MONTECORICE (SA) – Una scia di dolore e interrogativi avvolge la comunità del Cilento dopo la tragica morte di Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24 anni, una giovane coppia di fidanzati di Capaccio Paestum. La loro vita è stata spezzata nella tarda serata di venerdì 13 marzo in un drammatico incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 267, in località Ripe Rosse, nel comune di Montecorice. La Procura di Vallo della Lucania ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati, con la pesante accusa di omicidio stradale plurimo, il conducente del furgone coinvolto nello schianto, un pasticcere di 42 anni del posto.

La Dinamica del Tragico Schianto

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Agropoli, la Volkswagen Polo su cui viaggiava la coppia si è scontrata con un furgone Citroën Jumper. A seguito dell’impatto, l’auto ha sfondato una barriera di protezione ed è precipitata in una scarpata a picco sul mare per circa 200 metri, finendo la sua corsa sugli scogli sottostanti. Un volo terribile che non ha lasciato scampo ai due giovani, i cui corpi sarebbero stati sbalzati fuori dall’abitacolo durante la caduta. Le operazioni di recupero, rese complesse dall’oscurità e dalla natura impervia del luogo, hanno visto l’impiego massiccio di uomini e mezzi, tra cui i Vigili del Fuoco con squadre SAF e sommozzatori, la Guardia Costiera e il personale del 118. La carcassa della vettura è stata infine recuperata con l’ausilio di un elicottero e posta sotto sequestro per le indagini.

Le Indagini della Procura: Droga e Mancate Frenate

Le indagini, coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania, si concentrano ora sulla figura del conducente del furgone. L’uomo, rimasto lievemente ferito e medicato sul posto, è risultato negativo all’alcol test ma positivo a quello per l’assunzione di sostanze stupefacenti. Si attendono ora i risultati delle controanalisi per avere una conferma definitiva. Agli investigatori, il 42enne avrebbe dichiarato che l’auto dei giovani procedeva a velocità sostenuta e che lui avrebbe compiuto una manovra brusca per evitare un impatto frontale. Una versione che, tuttavia, dovrà essere attentamente vagliata, anche alla luce di un dettaglio cruciale: sull’asfalto non sarebbero stati rilevati segni di frenata.

Nel frattempo, è stata eseguita l’autopsia sui corpi di Michele e Maria presso l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, alla presenza dei consulenti di parte. Sono stati disposti anche gli esami tossicologici sulle vittime, i cui esiti sono attesi nelle prossime settimane e potrebbero fornire ulteriori elementi per chiarire la dinamica dei fatti.

I Punti Oscuri: la Lite alla Guardia Medica e lo Stato delle Barriere

Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire meticolosamente anche le ore precedenti alla tragedia. È emerso un episodio che aggiunge un ulteriore livello di complessità al caso: poco prima dell’incidente, la coppia avrebbe avuto un diverbio con il medico di turno della guardia medica di Montecorice. La discussione sarebbe stata talmente accesa da richiedere l’intervento dei Carabinieri, ma Michele e Maria si sarebbero allontanati prima del loro arrivo. L’analisi dei telefoni cellulari delle vittime potrebbe aiutare a fare luce su questo e altri aspetti.

Un altro fronte di indagine riguarda le condizioni del dispositivo di protezione nel punto dell’impatto. La ringhiera, composta da due tubolari, è apparsa deteriorata in più punti e si indaga sulla sua effettiva capacità di contenimento. Le famiglie delle vittime, attraverso i loro legali, hanno presentato denunce per sollecitare verifiche approfondite sullo stato della barriera, sostenendo che una protezione adeguata avrebbe potuto evitare la tragedia. Non si esclude che altre persone possano essere iscritte nel registro degli indagati per eventuali responsabilità legate alla manutenzione stradale.

Il Dolore di Due Comunità

La morte di Michele e Maria ha gettato nello sconforto le comunità di Capaccio Paestum e Pisciotta, paese d’origine della ragazza. Michele, descritto come un gran lavoratore, era impegnato nell’azienda agricola di famiglia, mentre Maria lavorava come barista. I funerali, celebrati separatamente, hanno visto una partecipazione enorme e commossa. A Capaccio Paestum, un lungo corteo di camion, guidati dai colleghi di Michele, ha accompagnato il feretro in un ultimo, toccante saluto. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino, unendosi al dolore delle famiglie.

Di veritas

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