfida per tutte le istituzioni e il mondo dell’economia“. Un sistema che non riesce a offrire prospettive adeguate alle nuove generazioni, rischia di apparire “impari rispetto alle esigenze di sviluppo della nostra comunità”. Questo tema, più volte sollevato dal Presidente nel corso del suo mandato, evidenzia l’urgenza di creare condizioni affinché l’andare all’estero sia una libera scelta e non una necessità.
IL CONTESTO DEL CONVEGNO
L’evento, tenutosi presso l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra esponenti di rilievo del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico. Organizzato dal Gruppo Toscano dei Cavalieri del Lavoro, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del nuovo presidente della Federazione Ugo Salerno, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della sindaca di Firenze Sara Funaro. Quest’ultima ha ribadito come l’IA “vada utilizzata e governata da menti e persone”. Le sessioni di lavoro hanno esplorato temi cruciali come “Etica ed Estetica del Lavoro” e “Tecnologia, IA e creatività del lavoro”, con l’obiettivo di integrare innovazione e tradizione per guidare la crescita del Paese.
Il presidente della Federazione, Ugo Salerno, ha sottolineato come l’IA agirà da “collega digitale” in una forza-lavoro ibrida, ma ha avvertito che “l’innovazione non può tradursi in una rinuncia all’ingegno umano”. Ha inoltre citato un dato allarmante del Rapporto Cnel: dal 2011 sono emigrati 630.000 giovani, con una perdita per il Paese di quasi 160 miliardi di euro. Un dato che amplifica la portata dell’appello del Presidente Mattarella e che impone una riflessione seria e azioni concrete per invertire la rotta.
