Il mercato del lavoro italiano si presenta con un quadro a due velocità all’inizio della primavera. Secondo gli ultimi dati del bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le imprese prevedono di attivare 479mila contratti nel mese di marzo, registrando un calo del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Una flessione che si conferma anche nelle previsioni per il trimestre marzo-maggio, con oltre 1,5 milioni di contratti stimati ma una diminuzione tendenziale dell’1,6%.

Questa contrazione, seppur contenuta, riflette un clima di maggiore prudenza da parte delle aziende, inserito in un contesto economico che, pur mostrando segnali di graduale miglioramento, non ha ancora innestato una marcia di crescita consolidata. A pesare sono le incertezze dello scenario internazionale e le dinamiche inflattive che, sebbene in fase di rallentamento, continuano a influenzare le decisioni di investimento e di ampliamento degli organici.

Turismo e Servizi alla Persona: i Settori in Controtendenza

In questo scenario di generale rallentamento, emergono però due importanti eccezioni che dimostrano una notevole vitalità. Il comparto dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici mostra una crescita robusta, con un aumento delle assunzioni previste del 3,5% a marzo e del 3,2% nel trimestre. Questo dato conferma il ruolo trainante del turismo per l’economia nazionale, un settore che continua a beneficiare di un flusso costante di visitatori, sia nazionali che internazionali, e che si prepara all’alta stagione primaverile ed estiva. Le imprese del settore turistico prevedono circa 97mila ingressi a marzo e oltre 347mila nel trimestre.

Un altro segnale positivo arriva dai servizi alle persone, che registrano un incremento delle entrate programmate dell’1,7% nel mese e dell’1,1% nel trimestre. Questa dinamica è legata a una domanda crescente di servizi legati al benessere, alla cura della persona e all’assistenza, settori che stanno assumendo un’importanza sempre maggiore nel tessuto sociale ed economico del Paese.

Al contrario, la flessione interessa quasi tutti gli altri comparti. Il manifatturiero segna un -6,0% a marzo e un -5,1% nel trimestre, il commercio un -6,8% mensile e -4,9% trimestrale, e anche le costruzioni, pur con una riduzione più contenuta, mostrano un segno negativo (-0,4% a marzo e -0,3% nel trimestre).

Il Paradosso del “Mismatch”: Imprese che Cercano, Lavoratori Introvabili

Il dato più allarmante che emerge dal bollettino Excelsior riguarda la crescente difficoltà di reperimento del personale. Ben il 45,3% delle posizioni aperte risulta di difficile copertura, un fenomeno che evidenzia un profondo scollamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato del lavoro.

Le cause di questo “mismatch” sono duplici:

  • Mancanza di candidati: Questa è la motivazione principale, indicata dal 27,5% delle imprese. Un problema legato a fattori demografici, come il calo della popolazione in età lavorativa, ma anche a una scarsa attrattività di alcuni settori e professioni.
  • Preparazione non adeguata: Il 14,0% delle aziende lamenta una mancanza di competenze specifiche nei candidati che si presentano. Questo gap formativo rappresenta una delle sfide più critiche per il sistema educativo e per le politiche attive del lavoro.

La difficoltà di reperimento raggiunge picchi particolarmente elevati in alcuni settori chiave per il Made in Italy. Nelle costruzioni, il 62,7% dei profili ricercati è di difficile reperimento. Seguono la metallurgia con il 61,0% e il settore del legno-arredo con il 57,2%. Tra le figure professionali più “introvabili” spiccano gli operai specializzati, come meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (con difficoltà di reperimento al 72,7%), fonditori, saldatori e montatori di carpenteria (71,9%).

Focus sui Giovani e Tipologie Contrattuali

Nonostante le difficoltà, le imprese continuano a puntare sulle nuove generazioni. Circa 3 entrate su 10 sono rivolte a giovani con meno di 30 anni, per un totale di oltre 129mila contratti previsti a marzo. I settori che offrono maggiori opportunità ai giovani sono quelli a più alto contenuto di innovazione, come i servizi finanziari e assicurativi, i servizi informatici e delle telecomunicazioni e i servizi dei media e della comunicazione, dove la quota di assunzioni di under 30 supera il 40%.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, a marzo si conferma la prevalenza dei contratti a tempo determinato, che costituiscono il 59,9% del totale (circa 287mila unità). Seguono i contratti a tempo indeterminato con il 19,0% (91mila) e i contratti in somministrazione con il 7,4% (35mila). Questa ripartizione riflette, da un lato, la flessibilità richiesta da molti settori, inclusa la stagionalità del turismo, e dall’altro, una persistente cautela delle imprese nell’offrire posizioni stabili.

Di atlante

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