San Donato Milanese – Una notizia di grande rilievo strategico per il settore energetico italiano e internazionale arriva dal Mediterraneo. Eni, il colosso energetico italiano, ha annunciato di aver effettuato due importanti scoperte a gas e condensati nelle acque offshore della Libia. Questa notizia, che segue una campagna esplorativa mirata avviata negli ultimi mesi, non solo rafforza la posizione di Eni come principale operatore internazionale nel paese nordafricano, ma apre anche a nuove prospettive per la sicurezza energetica italiana ed europea.
I dettagli della scoperta: due nuovi “tesori” nel Mediterraneo
Le due nuove scoperte riguardano due strutture geologiche adiacenti, denominate Bahr Essalam South 2 (Bess 2) e Bahr Essalam South 3 (Bess 3). I pozzi esplorativi, B2 16/4 e C1-16/4, sono stati perforati con successo a circa 85 chilometri dalla costa libica, in un fondale di circa 200 metri d’acqua. La loro posizione è particolarmente strategica, trovandosi a soli 16 chilometri a sud del già noto e produttivo giacimento di gas di Bahr Essalam, il più grande campo offshore della Libia, operativo fin dal 2005.
I livelli mineralizzati sono stati individuati in entrambi i pozzi all’interno della Formazione Metlaoui, una garanzia di qualità in quanto è la principale formazione produttiva dell’area. I dati raccolti durante la perforazione hanno indicato la presenza di un reservoir di “eccellente qualità”, come sottolineato da Eni, con una produttività già confermata dai test di produzione eseguiti sul primo pozzo.
Un potenziale da oltre 28 miliardi di metri cubi
Le prime valutazioni volumetriche sono estremamente incoraggianti. Si stima che le due strutture, Bess 2 e Bess 3, contengano complessivamente oltre 28 miliardi di metri cubi di gas in posto (corrispondenti a oltre 1 trilione di piedi cubi). Sebbene si tratti di dimensioni inferiori rispetto a giacimenti colossali come Zohr nel Mediterraneo egiziano, il grande vantaggio di queste nuove scoperte risiede nella loro potenziale rapidità di sviluppo.
La vicinanza con le infrastrutture esistenti del campo di Bahr Essalam è un fattore chiave. Questo permetterà un collegamento rapido (tie-back) alle strutture già operative, abbattendo significativamente i tempi e i costi per la messa in produzione. Secondo la National Oil Corporation (NOC) libica, è già allo studio un piano di sviluppo accelerato che potrebbe portare a una produzione aggiuntiva di circa 3,7 milioni di metri cubi standard al giorno.
Implicazioni strategiche: gas per la Libia e per l’Italia
Il gas estratto da questi nuovi giacimenti avrà una duplice destinazione: il mercato domestico libico e l’esportazione verso l’Italia. Questa notizia giunge in un momento cruciale, in cui l’Europa è fortemente impegnata a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico per ridurre la dipendenza da altri fornitori. La Libia, grazie alla sua vicinanza geografica e al collegamento diretto con l’Italia tramite il gasdotto Greenstream, si conferma un partner strategico di prim’ordine.
È importante notare che, sebbene ci sia spazio per volumi aggiuntivi nel gasdotto, la priorità verrà data al mercato locale libico. La quota destinata all’export dipenderà quindi dal consumo interno del paese. Tuttavia, un aumento della produzione complessiva lascia ben sperare per un incremento dei flussi verso le coste italiane nei prossimi anni, anche se saranno necessari circa due-tre anni per la costruzione delle infrastrutture di collegamento.
Eni in Libia: una presenza storica e proiettata al futuro
La presenza di Eni in Libia è radicata e di lunga data, risalendo al 1959. Oggi, l’azienda si conferma il principale operatore internazionale nel Paese, con una produzione equity che nel 2025 si è attestata intorno ai 162.000 barili di petrolio equivalente al giorno. L’impegno di Eni non si ferma qui: l’azienda ha attualmente tre progetti di sviluppo in fase esecutiva, due dei quali vedranno l’avvio nel corso del 2026.
Queste scoperte si inseriscono in una strategia più ampia di rilancio delle attività di Eni in Libia, che include anche l’avvio di importanti progetti come “Strutture A&E”, il primo grande piano di sviluppo nel paese dall’inizio degli anni 2000, e iniziative volte alla decarbonizzazione, come la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) a Mellitah. Un impegno che si allinea con la strategia di decarbonizzazione del gruppo e che contribuisce allo sviluppo economico e sociale della Libia, come dimostra l’investimento complessivo di 8 miliardi di dollari previsto per il progetto “Strutture A&E”.
