Giornata di forte volatilità e nervosismo sui mercati finanziari globali, con le principali borse europee che, dopo un avvio promettente, hanno invertito la rotta chiudendo in territorio negativo. A pesare sul sentiment degli investitori sono state principalmente due dinamiche interconnesse: l’apertura in calo di Wall Street e, soprattutto, l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran che continua a tenere il mondo con il fiato sospeso.
Le Borse Europee Azzerano i Guadagni
A circa un’ora e mezza dalla chiusura delle contrattazioni, i listini del Vecchio Continente hanno visto svanire i guadagni della mattinata. Piazza Affari ha chiuso sulla parità, dimostrando una relativa resilienza. Al contrario, le altre principali piazze finanziarie hanno registrato perdite più marcate: Parigi ha ceduto lo 0,5%, Madrid lo 0,4%, Francoforte lo 0,3% e Londra lo 0,2%. L’incertezza è stata alimentata dall’andamento negativo degli indici statunitensi, con il Dow Jones in calo dello 0,05% e il Nasdaq che ha perso lo 0,45%, segnalando un’avversione al rischio generalizzata tra gli operatori.
Spread e Titoli di Stato: Sale la Tensione
Il clima di incertezza si è riflesso immediatamente sul mercato obbligazionario. Il differenziale di rendimento tra i BTP italiani e i Bund tedeschi a dieci anni, un importante indicatore della fiducia degli investitori verso il debito italiano, è risalito a 80 punti base. Questo aumento è stato determinato da un incremento del rendimento del BTP decennale italiano, che è cresciuto di 0,7 punti attestandosi al 3,75%. Contemporaneamente, il rendimento del Bund tedesco è sceso di 0,2 punti al 2,95%, agendo come bene rifugio in un momento di turbolenza. Anche il rendimento del titolo di stato francese ha registrato un progresso di 0,8 punti, raggiungendo il 3,63%.
Valute e Materie Prime: il Dollaro si Rafforza, Petrolio Oltre i 100 Dollari
Sul fronte valutario, prosegue la corsa del dollaro, che si rafforza sia contro l’euro che contro la sterlina. Il biglietto verde ha toccato quota 87,27 centesimi di euro, un valore che non si vedeva dal luglio del 2025, e 75,42 penny contro la sterlina, ai massimi dal novembre dello stesso anno. Questo movimento riflette la ricerca di sicurezza da parte degli investitori, che tendono a privilegiare il dollaro in periodi di instabilità globale.
Il settore delle materie prime è stato il più direttamente influenzato dalle tensioni geopolitiche. Il prezzo del petrolio Brent ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile (-0,05%), mentre il WTI (West Texas Intermediate) si è mantenuto poco sopra i 95 dollari al barile (-0,54%). L’escalation del conflitto in Medio Oriente, in particolare il blocco dello Stretto di Hormuz, sta soffocando una parte significativa del flusso energetico globale, alimentando i timori di uno shock dell’offerta. Al contrario, il prezzo del gas naturale ha registrato un calo del 2,02%, scendendo a 49,84 euro per MWh, in attesa di ulteriori sviluppi sul fronte del conflitto.
Andamento dei Titoli a Piazza Affari: Energetici in Luce, Industriali in Sofferenza
L’analisi dei singoli settori a Piazza Affari mostra un quadro eterogeneo, strettamente legato alle dinamiche macroeconomiche in atto.
- Comparto Energetico: I titoli del settore oil & gas hanno beneficiato direttamente del rialzo del greggio. Tra i migliori si sono distinti Saipem (+2,55%), TotalEnergies (+2,53%), Enel (+2,36%), Eni (+2,3%), Snam (+2,07%), Shell (+1%) e BP (+0,87%).
- Comparto Industriale: Il settore industriale ha sofferto l’incertezza e i timori di un rallentamento economico. Pesanti le perdite per Sandvik (-5%), penalizzata da un downgrade di Morgan Stanley, Siemens Energy (-4,45%), Rolls-Royce (-4,36%), Fincantieri (-3,2%) e Interpump (-2,6%).
- Settore Automobilistico: Debolezza anche per il comparto automobilistico, con Stellantis e Volkswagen che hanno perso entrambe l’1,9%.
- Settore Bancario: Andamento contrastato per i titoli bancari. Tra le perdite più significative troviamo Unicredit (-1,85%), Société Générale (-1,8%) e Commerzbank (-1,3%). In calo anche Intesa Sanpaolo (-0,95%), Bper (-0,36%), Banco Bpm (-0,1%) e Mps (-0,08%). In controtendenza Mediobanca, che ha chiuso con un leggero rialzo dello 0,2%.
