ROMA – Il grido d’allarme per il caro-carburanti si traduce in un’azione decisa del governo. Il leader della Lega e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha alzato la voce contro l’aumento dei prezzi di benzina e diesel, definendolo frutto di una “speculazione intollerabile”. Per questo, ha annunciato di aver convocato per domani, mercoledì 18 marzo, un incontro a Milano con i vertici delle principali compagnie petrolifere operanti in Italia. L’obiettivo è chiaro: ottenere un impegno immediato per calmierare i listini, altrimenti il governo è pronto a intervenire con una misura drastica.
L’Ultimatum del Governo: “Un Altro Congruo Intervento Economico”
Intervenendo alla trasmissione “Non Stop News” su Rtl 102.5, Salvini ha tracciato una linea netta, evocando il precedente della tassazione sugli extraprofitti delle banche. “Domani conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extraprofitti come hanno fatto le banche negli ultimi anni”, ha dichiarato il Vicepremier. “Abbiamo avuto la forza… di chiedere un contributo alle banche di alcuni miliardi di euro l’anno scorso. Se non c’è disponibilità a fermare i prezzi, potremmo chiedere un altro congruo intervento economico da parte dei petrolieri”.
La convocazione, gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), vedrà la partecipazione, secondo quanto comunicato, di colossi come Eni, Ip, Tamoil e Q8, oltre a diversi altri operatori del settore. La scelta di agire arriva dopo un’analisi dei dati che, secondo il ministero, evidenzia “aumenti ingiustificati” a danno di cittadini e autotrasportatori, un settore particolarmente colpito dai rincari.
Un Contesto di Tensioni Geopolitiche e Prezzi alle Stelle
L’impennata dei prezzi si inserisce in un quadro internazionale complesso, segnato dalle tensioni in Medio Oriente. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha rilevato che, a due settimane dall’acuirsi della crisi nello stretto di Hormuz, cruciale per il transito del 20% del petrolio globale, benzina e diesel hanno subito rincari significativi. I dati elaborati dalla Staffetta Quotidiana mostrano una situazione critica: la benzina in modalità self service ha superato quota 1,816 euro al litro, mentre il diesel ha raggiunto i 2,033 euro al litro. Sulla rete autostradale i prezzi sono ancora più elevati, con il gasolio che sfiora i 2,1 euro al litro in modalità self e supera i 2,35 euro al servito.
Questa situazione ha un impatto a cascata sull’intera economia, come denunciano le associazioni di categoria. La Borsa Merci Telematica Italiana ha segnalato rincari superiori al 30% per alcuni prodotti ortofrutticoli provenienti dal Sud Italia, mentre Coldiretti ha presentato una denuncia contro le speculazioni sul gasolio agricolo. Anche le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha presentato un esposto all’Antitrust, mentre il Codacons chiede un taglio immediato delle accise e annuncia esposti a tutte le Procure.
Le Prospettive: Dialogo o Tassazione?
L’incontro di domani a Milano sarà dunque un momento decisivo. Il governo, attraverso le parole di Salvini, ha messo le compagnie di fronte a un bivio: collaborare per ridurre i prezzi alla pompa o subire un intervento normativo che andrà a colpire i margini di profitto ritenuti eccessivi. La linea dell’esecutivo appare compatta, con la premier Meloni che in passato ha già minacciato una tassa sugli extraprofitti per finanziare misure contro il caro-energia. Dall’altra parte, il presidente di Unem (Unione Energie per la Mobilità), Gianni Murano, ha definito “fuori luogo” parlare di speculazione, sottolineando i rischi di un disincentivo agli investimenti.
Mentre l’Italia cerca una soluzione interna, anche a livello europeo il tema è caldo. In Germania, il governo ha criticato duramente le compagnie petrolifere, promettendo una stretta anti-speculazione, una mossa che trova Palazzo Chigi attento osservatore. L’esito del vertice di domani chiarirà se la strada scelta sarà quella del dialogo e della responsabilità condivisa o se si aprirà un nuovo fronte di scontro tra governo e poteri economici, con l’introduzione di una nuova tassazione settoriale.
