Città del Messico – In una delle più significative operazioni contro il crimine organizzato degli ultimi tempi, il governo messicano ha inferto un durissimo colpo ai cartelli della droga. Il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha reso noto il sequestro di un quantitativo impressionante di sostanze stupefacenti: ben 14 milioni di dosi di fentanyl. L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al narcotraffico voluta dalla presidente Claudia Sheinbaum, che appare sempre più determinata a proseguire con fermezza su questa strada, specialmente dopo la recente uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, alias ‘El Mencho’, il temuto leader del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG).
I dettagli dell’operazione e l’arresto eccellente
Le operazioni, condotte congiuntamente da diverse forze di sicurezza messicane, hanno portato non solo al sequestro della droga, ma anche all’arresto di una figura di spicco del crimine internazionale. È stato infatti catturato Samuel Ramirez Jr., uno dei dieci latitanti più ricercati dalla Federal Bureau of Investigation (FBI) statunitense. Sulla testa di Ramirez pendeva una taglia da un milione di dollari. L’arresto è avvenuto a Culiacán, nello stato di Sinaloa, roccaforte storica di diversi cartelli. Ramirez era ricercato per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di due donne avvenuto a Washington nel maggio del 2023.
Il ministro García Harfuch, attraverso un post sulla piattaforma social X, ha sottolineato come questo successo sia “frutto del lavoro investigativo svolto dalle istituzioni che compongono il Gabinetto di Sicurezza e del costante scambio di informazioni con la DEA statunitense”. Oltre a Ramirez, altre sei persone sono state arrestate nel corso delle stesse operazioni e sono state individuate due proprietà utilizzate come depositi per lo stoccaggio della droga. Il fentanyl sequestrato, trovato sia in polvere che in pillole per un peso totale di circa 270 chilogrammi, è stato scoperto in un laboratorio clandestino e in un magazzino nel comune di Villa de Alvarez, nello stato di Colima.
La strategia del governo Sheinbaum e la cooperazione con gli USA
Questa maxi-operazione conferma il cambio di passo impresso dall’amministrazione di Claudia Sheinbaum nella lotta al narcotraffico. Un approccio che, pur non abbandonando del tutto la politica degli “abbracci, non proiettili” del suo predecessore, punta a un’azione più decisa basata sull’intelligence e sul colpire le finanze e la logistica dei cartelli. La figura chiave di questa strategia è proprio il ministro della Sicurezza Omar García Harfuch, noto per i successi ottenuti quando era capo della polizia di Città del Messico.
La collaborazione con gli Stati Uniti gioca un ruolo fondamentale in questa offensiva. Nonostante le tensioni passate, specialmente con l’amministrazione Trump che ha spesso criticato il Messico per la gestione del narcotraffico, la cooperazione tra le agenzie dei due paesi sembra essersi intensificata. L’arresto di un ricercato dell’FBI e il costante scambio di informazioni con la DEA ne sono la prova più evidente. Washington considera il fentanyl una vera e propria “arma di distruzione di massa”, responsabile di decine di migliaia di morti per overdose ogni anno negli Stati Uniti.
Il contesto: la morte di ‘El Mencho’ e la violenza dei cartelli
L’operazione arriva in un momento cruciale. A fine febbraio, le forze armate messicane hanno ucciso ‘El Mencho’, leader del CJNG, uno dei cartelli più potenti e violenti del paese. La sua morte ha scatenato un’ondata di violenza in diversi stati messicani, con blocchi stradali, veicoli incendiati e scontri a fuoco che hanno causato decine di morti, tra cui membri delle forze di sicurezza e civili. Questo vuoto di potere rischia di innescare una sanguinosa guerra per la successione all’interno del cartello e tra le organizzazioni rivali. L’offensiva del governo Sheinbaum può essere letta anche come un tentativo di prevenire un’ulteriore escalation di violenza e di dimostrare che lo Stato non intende arretrare di fronte alla reazione dei narcos.
La lotta contro i cartelli in Messico è una guerra complessa e pluridecennale, che ha visto le organizzazioni criminali evolversi da semplici trafficanti a vere e proprie imprese multinazionali con enormi risorse finanziarie e capacità militari. L’impegno del governo messicano, supportato dalla cooperazione internazionale, rappresenta un passo importante, ma la strada per ripristinare la piena sicurezza e lo stato di diritto in tutte le aree del paese si preannuncia ancora lunga e difficile.
