L’agricoltura italiana guarda al futuro con rinnovato ottimismo grazie al rilancio di “Generazione Terra”, lo strumento fondiario promosso da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). Con una dotazione finanziaria di ben 120 milioni di euro per il 2026, l’iniziativa si pone come un pilastro fondamentale nella strategia del Ministero dell’Agricoltura per incentivare l’accesso alla terra da parte delle nuove generazioni e promuovere il cruciale ricambio generazionale nel settore. Il bando, che aprirà il portale per la presentazione delle domande dal 22 aprile al 19 giugno, finanzia fino al 100% l’acquisto di terreni, offrendo una chance concreta a migliaia di giovani talenti.
A chi si rivolge “Generazione Terra”?
La misura è pensata per una platea specifica ma variegata di giovani sotto i 41 anni, con l’obiettivo di supportare sia chi ha già un’attività avviata sia chi parte da zero. I beneficiari si suddividono principalmente in due categorie:
- Giovani imprenditori agricoli: coloro che sono già attivi nel settore e intendono ampliare la superficie della propria azienda o consolidare quella già in conduzione.
- Giovani startupper: aspiranti imprenditori che desiderano avviare una nuova attività agricola. Questa categoria si articola ulteriormente in:
- Startupper con esperienza (GSE): giovani che, pur non essendo ancora a capo di un’azienda, hanno maturato un’esperienza pregressa nel settore agricolo come coadiuvanti o operai.
- Startupper con titolo (GST): giovani in possesso di un diploma o di una laurea in ambito agrario che intendono avviare una nuova impresa, anche senza una precedente esperienza lavorativa diretta.
Per tutti i richiedenti, è necessario essere cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea e avere la residenza in Italia. Inoltre, chi non possiede già la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) dovrà impegnarsi a conseguirla entro 24 mesi dall’operazione.
Come funziona il finanziamento: il patto di riservato dominio
“Generazione Terra” si distingue per un meccanismo finanziario unico in Europa: il patto di riservato dominio. In pratica, Ismea acquista direttamente i terreni per poi assegnarli ai giovani beneficiari. Questi ultimi ripagheranno il debito attraverso un piano di ammortamento flessibile e vantaggioso:
- Preammortamento di 2 anni: un periodo iniziale per avviare l’attività senza l’immediato onere delle rate.
- Mutuo fino a 30 anni: una durata estesa per rendere le rate più sostenibili nel lungo periodo.
- Revisione del tasso: dopo almeno 5 anni, i beneficiari possono richiedere una revisione del tasso di interesse applicato, qualora le condizioni di mercato fossero più favorevoli.
Massimali di intervento e premio di primo insediamento
L’entità del finanziamento varia a seconda del profilo del richiedente, con l’obiettivo di rispondere in modo mirato alle diverse esigenze:
- Fino a 1,5 milioni di euro per i giovani imprenditori agricoli già attivi e per gli startupper con esperienza pregressa.
- Fino a 500.000 euro per i giovani startupper in possesso di un titolo di studio specifico.
Una delle novità più significative e apprezzate è il premio di primo insediamento, un incentivo a fondo perduto che può arrivare fino a 100.000 euro. Questo premio viene erogato sotto forma di abbattimento delle prime rate del mutuo, fornendo un supporto cruciale nella fase più delicata di avvio dell’impresa. L’intensità di questo aiuto è maggiore per le iniziative localizzate nelle aree interne e montane, a testimonianza dell’attenzione verso i territori più fragili.
Un’attenzione particolare per le aree interne e montane
L’edizione 2026 di “Generazione Terra” introduce un’importante novità per contrastare lo spopolamento e sostenere l’economia delle aree più svantaggiate. Una quota del 10% delle risorse totali, pari a circa 12 milioni di euro, è stata riservata esclusivamente a progetti imprenditoriali localizzati in queste zone. Questa scelta strategica mira a valorizzare il potenziale agricolo di territori spesso marginalizzati, riconoscendone il ruolo fondamentale nella tutela del paesaggio e della biodiversità.
Un bilancio di successo e le prospettive future
Dal suo avvio nel 2011, “Generazione Terra” ha già dimostrato la sua efficacia, realizzando 765 operazioni fondiarie che hanno permesso di assegnare circa 27.000 ettari di terreno, per un valore complessivo di 483 milioni di euro. Questi numeri confermano il ruolo chiave di Ismea nel supportare l’imprenditoria giovanile in agricoltura.
Le parole del presidente e del direttore di Ismea, Livio Proietti e Sergio Marchi, sottolineano l’importanza strategica della misura: “Generazione Terra è uno strumento fondamentale, in linea con gli indirizzi del Governo Meloni e del Ministro Lollobrigida, che consente di aiutare i giovani a diventare imprenditori agricoli e a superare le difficoltà iniziali di natura economica e di accesso alla terra”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alle associazioni agricole per il loro contributo nella definizione dei nuovi criteri, che verranno pubblicati a breve sul sito di Ismea.
Come presentare la domanda
Gli aspiranti imprenditori agricoli interessati a cogliere questa opportunità dovranno prepararsi per l’apertura del portale Ismea, prevista per il 22 aprile 2026. La finestra per la presentazione delle domande si chiuderà il 19 giugno 2026. È fondamentale consultare il sito ufficiale di Ismea nei prossimi giorni per prendere visione dei criteri di ammissibilità e della documentazione richiesta, per non perdere un’occasione unica per costruire il proprio futuro in agricoltura.
