Un’amicizia trasformatasi in tragedia a Pordenone

Pordenone è scossa da un delitto che intreccia cronaca nera e storia dell’imprenditoria locale. Mario Ruoso, 87 anni, figura di spicco della città, noto per essere stato il fondatore e l’editore di TelePordenone, è stato brutalmente assassinato sul pianerottolo della sua abitazione. A confessare il crimine è stato Loriano Bedin, 67 anni, per decenni uno dei suoi più stretti e fidati collaboratori. Un rapporto professionale e personale, iniziato negli anni Ottanta, si è concluso nel modo più tragico, lasciando la comunità attonita e incredula.

L’agguato pianificato nei minimi dettagli

Secondo la meticolosa ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal procuratore di Pordenone Pietro Montrone, non si è trattato di un delitto d’impeto, ma di un’azione pianificata con fredda lucidità. La Procura contesta a Bedin l’omicidio volontario premeditato, aggravato dalla minorata difesa della vittima, data l’età avanzata. Le telecamere di sorveglianza della zona hanno immortalato Bedin mentre, nelle prime ore del mattino, entrava nel condominio di Ruoso armato di un tubo di ferro lungo 71 centimetri. Giunto al settimo piano, ha atteso che l’anziano imprenditore uscisse dal suo attico per recarsi al lavoro, come ogni mattina. Intorno alle otto, quando Ruoso ha aperto la porta, è stato colpito a tradimento, alle spalle. Il primo fendente lo ha fatto cadere a terra, facendogli battere la testa contro un tavolino. A quel punto, l’aggressore ha infierito con inaudita violenza, colpendolo ripetutamente alla testa in quella che gli stessi investigatori hanno descritto come una vera e propria “mattanza”.

Il tentativo di depistaggio e la confessione

Subito dopo l’omicidio, Loriano Bedin ha tentato di cancellare ogni traccia. Ha lanciato l’arma del delitto, il tubo di ferro, dalla finestra del pianerottolo nel giardino condominiale, per poi recuperarla e gettarla nel vicino canale Brentella. I Vigili del Fuoco sono riusciti successivamente a recuperare l’arma. Bedin aveva inoltre parcheggiato la sua auto a distanza, vicino al cimitero comunale, per non destare sospetti. Raggiunta la vettura, si è cambiato d’abito, gettando i vestiti insanguinati nel torrente Meduna lungo la strada verso la sua casa a Tiezzo di Azzano Decimo. Tuttavia, il suo piano è crollato di fronte alle prove schiaccianti raccolte dalla Polizia. Fondamentale è stato il lavoro del medico legale, Antonello Cirnelli, che ha da subito escluso la morte per cause naturali, e l’analisi delle immagini di videosorveglianza. Messo alle strette durante un lungo interrogatorio in Questura, alla presenza del suo legale, Bedin è crollato e ha confessato: “Sì, sono stato io”.

Il movente: dissapori economici e un precedente inquietante

Il movente che ha armato la mano di Bedin è di natura economica. Contrasti e rivendicazioni legati alla gestione della società che controllava TelePordenone, oggi in liquidazione, avrebbero inasprito i rapporti tra i due negli ultimi anni. Un legame lavorativo durato oltre quarant’anni, che aveva visto Bedin passare da semplice dipendente a collaboratore con incarichi societari, si è deteriorato fino a sfociare nell’omicidio. Un’ombra sinistra si allunga ulteriormente sulla figura del sessantasettenne: Bedin era già indagato dalla scorsa estate per un incendio doloso che aveva danneggiato alcune auto di lusso nell’autosalone di proprietà dello stesso Ruoso.

Chi era Mario Ruoso: un pilastro della comunità pordenonese

La scomparsa di Mario Ruoso, Cavaliere del Lavoro, lascia un vuoto profondo a Pordenone. Non era solo l’editore di TelePordenone, una delle prime televisioni private del Friuli Venezia Giulia che per decenni è stata un punto di riferimento per l’informazione locale, ma anche un noto imprenditore nel settore automobilistico, proprietario dello storico “Garage Venezia”. La sua morte violenta ha colpito al cuore una città che lo conosceva e lo stimava. A trovare il corpo senza vita è stato il nipote, Alessandro Ruoso, allarmato dal fatto che lo zio non rispondesse al telefono. Forzata la porta dell’appartamento, si è trovato di fronte alla terribile scena.

Di veritas

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