Un ritorno alle origini, un dialogo intenso tra l’opera e la terra che ne ha nutrito l’immaginario. A cinquant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 30 novembre 1975, Fausto Pirandello, figura centrale e complessa della pittura italiana del XX secolo, viene celebrato con una mostra di grande prestigio nella sua Sicilia. Dal 20 marzo al 2 giugno 2026, la splendida Villa Aurea, immersa nel Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, ospiterà l’esposizione “Fausto Pirandello. La magia del quotidiano“. Un evento che assume un valore simbolico profondo, riportando i capolavori dell’artista nei luoghi che hanno forgiato la sua sensibilità visiva e la sua poetica.
L’iniziativa, di grande respiro culturale, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in sinergia con l’Associazione “Fausto Pirandello”. La mostra agrigentina rappresenta la seconda tappa di un progetto espositivo più ampio, che vedrà un primo allestimento a Roma, presso l’Accademia di San Luca, dal 19 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026.
Un percorso attraverso la poetica pirandelliana
Curata da Fabio Benzi e Flavia Matitti, la mostra si propone di offrire una lettura critica e cronologica dell’intera produzione di Fausto Pirandello, evidenziandone la continua tensione innovativa e la straordinaria complessità. Il percorso espositivo riunirà circa trenta dipinti, selezionati tra i maggiori capolavori dell’artista, capaci di illustrare l’evoluzione del suo linguaggio, dal realismo esistenziale degli esordi a quella che la critica ha definito la fase “astratto-concreta” della maturità.
Accanto alle tele, un nucleo significativo di opere su carta getterà luce sul laboratorio intimo dell’artista, con un focus particolare sui pastelli. Questa tecnica, prediletta da Pirandello soprattutto nel secondo dopoguerra, si rivela uno strumento di ricerca personale e di grande libertà espressiva, un mezzo per catturare con immediatezza la “magia del quotidiano” che dà il titolo alla mostra.
Figlio d’arte, spirito indipendente
Nato a Roma il 17 giugno 1899, Fausto Pirandello era l’ultimogenito del grande drammaturgo e premio Nobel Luigi Pirandello e di Maria Antonietta Portolano. Cresciuto in un ambiente familiare intriso di arte e letteratura, seppe costruire un percorso artistico autonomo e di straordinaria originalità. Sebbene romano di nascita e formazione, con un fondamentale soggiorno parigino tra il 1928 e il 1930 che lo mise in contatto con le avanguardie europee, le sue radici siciliane rimasero un elemento costante e profondo della sua ispirazione. Le lunghe estati trascorse in gioventù nella casa di campagna al “Caos”, presso l’allora Girgenti, gli permisero di assorbire la luce abbagliante, i colori caldi e bruciati di una terra che avrebbe continuato a vivere nelle sue tele.
La sua pittura, lontana da facili classificazioni, si caratterizza per una materia densa, quasi scultorea, e per una visione della realtà a tratti cruda, drammatica, ma sempre profondamente umana. I suoi soggetti spaziano dai nudi, alle nature morte, ai ritratti, alle scene di vita quotidiana, indagati con uno sguardo che scava oltre la superficie, rivelando le tensioni e le inquietudini dell’esistenza.
Un evento culturale nel cuore della Valle dei Templi
L’allestimento a Villa Aurea, residenza storica che fu dimora dell’archeologo e mecenate britannico Sir Alexander Hardcastle, offre una cornice di incomparabile suggestione. Il dialogo tra le opere di Pirandello e il paesaggio millenario della Valle dei Templi promette di essere un’esperienza unica per i visitatori, un ponte ideale tra la cultura classica e la modernità inquieta del Novecento.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca, con contributi dei curatori e presentazioni istituzionali che approfondiranno i diversi aspetti della vita e dell’opera dell’artista. Un’occasione imperdibile per riscoprire uno dei maestri dell’arte italiana, un pittore che, come il padre in letteratura, ha saputo indagare con coraggio e lucidità le complesse sfaccettature della condizione umana.
