L’agriturismo italiano prosegue il suo percorso di crescita, confermandosi un pilastro resiliente dell’economia turistica nazionale, ma il ritmo della sua espansione mostra i primi segni di assestamento. Secondo il dettagliato rapporto pubblicato dall’Istat, il 2024 si è chiuso con un valore economico complessivo di poco superiore a 1.934 milioni di euro, segnando un incremento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Un dato positivo che, tuttavia, rappresenta l’aumento annuo più contenuto dal 2020, indicando una fase di maturità del settore dopo un decennio di crescita sostenuta, che ha visto il valore economico aumentare a un tasso medio annuo del 5,3%.
Il numero totale di aziende agrituristiche attive ha raggiunto quota 26.360, con un aumento dello 0,9% rispetto al 2023, pari a 231 nuove unità. Questa espansione, seppur lieve a livello nazionale, nasconde al suo interno dinamiche territoriali profondamente diverse, che delineano una nuova geografia dell’ospitalità rurale in Italia, con un Mezzogiorno sorprendentemente dinamico.
La Mappa dell’Agriturismo: Nord Leader per Valore, Sud Campione di Crescita
L’analisi territoriale conferma la solida leadership del Nord Italia in termini di valore economico. Le regioni settentrionali, che ospitano il 43,6% delle strutture totali, generano da sole ben il 51,3% del valore economico complessivo del settore. Il Centro si posiziona come baricentro del sistema, con il 36,5% delle aziende che contribuisce per una quota identica al valore nazionale. Il Mezzogiorno, pur rappresentando ancora una quota minoritaria (19,8% delle aziende e 12,2% del valore), è l’area che registra i segnali di crescita più vigorosi.
Il valore economico medio per azienda, che a livello nazionale si attesta a 73.300 euro, evidenzia queste disparità:
- Nord-Est: Oltre 103.000 euro
- Centro: 73.200 euro
- Sud: 57.600 euro
- Nord-Ovest: 53.600 euro
- Isole: 23.500 euro
Ma è sul fronte della natalità delle imprese che il Sud mostra i muscoli. A fronte di una crescita contenuta nel Nord e nel Centro (+0,5%), il Mezzogiorno registra un balzo del 2,5% nel numero di aziende. A trainare questa corsa sono soprattutto le Isole, con un eccezionale +6,1%. In particolare, la Sicilia si distingue con un incredibile +8,9%, seguita dalla Sardegna con un +2,6%. Anche Basilicata (+3,3%) e Campania (+2,2%) mostrano una notevole vitalità. Questo fermento imprenditoriale suggerisce una possibile “saturazione” nei territori a vocazione storica come Toscana e Alto Adige, e l’apertura di nuovi, promettenti mercati nel Sud.
Clientela Internazionale e Offerta Integrata: i Driver della Domanda
Il 2024 ha visto oltre 4,7 milioni di agrituristi (+4,3% sul 2023), con una netta prevalenza di stranieri, che hanno raggiunto una quota del 54,8%. Questo dato conferma la forte attrattiva internazionale del modello agrituristico italiano, percepito come sinonimo di autenticità, contatto con la natura ed eccellenza enogastronomica. Gli ospiti internazionali, con una permanenza media di 4,2 giorni, trainano la domanda, soprattutto nel Centro e nel Nord-Est, aree che da sole accolgono il 72% degli agrituristi totali.
L’offerta dei servizi si rivela sempre più strategica. L’81,4% delle strutture offre alloggio, ma è la combinazione di servizi a fare la differenza. Crescono in particolare le formule che abbinano ospitalità, degustazione e ristorazione. Le aziende che offrono degustazioni sono 6.750, mentre quelle con ristorazione superano le 13.000, circa la metà del totale. Anche in questo ambito, sono le Isole a registrare gli incrementi più significativi, con un +9,8% per la combinazione alloggio-degustazione.
Un altro dato interessante riguarda l’evoluzione dei servizi offerti. Rispetto al 2010, si assiste a un boom delle fattorie didattiche (+220%) e delle attività di osservazione naturalistica (+141%), a fronte di un calo per attività più tradizionali come mountain bike ed equitazione.
Le Dinamiche Territoriali: tra Conferme e Sorprese
Nonostante la crescita del Sud, la Toscana si conferma regina indiscussa per numero di strutture, ospitando il 22,2% del totale nazionale, seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano con il 13%. Insieme, questi due territori concentrano oltre un terzo di tutti gli agriturismi italiani.
Tuttavia, alcune regioni storiche mostrano segnali di flessione nel numero di aziende, come Lombardia (-1,1%) e Lazio (-1,8%), a testimonianza di un mercato in continua evoluzione. L’analisi dei tassi di natalità e cessazione, che nel 2024 si sono attestati rispettivamente sul 4,1% e 3,2%, conferma un settore vitale, dove le nuove aperture superano costantemente le chiusure, seppur con un rallentamento progressivo dal 2021.
