La tensione resta alta attorno al caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, la coppia anglo-australiana composta da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham che da anni vive in un casolare isolato a Palmoli, in provincia di Chieti. La recente decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di disporre l’allontanamento della madre, Catherine, dalla casa famiglia dove si trovava con i suoi tre figli dal novembre scorso, ha scatenato un’ondata di proteste e ha acceso un intenso dibattito a livello nazionale.

La Fiaccolata di Protesta: “Giù le mani dai bambini”

In risposta alla sentenza, decine di manifestanti si sono radunati in una fiaccolata di protesta davanti alla struttura protetta di Vasto che ospita i minori. Lo striscione “Giù le mani dai bambini” riassumeva il sentimento di indignazione e la richiesta di ricongiungimento della famiglia. Tra i presenti, Leonora Carusi, figlia dell’ex ristoratore di Ortona che ha offerto in comodato d’uso gratuito una villetta alla coppia, ha espresso parole dure: “La chiamano casa-famiglia ma qui non c’è una famiglia, la stanno distruggendo. Si chiamano tutrici dei minori, ma qui i minori non li stanno tutelando, li stanno massacrando”. Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti di famiglie neorurali e altre madri che hanno vissuto esperienze simili di allontanamento dei figli, creando un fronte di solidarietà.

La Decisione del Tribunale e le Motivazioni

La vicenda ha avuto inizio quando, a seguito di un’intossicazione da funghi nel 2024, i servizi sociali hanno avviato un’indagine sulle condizioni di vita della famiglia. Il casolare era privo di servizi essenziali come acqua corrente, elettricità e gas, e i bambini non frequentavano la scuola pubblica, seguendo un percorso di istruzione parentale. Nel novembre 2025, il Tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale e ha disposto il collocamento dei tre figli, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6, in una casa famiglia insieme alla madre.

La recente ordinanza di allontanamento della madre si basa su una relazione che descrive l’atteggiamento di Catherine come “ostile e squalificante” nei confronti degli educatori, ritenendo la sua presenza “gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”. I giudici hanno sottolineato che le loro decisioni non derivano da pregiudizi ideologici, ma mirano esclusivamente a tutelare il benessere dei bambini.

Le Reazioni del Mondo Politico e delle Istituzioni

Il caso ha rapidamente assunto una rilevanza politica. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha criticato la decisione, definendola frutto di “letture ideologiche” e affermando che “i figli non sono dello Stato”. Anche il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato l’invio di ispettori al Tribunale dell’Aquila per fare luce sulla vicenda. D’altro canto, i magistrati abruzzesi hanno difeso il loro operato, condannando i “toni aggressivi” del dibattito e ribadendo che ogni iniziativa è ispirata alla tutela dei minori. La Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, si è detta “allarmata” per le possibili conseguenze psicofisiche sui bambini, chiedendo la sospensione del provvedimento.

La Posizione del Padre e il Futuro della Famiglia

Nathan Trevallion, il padre, pur desiderando il ritorno a casa dei figli, ha chiesto di interrompere presidi e proteste. La coppia, che si è conosciuta a Bali, ha scelto uno stile di vita alternativo a contatto con la natura, ma questa scelta si è scontrata con le normative italiane in materia di istruzione e benessere dei minori. Attualmente, i legali della famiglia stanno preparando un ricorso contro la decisione del Tribunale. La situazione rimane complessa e incerta, con un’ordinanza di trasferimento dei bambini in un’altra struttura che, a giorni di distanza, non è stata ancora applicata per la mancanza di una nuova collocazione. Al centro del dibattito resta la difficile questione di bilanciare il diritto dei genitori a educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e il dovere dello Stato di proteggere i diritti fondamentali dei minori.

Di veritas

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