Bruxelles – Un appello forte e chiaro per un’Europa che non lasci indietro nessuno, a partire dai suoi cittadini più giovani. Si è tenuto il 3 marzo presso il Parlamento Europeo l’incontro dal titolo “Povertà educativa e benessere degli adolescenti: una sfida europea“, un evento di cruciale importanza promosso dall’impresa sociale Con i Bambini. L’iniziativa, ospitata dall’europarlamentare Caterina Chinnici, copresidente dell’Intergruppo per i Diritti dei Minori, ha acceso i riflettori su una delle sfide più urgenti del nostro tempo: il contrasto alla povertà educativa che affligge milioni di minori in Italia e in Europa.
Al centro del dibattito, non solo dati e strategie, ma le voci e le esperienze dirette di chi vive quotidianamente le conseguenze di questa piaga sociale. Una delegazione di 16 adolescenti italiani ha partecipato attivamente ai lavori, portando all’attenzione delle istituzioni europee bisogni, fragilità e proposte concrete. Le loro testimonianze hanno sottolineato con forza la necessità di creare spazi di ascolto autentico e di partecipazione attiva dei giovani nei processi decisionali che li riguardano, un messaggio che ha risuonato con forza nell’aula parlamentare.
Un modello italiano per l’Europa: il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
L’incontro è stato l’occasione per presentare a livello europeo il modello del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, un’iniziativa nata in Italia nel 2016 da una sinergia tra Governo, Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri e il Forum nazionale del Terzo Settore. Nel suo messaggio, il viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, ha evidenziato l’efficacia del Fondo, che attraverso centinaia di interventi sul territorio nazionale e milioni di euro investiti, ha dimostrato di essere una “buona pratica” in grado di alimentare la riflessione europea e stimolare azioni simili in altri Paesi membri.
Anche Marco Rossi-Doria, presidente di “Con i Bambini”, ha ribadito il successo di questo approccio, definendo gli oltre 800 progetti sostenuti in tutta Italia come un “laboratorio di innovazione sociale”. Questi interventi, ha spiegato, dimostrano che investire nelle “comunità educanti” – l’alleanza tra scuole, famiglie, terzo settore e istituzioni locali – produce risultati concreti e misurabili nel migliorare le opportunità educative e di vita dei minori.
I dati allarmanti della povertà minorile e l’urgenza di un’azione comune
La discussione è stata ancorata a una realtà preoccupante, come ricordato da Caterina Chinnici. I dati Eurostat sono impietosi: un minore su quattro nell’Unione Europea è a rischio di povertà o esclusione sociale. Alla fine del 2023, si contavano quasi 20 milioni di minori in questa condizione nell’UE. L’Italia, con 2,5 milioni di giovani a rischio, si colloca tra i paesi con i numeri assoluti più alti, insieme a Francia, Germania e Spagna. Questi dati, ha sottolineato Chinnici, richiamano all’urgenza di rafforzare l’impegno europeo attraverso strumenti come la Garanzia europea per l’infanzia e la promozione di una strategia comune contro la povertà educativa.
La povertà educativa, è stato ribadito, non è solo una questione economica. È una privazione di opportunità che riguarda l’accesso alla cultura, allo sport, a esperienze formative di qualità, e che si ripercuote sulla dimensione emotiva, sociale e relazionale dei giovani, limitando il loro futuro e lo sviluppo dell’intera società.
“Non sono emergenza”: un nuovo racconto sull’adolescenza
Durante l’evento è stato presentato anche il documentario “Non sono emergenza“, realizzato da Arianna Massimi e Riccardo Venturi. L’opera offre uno sguardo autentico sulle fragilità, ma anche sulle immense energie e risorse degli adolescenti, con l’obiettivo di superare la narrazione “emergenziale” che spesso caratterizza il dibattito pubblico sui giovani. Il progetto multimediale, che include anche un fotoreportage, ha attraversato l’Italia per indagare temi come ansia, depressione, isolamento, disturbi alimentari, bullismo e identità di genere, dando voce direttamente ai ragazzi e alle ragazze.
La campagna “Non sono emergenza” si propone di stimolare un ascolto diverso e più profondo del mondo giovanile, riconoscendo i giovani non come un problema da gestire, ma come una risorsa fondamentale per la società, portatori di sogni, talenti e aspirazioni da sostenere e valorizzare.
Prospettive future e sfide per le politiche europee
L’incontro di Bruxelles ha rappresentato un passo importante per inserire stabilmente il tema della povertà educativa nell’agenda politica europea. La richiesta emersa è quella di politiche integrate e strategie condivise che vedano la collaborazione di tutti gli attori in campo: istituzioni, scuole, terzo settore e le stesse comunità. L’esperienza italiana del Fondo, con la sua capacità di mobilitare risorse e creare reti territoriali efficaci, si pone come un esempio virtuoso da cui trarre ispirazione.
Resta, tuttavia, la preoccupazione per il futuro dello stesso Fondo in Italia, il cui meccanismo di finanziamento non è stato rinnovato nella recente Legge di Bilancio, mettendo a rischio la continuità di centinaia di progetti. Un segnale che rende ancora più urgente un impegno forte e strutturale, sia a livello nazionale che europeo, per garantire a ogni bambino e adolescente il diritto fondamentale a un’educazione di qualità e a un futuro di pari opportunità.
