Un filo invisibile, intessuto di note e di emozioni, ha unito il palco del Festival di Sanremo alle corsie del centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano. Protagonista di questo ponte di solidarietà è stato il cantante Achille Lauro, che ieri ha fatto visita ai giovani sopravvissuti al devastante incendio divampato la notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, in Svizzera. Un incontro carico di significato, nato dal desiderio espresso proprio dai ragazzi dopo aver assistito alla toccante esibizione dell’artista all’Ariston, dove aveva dedicato loro la sua canzone “Perdutamente”.

Il desiderio nato da una canzone

Tutto ha avuto inizio durante l’ultimo Festival di Sanremo. Achille Lauro, sul prestigioso palco, aveva scelto di omaggiare le vittime e i superstiti della tragedia di Crans-Montana con una performance intensa e commovente del suo brano “Perdutamente”. Quella canzone era diventata un simbolo potente del dolore e del ricordo, in particolare dopo che la madre di Achille Barosi, una delle sei giovani vittime italiane, l’aveva intonata durante il funerale del figlio, un momento che aveva profondamente scosso l’opinione pubblica. L’esibizione a Sanremo ha riacceso quel legame, e i ragazzi ricoverati al Niguarda, ancora impegnati in un difficile percorso di cura e riabilitazione, hanno espresso il desiderio di poter incontrare di persona l’artista che aveva dato voce al loro dramma.

A rendere noto l’incontro è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che attraverso i suoi canali social ha condiviso una foto del momento, ritraendo il cantante insieme ai degenti e allo staff sanitario. “Dopo la sua esibizione a Sanremo, dopo quella canzone dedicata a loro, i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana ricoverati all’ospedale Niguarda hanno espresso un desiderio: poter conoscere Achille Lauro”, ha scritto Bertolaso, sottolineando la genesi spontanea e sentita dell’iniziativa.

Un gesto di “disponibilità e dolcezza”

La visita di Achille Lauro si è svolta alla vigilia del suo concerto al Forum di Assago, prima tappa del suo tour nei palazzetti. Nonostante gli impegni professionali, l’artista ha voluto dedicare il suo tempo a questi giovani, portando un momento di sollievo e normalità in un contesto di grande sofferenza. L’incontro non ha coinvolto solo i pazienti ancora ricoverati, ma anche alcuni dei ragazzi già dimessi e i genitori di alcune delle vittime, creando un momento di condivisione e vicinanza per l’intera comunità colpita dalla tragedia.

Le parole dell’assessore Bertolaso hanno evidenziato la profonda umanità del gesto: “Oggi il mio ringraziamento va a un cantante, ma soprattutto a un ragazzo, davvero speciale. Lauro con la sua disponibilità e dolcezza ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto”. Un ringraziamento speciale è stato esteso anche al conduttore Carlo Conti, per il suo aiuto nell’organizzazione dell’incontro, a dimostrazione di una rete di solidarietà che si è mossa dietro le quinte per esaudire il desiderio dei ragazzi.

Lo stesso Achille Lauro ha poi condiviso una riflessione sui suoi social media: “Un pensiero speciale ai ragazzi e alle famiglie coinvolte nella tragedia di Crans-Montana. Ieri siamo stati al Niguarda a trovarli e abbiamo incontrato persone meravigliose, a cui siamo profondamente vicini. La forza e il coraggio delle madri e delle famiglie sono esempio per tutti noi”. Ha inoltre ringraziato Bertolaso, tutto lo staff medico per la loro “umanità e dedizione sconfinate” e nuovamente Carlo Conti.

Il ricordo della tragedia di Capodanno

Il rogo di Crans-Montana ha segnato profondamente l’inizio dell’anno, causando la morte di 40 persone, tra cui sei giovanissimi italiani: Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. Molti altri sono rimasti gravemente feriti e undici di loro sono stati trasferiti e presi in cura presso il centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, eccellenza nel trattamento di queste complesse patologie. La visita di Achille Lauro si inserisce in un percorso di memoria e sostegno che, fin dai primi momenti, ha visto una forte mobilitazione da parte delle istituzioni e della società civile per assistere le vittime e le loro famiglie.

Questo incontro dimostra come la musica e l’arte possano trascendere l’intrattenimento per diventare veicolo di conforto, empatia e speranza. Un gesto semplice ma potente, che ha acceso una luce nel difficile cammino dei sopravvissuti di Crans-Montana.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *