Melbourne, Australia – Si alza il sipario sulla stagione 2026 di Formula 1 e il Gran Premio d’Australia regala subito emozioni, verdetti e qualche rimpianto, soprattutto in casa Ferrari. La Scuderia di Maranello archivia la prima trasferta con un solido bottino di 27 punti, frutto del terzo posto di un Charles Leclerc combattivo ma non del tutto soddisfatto e della quarta piazza di un redivivo Lewis Hamilton. A dominare la scena all’Albert Park è stata però la Mercedes, autrice di una perentoria doppietta con George Russell sul gradino più alto del podio davanti al sorprendente rookie Kimi Antonelli. Un risultato che conferma le Frecce d’Argento come la forza da battere in questo avvio di mondiale, ma che non oscura del tutto le potenzialità di una SF-26 apparsa come la seconda forza in campo.
Una partenza fulminea e l’illusione della leadership
Le speranze dei tifosi della Rossa si erano accese allo spegnimento dei semafori. Grazie a una partenza a razzo, agevolata da una power unit reattiva ai bassi regimi, sia Leclerc che Hamilton hanno avuto uno scatto bruciante. Il monegasco, partito dalla quarta casella, si è trovato addirittura al comando della corsa dopo la prima curva, ingaggiando un duello serrato con Russell. Anche Hamilton, scattato settimo, ha recuperato prontamente posizioni, inserendosi nella lotta di vertice. Queste prime fasi di gara hanno dimostrato che la SF-26, sul passo gara e con il pieno di carburante, ha le carte in regola per giocarsela con le Mercedes, riducendo drasticamente il divario di circa otto decimi visto in qualifica.
La strategia attendista e il nodo Virtual Safety Car
Il momento cruciale della gara è arrivato con l’ingresso della Virtual Safety Car. Mentre la Mercedes ha reagito con prontezza richiamando ai box entrambi i piloti per un “double stack” e montare gomme hard, il muretto Ferrari ha optato per una strategia più conservativa, lasciando in pista sia Leclerc che Hamilton con le medie. Una decisione che, col senno di poi, si è rivelata penalizzante. Con gomme più fresche, le Mercedes hanno imposto un ritmo insostenibile per le Rosse. Lo stesso Hamilton, via radio, ha espresso qualche perplessità, suggerendo che almeno una delle due vetture avrebbe dovuto fermarsi per coprire la strategia dei rivali. Una seconda neutralizzazione ha offerto un’altra chance, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino con la chiusura della pit-lane proprio nel momento meno opportuno, vanificando ogni possibilità di recupero.
Le voci dei protagonisti: tra insoddisfazione e ottimismo
Nonostante il podio, il volto di Charles Leclerc a fine gara tradiva una certa delusione. “Non sono per niente contento e per diverse ragioni”, ha ammesso il monegasco. “Abbiamo tante cose da ottimizzare. Il primo giro è stato un po’ un disastro per la gestione dell’energia, sei da solo perché dai box non possono parlarci. Non sono contento per quanto riguarda il passo: devo fare meglio, oggi non ero al top”. Leclerc ha lamentato un weekend altalenante a livello di set-up, che non gli ha permesso di trovare il feeling perfetto con la vettura.
Più propenso a guardare il bicchiere mezzo pieno è apparso Lewis Hamilton. “Oggi non abbiamo ottenuto il risultato al quale puntavamo, ma alla fine con un altro paio di giri avrei passato Charles”, ha commentato il sette volte campione del mondo, sottolineando gli aspetti positivi e la necessità di lavorare per colmare il gap con la Mercedes, un obiettivo a suo dire “non impossibile”.
Il team principal Frederic Vasseur ha offerto un’analisi lucida e pragmatica. “Buona gara per noi. Siamo stati sfortunati con la chiusura della corsia box durante la virtual. La Mercedes al momento è più forte, ma per noi questo è stato un buon punto di partenza”, ha dichiarato il manager francese. Vasseur ha quantificato in circa mezzo secondo il distacco dalle Frecce d’Argento, sottolineando però che questo valore può variare da pista a pista. “La lista delle cose da fare è molto lunga”, ha aggiunto, annunciando un importante aggiornamento sul telaio già in programma, pur con la consapevolezza che anche la concorrenza non starà a guardare.
Prossima fermata: la Cina. Un nuovo banco di prova
L’attenzione si sposta ora sul Gran Premio di Cina, un appuntamento che potrebbe rimescolare le carte. Le temperature più basse e le caratteristiche del circuito di Shanghai, meno esigente dal punto di vista della gestione energetica rispetto a Melbourne, potrebbero offrire alla Ferrari una nuova opportunità per ridurre ulteriormente il divario dalla Mercedes. Come sottolineato da Vasseur, a Shanghai si ripartirà da zero e il quadro dei valori in campo potrebbe essere diverso. La Rossa ha dimostrato di avere una base solida; ora la sfida è ottimizzare ogni dettaglio e osare di più sul piano strategico per trasformare un podio con rimpianti in una vittoria piena.
