CITTÀ DEL VATICANO – In una Piazza San Pietro gremita di fedeli, la voce di Papa Leone XIV si è levata ancora una volta, forte e chiara, per invocare la pace in un Medio Oriente attraversato da conflitti e sofferenze. Al termine dell’udienza generale di mercoledì, il Pontefice ha rivolto un pensiero speciale all’Iran e al Libano, con un appello accorato alla preghiera per le “numerose vittime civili, tra cui molti bambini innocenti”. Le sue parole hanno trovato un’eco particolare nel ricordo commosso di Padre Pierre El Raii, parroco maronita del villaggio di Qlayaa, nel sud del Libano, tragicamente ucciso mentre prestava soccorso ai suoi parrocchiani feriti da un bombardamento.
Un “Vero Pastore” fino all’Ultimo Respiro
Con profonda commozione, Papa Leone XIV ha tratteggiato la figura di Padre Pierre El Raii, il cui cognome in arabo, “El Raii”, significa “pastore”. “Padre Pierre è stato un vero pastore, che è rimasto sempre accanto al suo popolo con l’amore e il sacrificio di Gesù, Buon Pastore”, ha affermato il Papa. La sua morte eroica è avvenuta il 9 marzo, quando, senza esitazione, è corso in aiuto di alcuni fedeli feriti da un primo attacco. Un secondo bombardamento sulla stessa area lo ha ferito mortalmente. “Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano”, è stata la preghiera e la speranza espressa dal Pontefice, sottolineando la sua vicinanza a tutto il popolo libanese in questo “momento di grave prova”.
I funerali di Padre El Raii si sono celebrati proprio mercoledì a Qlayaa, in un’atmosfera di profondo dolore e grande partecipazione. Autorità civili, militari ed ecclesiastiche si sono unite ai fedeli per rendere omaggio a un sacerdote che, come ha testimoniato padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, “era veramente il sostegno dei cristiani nella zona”. Padre Pierre, 50 anni, parroco della chiesa di San Giorgio dal 2013, era una figura di riferimento per la comunità cristiana del sud del Libano, una voce coraggiosa che invitava a “restare” nella propria terra nonostante i pericoli e le violenze.
Il Contesto: un Sud del Libano Sotto Assedio
La morte di Padre El Raii si inserisce in un contesto di crescente tensione e violenza nel sud del Libano, un’area a pochi chilometri dal confine con Israele, devastata da continui bombardamenti. La popolazione civile, in particolare la minoranza cristiana che conta circa 9.000 persone nella regione, vive in uno stato di paura e desolazione. Molti sono stati costretti a lasciare le proprie case, disobbedendo agli ordini di evacuazione, per cercare rifugio altrove. L’uccisione del sacerdote ha scosso profondamente la comunità, alimentando la sensazione che “nessuno si senta più al sicuro”.
Padre Pierre era un convinto sostenitore della resistenza pacifica e della permanenza nella propria terra. “Le armi in nostro possesso rimangono la fede, il desiderio di pace e la speranza nella risurrezione dopo l’attuale passione”, aveva dichiarato in una delle sue ultime interviste. La sua collaborazione con organizzazioni come AVSI testimonia il suo impegno concreto per alleviare le sofferenze della sua gente, promuovendo progetti di sviluppo e sostegno, come la creazione di una piccola attività di catering gestita da donne del villaggio.
L’Appello Universale della Chiesa per la Pace
L’intervento del Papa non si è limitato al Libano. Il suo appello alla preghiera si è esteso a tutto il Medio Oriente, con un’attenzione particolare all’Iran. Questo richiamo si inserisce in una più ampia riflessione che Leone XIV ha sviluppato durante la catechesi dell’udienza generale, dedicata alla costituzione dogmatica Lumen Gentium. Il Papa ha sottolineato il carattere universale della Chiesa, un “popolo di Dio” in cui “c’è e deve esserci posto per tutti”. In un’epoca segnata da conflitti, la Chiesa, ha spiegato il Pontefice, è un “grande segno di speranza”, un luogo dove persone di diverse nazionalità, lingue e culture possono convivere in pace grazie alla fede.
Questo messaggio di unità e accoglienza assume un significato ancora più profondo alla luce delle tragedie che insanguinano il Medio Oriente. La preghiera, ha concluso Papa Leone XIV, deve essere “conforto per chi soffre e seme di speranza per il futuro”. Un futuro in cui il sacrificio di uomini come Padre Pierre El Raii non sia vano, ma possa finalmente far germogliare la pace in una terra martoriata.
