Roma – Cala il sipario su un’altra realtà produttiva di Porto Marghera. È stato firmato oggi presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) l’accordo per la cessazione delle attività dello stabilimento Altuglas, azienda specializzata nella produzione di componenti per il plexiglass e parte del gruppo americano Trinseo. L’intesa, già raggiunta a livello sindacale lo scorso 10 marzo, formalizza la chiusura del sito veneziano e una contestuale riorganizzazione della sede di Rho, in provincia di Milano.

Una vertenza complessa, che si conclude con la perdita di posti di lavoro e solleva interrogativi profondi sul futuro di uno dei poli industriali storici del nostro Paese. La decisione di chiudere, motivata dall’azienda con l’insostenibilità dei costi di produzione in Italia rispetto all’importazione dall’estero, era nell’aria da mesi, con gli impianti già fermi da settembre 2025.

I dettagli dell’accordo: incentivi e riassorbimenti

L’accordo raggiunto al tavolo ministeriale definisce le condizioni di uscita per i lavoratori coinvolti. Per i 32 dipendenti di Porto Marghera (rispetto ai 51 iniziali all’avvio della procedura di licenziamento) è previsto un pacchetto di misure di sostegno. Nello specifico, l’intesa prevede:

  • Un incentivo economico all’esodo mediamente pari a due mensilità di stipendio.
  • Per i lavoratori più vicini all’età pensionabile (a cui mancano meno di due anni), l’azienda si impegna a erogare una somma per colmare la differenza tra l’importo della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi) e lo stipendio pieno che avrebbero percepito.

Per quanto riguarda la sede di Rho, anch’essa interessata da una riduzione, l’accordo prevede che i dipendenti, ad eccezione di quelli prossimi al pensionamento, vengano riassorbiti in altre lavorazioni all’interno del gruppo Trinseo, che ha espresso l’intenzione di convertire parte del sito al riciclo di materiali.

La voce dei sindacati: “Una sconfitta per tutti”

Dure e amare le parole di Mauro Vangelista, della Filctem Cgil di Venezia, che non usa mezzi termini per descrivere l’esito della vertenza. “Quando una vertenza industriale si conclude con la cessazione di un’attività produttiva e con la perdita di posti di lavoro, è inevitabile affermare con chiarezza che tutti escono sconfitti”, ha commentato.

Vangelista ha sottolineato come questa chiusura rappresenti una triplice sconfitta: “Innanzitutto per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, che hanno garantito per anni professionalità, competenze e continuità produttiva. È una sconfitta per il territorio e per il sistema industriale, che vede scomparire un’altra realtà produttiva da un’area che per decenni è stata uno dei poli chimici e industriali più importanti d’Europa”. I sindacati avevano da tempo lanciato l’allarme sul rischio di un “effetto domino” sull’indotto, data la forte interconnessione di Altuglas con altre aziende del polo, come 3V Sigma e Servizi Porto Marghera.

Porto Marghera, un’altra ferita per la storia industriale italiana

La chiusura di Altuglas non è un evento isolato, ma l’ultimo tassello di un processo di progressivo smantellamento che da anni affligge il Petrolchimico di Porto Marghera. Quest’area, come ricorda Vangelista, “rappresenta una parte fondamentale della storia industriale del Paese”. Vedere oggi l’ennesimo arretramento del tessuto produttivo e della chimica è un segnale preoccupante, che evidenzia le difficoltà strutturali di un settore strategico alle prese con la concorrenza globale, gli alti costi energetici e le sfide della transizione ecologica.

La vicenda Altuglas, insediatasi nel sito solo nel 2021 dopo averlo rilevato dalla francese Arkema, è emblematica delle dinamiche di un mercato globale in cui le decisioni strategiche delle multinazionali possono avere impatti devastanti sulle economie locali. La battaglia per la reindustrializzazione del sito e per la salvaguardia delle competenze professionali presenti sul territorio diventa ora più cruciale che mai, per evitare che Porto Marghera diventi solo il ricordo di un glorioso passato industriale.

Di atlante

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