Il Governo dichiara guerra ai rincari anomali sui carburanti. In una mossa decisa per contrastare le speculazioni e garantire che i benefici del taglio delle accise raggiungano effettivamente i cittadini, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) hanno avviato un’azione di controllo capillare su tutta la rete di distribuzione. Il cosiddetto “Mister Prezzi”, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, ha trasmesso alla Guardia di Finanza un elenco dettagliato dei distributori che non hanno ancora ridotto i prezzi alla pompa, nonostante la recente misura governativa.
L’intervento del Governo: taglio delle accise e poteri speciali
La decisione di intensificare i controlli fa seguito all’approvazione di un decreto-legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026, volto a calmierare l’impennata dei prezzi dei carburanti, esacerbata dalle recenti tensioni in Medio Oriente. Il provvedimento, del valore di oltre mezzo miliardo di euro, prevede un taglio delle accise della durata di 20 giorni, con un impatto stimato di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul GPL. Questo decreto conferisce inoltre “nuovi, importanti e straordinari poteri” al Garante per la sorveglianza dei prezzi, rafforzandone il ruolo di vigilanza sul mercato.
Come ha sottolineato la Premier Meloni, l’obiettivo immediato del pacchetto di misure è “fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi” e “impedire che si speculi su ciò che sta accadendo”. L’azione congiunta di MIMIT, MEF e Guardia di Finanza mira proprio a garantire la piena applicazione di queste disposizioni.
Controlli a tappeto e la lista nera dei distributori
A coordinare l’operazione di vigilanza è Benedetto Mineo, attuale responsabile di “Mister Prezzi”. Su indicazione diretta dei ministri Adolfo Urso (Imprese) e Giancarlo Giorgetti (Economia), il Garante ha fornito alle Fiamme Gialle una lista di distributori che presentano “potenziali e più significative anomalie” nei prezzi praticati. I controlli, già in corso, si estendono su tutto il territorio nazionale, interessando sia la rete stradale che quella autostradale e coprendo l’intera filiera di distribuzione.
Secondo i dati diffusi dal MIMIT e rilevati dall’Osservatorio prezzi carburanti, quasi il 60% degli impianti (corrispondenti a 12.107 punti vendita) ha correttamente ridotto i prezzi dopo il taglio delle accise. Tuttavia, desta preoccupazione il dato relativo a un 11,4% di impianti che, non solo non ha applicato la riduzione, ma ha addirittura aumentato i listini. È proprio su questi operatori che si concentrerà l’attenzione della Guardia di Finanza.
Le possibili sanzioni e il ruolo dell’Antitrust
L’azione ispettiva della Guardia di Finanza non sarà fine a se stessa. Gli esiti dei controlli verranno trasmessi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che potrà avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori scorretti. Nei casi in cui emergessero profili di rilevanza penale, con ipotesi di reato come le manovre speculative, gli atti saranno inoltrati direttamente all’autorità giudiziaria. I trasgressori rischiano quindi non solo sanzioni amministrative, ma anche denunce penali nei casi più gravi.
L’obiettivo è duplice: sanzionare chi non rispetta le norme e disincentivare futuri comportamenti opportunistici, assicurando che le misure di sostegno decise dal Governo si traducano in un concreto risparmio per famiglie e imprese.
Altre misure a sostegno dei settori produttivi
Oltre al taglio delle accise per tutti i cittadini, il decreto governativo include misure specifiche per alcuni settori particolarmente colpiti dal caro carburanti. In particolare, è stato previsto:
- Un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori, la cui percentuale esatta sarà definita in un successivo provvedimento.
- Un credito d’imposta del 20% per le imprese della pesca, valido per gli acquisti di carburante effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio, per un valore complessivo di 10 milioni di euro.
Queste iniziative dimostrano la volontà del Governo di intervenire in modo mirato per sostenere le filiere produttive strategiche del Paese, messe a dura prova dall’aumento dei costi energetici.
