Civitavecchia (Roma) – Una tranquilla giornata di metà marzo si è trasformata in tragedia a Civitavecchia, sul litorale laziale, dove un violento incendio ha strappato la vita a una donna di 43 anni e ha seminato il panico in un intero quartiere. La vittima è stata identificata come Azerina Bajrektarevic, una donna di origine bosniaca di 42 anni, da tempo residente in Italia e seguita dalla Comunità di Sant’Egidio. Il rogo è divampato nel primo pomeriggio di martedì in un appartamento al terzo piano di una palazzina situata in via Bramante, al civico 3.
L’allarme e i soccorsi
L’allarme è scattato intorno alle 16:30, quando una densa colonna di fumo nero si è levata dall’edificio, visibile da diverse zone del quartiere. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento locale, supportati dai colleghi di Cerveteri. Giunti sul posto, i soccorritori si sono trovati di fronte a uno scenario drammatico: le fiamme avevano completamente avvolto l’appartamento e il fumo tossico aveva invaso il vano scale, rendendo l’aria irrespirabile e complicando le operazioni di evacuazione.
Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente per ore, da un lato per domare le fiamme ed evitare che si propagassero agli appartamenti adiacenti, dall’altro per mettere in salvo le persone rimaste intrappolate all’interno dello stabile.
Gesti di eroismo e salvataggi
In questi momenti concitati, si è distinto il gesto eroico di un carabiniere libero dal servizio che, insieme a un passante, non ha esitato a entrare nell’edificio invaso dal fumo per soccorrere una giovane madre e il suo bambino di sei anni, portandoli in salvo. Un’altra donna, rifugiatasi su una terrazza per sfuggire al fumo e alle fiamme, è stata tratta in salvo grazie all’utilizzo di un’autoscala dei vigili del fuoco. In totale, tre persone sono state affidate alle cure del personale sanitario del 118.
La tragica scoperta
Una volta domato quasi completamente l’incendio e dopo aver effettuato la ventilazione forzata per liberare i locali dal fumo, i vigili del fuoco hanno fatto la tragica scoperta. All’interno dell’appartamento da cui si era originato il rogo, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Azerina Bajrektarevic. Secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe rimasta intrappolata nell’abitazione, sorpresa dalla rapidità con cui le fiamme si sono propagate.
Le indagini sulle cause e un secondo incendio
Le forze dell’ordine, tra cui Polizia e Carabinieri, hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti. La Polizia Scientifica ha effettuato i rilievi per determinare le cause del rogo. L’ipotesi iniziale è che l’incendio possa essere stato innescato da un cortocircuito, forse partito da una presa elettrica nella camera da letto.
A rendere ancora più complessa la vicenda, circa 36 ore dopo la tragedia, nella tarda serata di mercoledì 11 marzo, un nuovo incendio è divampato nello stesso appartamento. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire nuovamente per domare le fiamme, che fortunatamente questa volta non hanno causato feriti. Questo secondo episodio ha sollevato ulteriori interrogativi e le indagini sono in corso per verificare eventuali collegamenti con il primo, fatale rogo.
La comunità di Civitavecchia è rimasta profondamente scossa da questa tragedia, che ha spezzato una vita e ha messo in luce la fragilità della sicurezza domestica e l’importanza della prontezza dei soccorsi.
