Un passo deciso verso il futuro digitale dell’Italia. È stato presentato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il progetto per la realizzazione di un Hyperscale Data Center a Pomezia, in provincia di Roma, un’iniziativa strategica nata dalla collaborazione tra Rai e la sua controllata Rai Way. Alla presentazione ufficiale hanno partecipato figure istituzionali di primo piano, tra cui il Ministro Adolfo Urso e la sindaca di Pomezia, Veronica Felici, a sottolineare la rilevanza nazionale del progetto. L’iniziativa, che ha già ottenuto il permesso di costruire, si inserisce nel più ampio piano di diversificazione strategica di Rai Way e accelera la trasformazione del gruppo Rai in una moderna Digital Media Company.

Un’infrastruttura imponente per la transizione digitale

Il nuovo campus tecnologico sorgerà su un’area di circa 140.000 metri quadrati e ospiterà 16.000 metri quadrati di sale dati (data hall), distribuiti in quattro edifici indipendenti. Ogni edificio sarà articolato in quattro data hall da 1.000 metri quadrati ciascuna, per un totale di 16 sale. L’infrastruttura sarà progettata secondo i più elevati standard di affidabilità e resilienza del settore, l’ANSI/TIA-942 Rated-4, e sarà alimentata al 100% da fonti rinnovabili. Questo impegno verso la sostenibilità è ulteriormente rafforzato da un impianto fotovoltaico, in corso di autorizzazione, con una capacità iniziale di 5,5 MW.

Il data center avrà una struttura modulare e flessibile, capace di adattarsi alle esigenze dei clienti hyperscale e cloud. Potrà sviluppare quattro moduli funzionali, con una potenza IT di 8,8 MW per modulo, raggiungendo una capacità complessiva di 35,2 MW, con possibilità di ulteriore espansione. L’investimento previsto per questo colosso tecnologico è significativo: si stima possa arrivare fino a 400 milioni di euro. L’amministratore delegato di Rai Way, Roberto Cecatto, ha precisato che l’investimento avverrà per fasi: una prima fase da circa 50 milioni di euro per 4-5 megawatt, per poi scalare fino alla piena capacità. I tempi di realizzazione sono stimati in circa due anni dall’inizio dei lavori.

Valore strategico per Rai e per il Paese

Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, ha definito il progetto “un traguardo importante” che renderà il gruppo “sempre più sostenibile, competitivo e centrale”. Questo hub non solo spingerà l’innovazione e lo sviluppo industriale del gruppo Rai, ma genererà valore per il territorio e per l’intera nazione, contribuendo in modo significativo alla sicurezza e sovranità tecnologica italiana. L’obiettivo è quello di rafforzare l’offerta di servizi digitali, consolidando piattaforme come RaiPlay e RaiPlay Sound e supportando l’evoluzione dei sistemi di produzione e distribuzione dei contenuti.

Dal canto suo, Roberto Cecatto, AD di Rai Way, ha sottolineato come l’Hyperscale di Pomezia consolidi il posizionamento della società come “ecosistema integrato di infrastrutture e servizi digitali, sicuro, sostenibile e interamente italiano”. L’infrastruttura non servirà solo le esigenze del gruppo Rai, ma si aprirà al mercato, offrendo servizi a imprese, istituzioni e cittadini per accompagnarli nella transizione digitale. La creazione di un grande polo digitale nel centro-sud, inoltre, è strategica per rafforzare la resilienza del sistema nazionale, garantendo continuità operativa e soluzioni di disaster recovery.

Sovranità digitale e impatto economico

Il Ministro Adolfo Urso ha posto l’accento sulla cruciale importanza della gestione dei dati, definendola una questione che investe “sia identità culturale che sicurezza nazionale”. In quest’ottica, il data center di Pomezia rappresenta “un passo in avanti concreto nel percorso verso la piena sovranità digitale del Paese”. L’infrastruttura assicurerà che il patrimonio informativo della Rai, e quindi di tutti gli italiani, sia custodito in un luogo sicuro e radicato sul territorio nazionale.

L’impatto economico di un’opera di tale portata va oltre l’investimento diretto. La realizzazione di data center funge da catalizzatore per l’economia locale e nazionale, attirando ulteriori investimenti in hardware e software e creando nuovi posti di lavoro. La posizione geografica di Pomezia e dell’Italia, al centro del Mediterraneo e vicina alle principali landing station dei cavi sottomarini, è un fattore competitivo unico che rende il territorio un hub naturale per lo sviluppo di servizi cloud di nuova generazione. Questo progetto, quindi, non solo modernizza un’azienda chiave come la Rai, ma contribuisce a posizionare l’Italia come un attore di primo piano nel mercato digitale europeo, recuperando terreno rispetto ai principali hub tecnologici.

Di atlante

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