Bolzano – Una tragica fatalità si è consumata nelle prime ore della mattinata in un condominio di via del Ronco 5/B, a Bolzano, dove un uomo di 33 anni, di origine marocchina e senza fissa dimora, è deceduto dopo essere precipitato per circa 30 metri, l’equivalente di nove piani, all’interno della tromba delle scale. L’allarme è stato dato intorno alle 7:30 da alcuni residenti dello stabile, che hanno scoperto il corpo esanime dell’uomo e hanno immediatamente allertato i soccorsi.
La dinamica dell’incidente e i primi soccorsi
Secondo una prima e dettagliata ricostruzione fornita dalla Squadra Volante della Questura, intervenuta sul posto insieme alla Squadra Mobile e alla Polizia Scientifica, la tragedia si sarebbe verificata mentre il 33enne tentava di superare una grata metallica che impedisce l’accesso alle scale conducenti al decimo piano del palazzo. Si presume che l’uomo si stesse arrampicando sulle ringhiere di protezione quando ha perso la presa, precipitando nel vuoto dal nono piano. Nonostante il rapido intervento del personale sanitario del 118, per l’uomo non c’è stato nulla da fare; le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate fatali e ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.
Le indagini e l’ipotesi del furto
Le indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria, stanno procedendo per chiarire ogni aspetto della vicenda. L’ispezione cadaverica iniziale non ha evidenziato segni di violenza riconducibili all’azione di terze persone, avvalorando l’ipotesi dell’incidente. Tuttavia, un elemento ha introdotto un nuovo livello di complessità nel caso: accanto al corpo della vittima sono stati rinvenuti diversi oggetti, tra cui monitor e telecamere, che si sospetta siano provento di un furto. Le verifiche hanno infatti collegato la refurtiva a un’effrazione avvenuta nelle prime ore della stessa mattina in un esercizio commerciale di corso Libertà. Questa scoperta ha aperto una seconda pista investigativa, che non esclude la possibilità che l’uomo cercasse un luogo sicuro all’ultimo piano dell’edificio per nascondere gli oggetti rubati.
L’identità del 33enne, richiedente asilo e già noto alle forze dell’ordine, è stata confermata tramite riscontri papillari. La Procura di Bolzano ha disposto la rimozione della salma, riservandosi di decidere sull’eventuale esecuzione di un esame autoptico per ottenere ulteriori dettagli sulle cause del decesso.
Il contesto sociale e le testimonianze
Il condominio di via del Ronco è descritto da alcuni residenti come un luogo spesso frequentato da persone senza fissa dimora in cerca di un riparo temporaneo. Il custode dello stabile ha raccontato ai giornalisti di aver già notato la vittima nei giorni precedenti e di averlo visto aggirarsi nel palazzo. “Mi aveva chiesto più volte una sigaretta”, ha dichiarato, aggiungendo che l’uomo non era residente nell’edificio. Questa testimonianza, unita alla condizione di senza fissa dimora della vittima, getta luce su una problematica sociale più ampia, quella della marginalità e della ricerca di rifugi di fortuna che può portare a conseguenze drammatiche.
Gli investigatori stanno ora esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccogliendo ulteriori testimonianze per ricostruire con esattezza gli ultimi momenti di vita del 33enne e confermare la dinamica dei fatti. La comunità locale resta scossa da un evento che intreccia i temi della sicurezza urbana, della povertà e di un destino tragicamente spezzato.
