Un’onda di solidarietà internazionale si prepara a solcare le acque del Golfo del Messico. È tutto pronto nel porto di Progreso, in Messico, per la partenza del cargo Granma 2.0, l’imbarcazione principale della “Flotilla del Nuestra America Convoy”. Questa iniziativa mira a rompere l’isolamento di Cuba, portando aiuti concreti a una popolazione stremata da decenni di embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. A bordo, un carico di speranza: circa 50 tonnellate di merci, tra cui generi alimentari essenziali come riso, avena e fagioli, medicinali e, soprattutto, un centinaio di pannelli solari destinati a scuole e abitazioni per far fronte alla grave crisi energetica che attanaglia l’isola.
Un Viaggio Simbolico sulle Orme della Storia
Il nome scelto per l’imbarcazione non è casuale. “Granma” è un richiamo diretto allo storico yacht con cui Fidel Castro, Che Guevara e altri 80 rivoluzionari partirono dal Messico nel 1956 per dare inizio alla Rivoluzione Cubana. Oggi, il “Granma 2.0” ripercorre simbolicamente quella rotta, non con le armi, ma con aiuti umanitari. “La nostra rotta sarà la stessa seguita da Che Guevara con il Granma, per questo abbiamo voluto ribattezzare la nostra nave,” ha spiegato l’attivista genovese Jose Nivoi, del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) e sindacalista Usb, una delle figure chiave a bordo. Per garantire la sicurezza della missione e scongiurare possibili interventi da parte delle autorità statunitensi, l’imbarcazione navigherà esclusivamente all’interno delle acque territoriali messicane e cubane.
A bordo del cargo, insieme a Nivoi, si trovano 25 attivisti provenienti da diversi Paesi, a testimonianza del carattere globale della mobilitazione. A questa spedizione principale si uniranno altre tre imbarcazioni più piccole, che salperanno dall’isola messicana di Isla Mujeres con a bordo principalmente attivisti locali, ampliando così la portata della flottiglia.
L’Embargo USA: Una Morsa che Stringe da 60 Anni
L’iniziativa “Nuestra America Convoy” si inserisce in un contesto di profonda crisi per Cuba. L’embargo statunitense, noto a Cuba come “el bloqueo“, è in vigore da oltre 60 anni e rappresenta una delle più lunghe e severe serie di sanzioni della storia contemporanea. Sebbene l’amministrazione Obama avesse intrapreso un percorso di distensione, le successive politiche, in particolare quelle dell’amministrazione Trump, hanno inasprito ulteriormente le misure, tornando a inserire Cuba nella lista dei paesi patrocinatori del terrorismo e tagliando rifornimenti essenziali come il carburante.
Le conseguenze per la popolazione sono drammatiche: blackout prolungati, crisi dei trasporti, carenza di cibo e, soprattutto, una gravissima emergenza sanitaria con ospedali in difficoltà e una cronica scarsità di farmaci e attrezzature mediche. L’impatto extraterritoriale del blocco impedisce a Cuba di commerciare liberamente anche con paesi terzi, ostacolando l’acquisto di beni di prima necessità e tecnologie vitali. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato per decenni e quasi all’unanimità questa politica, definendola una violazione del diritto internazionale e dei diritti umani del popolo cubano.
La Mobilitazione Internazionale e il Ruolo dell’Italia
Di fronte a questa situazione, la società civile internazionale si è mobilitata. Il “Nuestra America Convoy” è solo una delle tante iniziative nate per sostenere l’isola. Campagne come “Let Cuba Breathe” e “Un farmaco per Cuba”, quest’ultima promossa dal sindacato di base Usb che ha già raccolto 25.000 euro di medicinali, dimostrano l’ampia rete di solidarietà che si estende dall’Europa al Sud America. Anche in Italia, l’attenzione è alta. In concomitanza con la partenza della flottiglia, a Genova si è tenuta un’iniziativa di solidarietà organizzata da Usb, Calp e dall’associazione Italia Cuba. Stefano De Angelis, del dipartimento nazionale di Usb, in collegamento dall’Avana, ha ricordato come Cuba, nonostante le immense difficoltà, “ha costruito una società di uguali che garantisce a tutti istruzione e sanità pubblica” e ha offerto aiuto al mondo, anche ai paesi capitalisti, durante la pandemia di Covid.
L’arrivo del convoglio a L’Avana, previsto per il 21 marzo, è stato designato come la “Giornata Internazionale di Solidarietà con Cuba”. Un evento che non si limiterà alla consegna di aiuti materiali, ma che vuole essere un potente atto politico per riaffermare il diritto all’autodeterminazione dei popoli e denunciare una politica sanzionatoria che colpisce un’intera nazione. Come ha dichiarato il Primo Ministro cubano Manuel Marrero Cruz, “la fratellanza è più forte di qualsiasi blocco”.
