ROMA – La corsa per riportare l’umanità sulla Luna subisce una significativa correzione di rotta. In una mossa che ridefinisce la strategia a lungo termine del programma Artemis, la NASA ha annunciato una decisione tanto pragmatica quanto dirompente: l’abbandono dello sviluppo dell’Exploration Upper Stage (EUS), affidato a Boeing, per le future missioni del colossale razzo Space Launch System (SLS). Al suo posto, a partire dalla missione Artemis IV, verrà integrato il Centaur V, lo stadio superiore prodotto dalla United Launch Alliance (ULA), già operativo con successo sui nuovi lanciatori Vulcan. Questa scelta strategica arriva mentre i team tecnici al Kennedy Space Center sono al lavoro per risolvere un’anomalia critica emersa sui sistemi di Artemis II, la prima missione con equipaggio del programma.
Artemis II: un intoppo all’elio e la corsa contro il tempo
Prima di guardare al futuro più lontano, l’attenzione della NASA è concentrata sulla prossima, imminente missione: Artemis II. Prevista non prima di aprile 2026, questa missione porterà quattro astronauti in un viaggio circumlunare, un passo fondamentale per testare le capacità della navicella Orion in un ambiente di spazio profondo. Tuttavia, il percorso verso il lancio ha incontrato un ostacolo. Durante le prove generali di rifornimento, è stata rilevata un’interruzione nel flusso di elio verso lo stadio superiore del razzo SLS, l’Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS). L’elio è cruciale per pressurizzare i serbatoi di propellente e per il corretto funzionamento dei motori.
Il problema è stato individuato in una guarnizione difettosa nel sistema di disconnessione rapida che collega le linee di terra al razzo. Questo ha costretto la NASA a riportare l’imponente struttura, composta dal razzo SLS e dalla capsula Orion, all’interno del Vehicle Assembly Building (VAB) per procedere con le ispezioni e le riparazioni necessarie. Gli ingegneri hanno sostituito la guarnizione e stanno ora conducendo una serie di test per garantire la tenuta del sistema e scongiurare il ripetersi del problema. L’obiettivo è riportare il razzo sulla rampa di lancio 39B entro la fine di marzo, per tentare il lancio nella finestra di aprile.
La svolta per Artemis IV: costi, ritardi e la scelta del Centaur V
Mentre la questione di Artemis II sembra avviata verso una soluzione, una decisione ben più radicale è stata presa per le missioni successive, in particolare per Artemis IV, ora designata come la prima missione a tentare l’allunaggio, previsto per l’inizio del 2028. La NASA ha ufficialmente cancellato lo sviluppo dell’Exploration Upper Stage (EUS) da parte di Boeing. Questo stadio superiore, più potente e progettato per la configurazione “Block 1B” dell’SLS, era considerato essenziale per trasportare carichi più pesanti, come i moduli della futura stazione orbitale lunare Gateway.
La causa di questa drastica inversione di rotta risiede nei cronici ritardi e nell’incontrollato aumento dei costi che hanno afflitto il progetto EUS. Un rapporto dell’ispettorato generale della NASA aveva previsto che i costi di sviluppo avrebbero potuto raggiungere i 5,7 miliardi di dollari. Di fronte a queste difficoltà, che rischiavano di compromettere l’intera timeline del programma Artemis, l’agenzia ha optato per una soluzione commerciale già esistente e collaudata: il Centaur V della ULA.
Il Centaur V è lo stadio superiore del razzo Vulcan, che ha già completato con successo quattro missioni dal suo debutto nel gennaio 2024, dimostrando grande affidabilità. La NASA ha giustificato la scelta di un contratto in esclusiva con ULA, sottolineando che il Centaur V è l’unica alternativa in grado di soddisfare i requisiti di performance e, soprattutto, di tempistica. Qualsiasi altra opzione, come lo stadio superiore del New Glenn di Blue Origin, avrebbe richiesto modifiche significative alle infrastrutture di lancio e non avrebbe offerto le stesse garanzie.
Questa decisione segna un punto di svolta, evidenziando una crescente preferenza della NASA per soluzioni commerciali “chiavi in mano” al fine di accelerare i tempi e ottimizzare i costi. L’attuale stadio superiore ICPS, utilizzato per le prime missioni di Artemis, è una versione modificata di quello del razzo Delta IV, la cui produzione è terminata, rendendo necessaria una sua sostituzione a lungo termine.
Implicazioni e futuro del Programma Artemis
La cancellazione dell’EUS rappresenta un duro colpo per Boeing, già principale appaltatore per lo stadio centrale dell’SLS. Sebbene Boeing sia co-proprietaria di ULA insieme a Lockheed Martin, la perdita del contratto EUS avrà significative ripercussioni finanziarie.
Dal punto di vista programmatico, la riorganizzazione di Artemis mira ad aumentare la cadenza dei lanci, con l’obiettivo di una missione all’anno. Ecco la nuova roadmap aggiornata:
- Artemis II (Aprile 2026): Volo orbitale lunare con equipaggio.
- Artemis III (metà 2027): Missione in orbita terrestre bassa per testare i sistemi di allunaggio, come la Starship di SpaceX e il lander di Blue Origin.
- Artemis IV (inizio 2028): Primo tentativo di allunaggio con astronauti dalla fine del programma Apollo.
- Artemis V (fine 2028): Secondo allunaggio, con l’inizio della costruzione di una base lunare.
Questa accelerazione e ristrutturazione del programma, pur introducendo nuove sfide ingegneristiche per l’integrazione del Centaur V, dimostra la ferma volontà della NASA di procedere speditamente verso l’obiettivo di una presenza umana sostenibile sulla Luna, un trampolino di lancio essenziale per le future, ambiziose missioni verso Marte.
