WASHINGTON D.C. – In una dichiarazione che delinea la ferma posizione della sua amministrazione, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato con sicurezza: “Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l’Iran, e continuerà. Continuerà per un po’”. Le parole, riportate dall’agenzia Bloomberg, sono state pronunciate a bordo dell’Air Force One e giungono in un momento di altissima tensione in Medio Oriente, caratterizzato da un’escalation militare che vede Stati Uniti e Israele condurre operazioni congiunte contro la Repubblica Islamica.
Alla domanda diretta dei giornalisti riguardo a un possibile sostegno della Russia a Teheran, Trump ha risposto in modo netto: “Non c’è nessuna indicazione in merito”. Questa smentita arriva nonostante alcune indiscrezioni, riportate dal Washington Post, secondo cui Mosca starebbe fornendo all’Iran informazioni di intelligence. Trump ha minimizzato la questione, affermando: “Possono dare tutte le informazioni che vogliono, stiamo travolgendo l’Iran e travolgeremmo anche la Russia”.
Un Conflitto in Piena Escalation
Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un quadro di conflitto aperto, con bombardamenti americani e israeliani contro l’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato nuove ondate di attacchi su Teheran e Isfahan. La tensione è palpabile in tutta la regione, con il Bahrein che ha intercettato missili e droni e gli Emirati Arabi Uniti che hanno rilevato e stanno lavorando per intercettare velivoli iraniani. Anche il Qatar ha affermato di aver intercettato un missile.
Le operazioni militari hanno avuto un costo umano significativo. Secondo l’agenzia di stampa Human Rights Activists News Agency (HRNA), il numero di civili uccisi in Iran a seguito degli attacchi ha superato le 1.172 persone, tra cui almeno 194 bambini. Si contano anche vittime tra i militari americani, il cui numero è salito a sette. Lo stesso Trump ha accolto le bare dei soldati caduti alla base di Dover, definendolo “un giorno molto triste” ma aggiungendo che la morte è “parte della guerra”.
La Strategia Americana e le Reazioni Internazionali
L’approccio di Trump sembra mirare a una “resa incondizionata” da parte dell’Iran, escludendo per ora la via negoziale. L’ex presidente ha parlato di aver “decimato il loro impero del male”, menzionando la distruzione di navi e missili e il danneggiamento delle capacità dei droni iraniani. Pur non escludendo la possibilità di schierare truppe di terra, ha specificato che dovrebbe esserci “un’ottima ragione”.
La comunità internazionale segue con apprensione gli sviluppi. Il Regno Unito, definito da Trump “un grande alleato”, starebbe considerando l’invio di due portaerei in Medio Oriente. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Non stiamo cercando di dividere l’Iran, stiamo cercando di liberarlo”. In Italia, la premier Giorgia Meloni ha affermato che il governo è impegnato per la sicurezza e la ricerca della pace, pur riconoscendo la “fase difficile”.
Il Contesto Economico: le Sanzioni
Il conflitto si combatte anche sul fronte economico. Gli Stati Uniti hanno imposto un insieme di sanzioni economiche, commerciali, scientifiche e militari contro l’Iran. Queste misure, che includono un embargo e il divieto di vendita di aeromobili, sono state inasprite nel tempo. Recentemente, Washington ha annunciato nuove sanzioni contro il settore petrolifero e la produzione di armi iraniane, in una strategia definita di “massima pressione”. L’obiettivo è colpire le capacità militari del regime e il suo sostegno a gruppi terroristici.
Queste sanzioni hanno avuto un impatto significativo sull’economia iraniana, già provata da anni di isolamento. La decisione di non concedere più deroghe per l’importazione di petrolio iraniano ha messo sotto pressione non solo Teheran, ma l’intero mercato petrolifero globale.
Il Nodo del Nucleare
Al centro delle tensioni vi è il programma nucleare iraniano. L’accordo del 2015 (JCPOA), che limitava le attività nucleari di Teheran in cambio della revoca delle sanzioni, è stato di fatto smantellato dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti nel 2018 sotto la presidenza Trump. Da allora, l’Iran ha ripreso ad arricchire l’uranio oltre i limiti consentiti, pur sostenendo di avere solo fini civili. Recentemente, Regno Unito, Francia e Germania hanno avviato le procedure per riattivare le sanzioni ONU sospese dal 2015, accusando l’Iran di non aver rispettato gli impegni.
La questione nucleare rimane un punto cruciale, con Trump che ha dichiarato di non voler permettere all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare. La possibilità di un dispiegamento di truppe per mettere al sicuro l’uranio non è stata esclusa, sebbene non sia una priorità immediata.
