Quale alchimia trasforma l’inchiostro in pellicola? Come muta una narrazione quando passa dal silenzio della pagina alla coralità dello schermo? Sono queste le domande fondamentali che torneranno a echeggiare nella splendida cornice del Teatro Kursaal Santalucia di Bari. Dopo il grande successo della precedente edizione, il Bif&st – Bari International Film&Tv Festival conferma per il 2026 uno dei suoi appuntamenti più amati e intellettualmente stimolanti: la sezione Doppio Testo, un ciclo di proiezioni e incontri mattutini dedicati al fertile e complesso rapporto tra letteratura e cinema.

Sotto la nuova direzione artistica del giornalista e critico cinematografico Oscar Iarussi, il festival pugliese, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission in collaborazione con il Ministero della Cultura e le istituzioni locali, riafferma la sua vocazione di crocevia culturale, un luogo dove le arti dialogano e si arricchiscono a vicenda. A guidare il pubblico in questo affascinante viaggio tra linguaggi, poetiche e processi creativi sarà, ancora una volta, la scrittrice Chiara Tagliaferri, co-curatrice della sezione, nota per la sua capacità di intessere dialoghi profondi e rivelatori con gli ospiti.

Il programma di quest’anno si preannuncia particolarmente ricco, mettendo a confronto quattro opere di grande interesse, ciascuna rappresentativa di un modo unico di intendere l’arte della trasposizione.

Dal microcosmo del lago alla fiction Rai: “Una finestra vista lago”

Il primo appuntamento vedrà dialogare il regista Marco Pontecorvo e il prolifico scrittore Andrea Vitali. Al centro della discussione, la nuova serie di Rai1 Una finestra vista lago, tratta dai romanzi dell’autore lombardo. L’incontro esplorerà le sfide di portare sul piccolo schermo l’universo narrativo di Vitali, quel microcosmo di Bellamo, paese immaginario sulle rive del lago, popolato da personaggi eccentrici e percorso da un’ironia sottile e umanissima. Si analizzerà come le vicende del giovane maresciallo Ernesto Maccadò, interpretato da Antonio Folletto, un calabrese catapultato al Nord, siano state adattate per il linguaggio seriale, conservando lo spirito e il sapore unici della scrittura di Vitali.

Un classico del Novecento rivive sullo schermo: “Un anno di scuola”

Il secondo incontro si concentrerà su Un anno di scuola, film diretto da Laura Samani e tratto dall’omonimo, fondamentale romanzo di Giani Stuparich. La regista, già acclamata per la sua opera prima Piccolo corpo, dialogherà con il giovane interprete Giacomo Covi, premiato a Venezia nella sezione Orizzonti per la sua interpretazione. Sarà un’occasione preziosa per approfondire come un classico della letteratura del Novecento, un racconto di formazione ambientato in una Trieste di inizio secolo, sia stato riletto e reso attuale per il pubblico contemporaneo, trasformandosi in un film che ha già raccolto consensi di critica e pubblico.

Dalla regia d’opera all’esordio cinematografico: “Primavera” di Damiano Michieletto

Grande attesa anche per l’incontro con Damiano Michieletto, regista d’opera di fama internazionale, che al Bif&st presenterà il suo esordio alla regia cinematografica, Primavera. Il film è un racconto musicale ambientato nella Venezia dei primi del Settecento, liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega nel 2009. Il dialogo con Michieletto offrirà una prospettiva unica sul passaggio da un linguaggio magniloquente come quello del melodramma a quello più intimo del cinema, esplorando come la storia di Cecilia, giovane orfana e violinista prodigiosa, e del suo incontro con Antonio Vivaldi sia stata trasfigurata in una nuova opera d’arte.

La Storia e il racconto: “L’abbaglio” di Roberto Andò

Infine, la sezione ospiterà Roberto Andò, figura di spicco del cinema e del teatro italiano, che al festival ricopre anche il ruolo di Presidente della giuria internazionale del concorso Meridiana. L’incontro con Andò sarà dedicato a L’abbaglio, il suo ultimo film che racconta un episodio cruciale dell’impresa dei Mille in Sicilia. L’opera trae ispirazione da fatti realmente accaduti nel 1860 e, soprattutto, dal racconto Il silenzio di un maestro della letteratura come Leonardo Sciascia. Si approfondirà il complesso lavoro di intreccio tra fonte storica e invenzione letteraria, un tema caro ad Andò, per capire come il cinema possa gettare nuova luce su pagine note e meno note della nostra storia nazionale, dialogando con la profondità analitica della scrittura sciasciana.

Doppio Testo si conferma dunque un pilastro della programmazione del Bif&st, un’occasione imperdibile per studenti, appassionati e curiosi di addentrarsi nel laboratorio creativo dove due delle più potenti forme di narrazione, la letteratura e il cinema, si incontrano, si scontrano e, infine, si fondono per dare vita a nuove, emozionanti traiettorie narrative.

Di euterpe

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