L’AQUILA – Una decisione definita “terrificante” e “un’escalation di gravità enorme e assurda” dai periti di parte. Con un’ordinanza che ha scosso l’opinione pubblica e sollevato un acceso dibattito politico e istituzionale, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham, la madre della “famiglia del bosco”, dalla casa famiglia di Vasto dove era ospitata insieme ai suoi tre figli dal 20 novembre scorso. Il provvedimento prevede, inoltre, il trasferimento dei bambini in un’altra struttura protetta, di fatto separandoli anche dalla figura materna, dopo essere già stati allontanati dal padre.
La decisione del Tribunale e le sue motivazioni
La drastica misura è stata presa dai giudici sulla base di alcune relazioni fornite dalla struttura di accoglienza, che descrivevano un comportamento “ostile e non collaborativo” da parte della madre. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, firmata dalla giudice presidente del tribunale Cecilia Angrisano, l’ostilità di Catherine Birmingham “nei confronti delle scelte compiute dalla tutrice e dal Servizio sociale inizia a manifestarsi con crescente veemenza”. Le educatrici hanno segnalato che la donna avrebbe screditato il loro operato, influenzando negativamente il comportamento dei figli, i quali avrebbero iniziato a definire il personale “cattive persone” e a manifestare atteggiamenti aggressivi. I giudici hanno ritenuto che “la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”.
La reazione dei periti e dei legali: “Siamo terrorizzati”
La notizia è giunta proprio nel giorno in cui era in programma l’inizio della perizia psicologica sui tre bambini, disposta dallo stesso tribunale per accertare “le condizioni attuali di vita, l’andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo”. L’improvvisa ordinanza rischia ora di compromettere l’esito della stessa consulenza, data l’inevitabile alterazione dello stato emotivo dei minori.
Durissima la reazione di Marina Aiello, una delle psicologhe che compongono il team dei periti della famiglia: “È una decisione che ci terrorizza”, ha dichiarato entrando nella struttura. “Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda”. Sulla stessa linea l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, che ha commentato con sarcasmo la “sensibilità” del tribunale per aver preso una simile decisione in pieno svolgimento della consulenza. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte, ha parlato di “un’ordinanza shock” che apre la strada a scenari preoccupanti come l’adozione.
L’intervento delle istituzioni e il dibattito politico
Il caso ha immediatamente assunto una rilevanza nazionale, provocando l’intervento di diverse figure istituzionali. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito la vicenda “un’assurda concatenazione di decisioni dal chiaro tenore ideologico”, sottolineando come questo provvedimento infligga ai bambini “un ulteriore, pesantissimo trauma”. La Premier ha ribadito che “i figli non sono dello Stato” e che una magistratura che pretende di sostituirsi ai genitori “ha dimenticato i suoi limiti”. A seguito di queste dichiarazioni, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha disposto un’ispezione presso il Tribunale dei minorenni dell’Aquila.
Anche l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, si è detta “allarmata per le possibili irreparabili conseguenze sulla salute psicofisica dei tre bambini”, chiedendo la sospensione del trasferimento. La Garante regionale per l’Infanzia si è recata personalmente presso la casa famiglia per tentare di evitare che i bambini vengano spostati dalla struttura in cui si trovano da quattro mesi. La vicenda ha innescato anche la reazione del mondo politico, con la Lega che ha chiesto un’ispezione urgente al Ministero della Giustizia, parlando di “famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza”.
Il contesto della vicenda e gli sviluppi futuri
La famiglia anglo-australiana di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham era finita al centro della cronaca dopo la decisione del Tribunale, nel novembre 2025, di sospendere la responsabilità genitoriale e collocare i tre figli (una bambina di 8 anni e due gemelli di 7) in una casa-famiglia. La decisione era scaturita dalle condizioni di vita ritenute disagevoli e potenzialmente pregiudizievoli per i minori, che vivevano con i genitori in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, senza frequentare la scuola e con un limitato accesso alle cure sanitarie.
In serata, Catherine Birmingham ha lasciato la struttura, visibilmente provata, salendo sull’auto del marito senza rilasciare dichiarazioni. La coppia ha trovato ospitalità per la notte in una casa messa a disposizione da un ristoratore locale, in un gesto di solidarietà. Davanti alla casa famiglia si sono radunati alcuni sostenitori, e per la giornata successiva è stata organizzata una fiaccolata silenziosa. Gli avvocati della famiglia hanno annunciato che presenteranno un ricorso urgente alla Corte d’Appello contro l’ordinanza del tribunale.
