La speranza si è spenta definitivamente lunedì sera, tra le mura dell’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Mahmoud Amer, un giovane di soli vent’anni di origini egiziane e residente a Carnate, non è sopravvissuto alla profonda ferita da taglio che lo ha raggiunto al torace, all’altezza del cuore. La sua morte ha trasformato una brutale aggressione, avvenuta nella tarda serata di sabato in pieno centro città, in un omicidio che scuote le coscienze e accende il dibattito sulla sicurezza urbana.
Per questo delitto, i Carabinieri della Compagnia di Lecco hanno fermato quasi nell’immediatezza dei fatti un ragazzo di 25 anni, Samir, di origini marocchine e residente in città. L’accusa nei suoi confronti, inizialmente di lesioni gravissime, è stata aggravata in omicidio volontario. Martedì, comparso davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Salvatore Catalano, il 25enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
La ricostruzione di una notte di violenza
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, grazie anche alle immagini del sistema di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte, il dramma si è consumato poco prima delle 23 di sabato tra piazza Diaz e via Sassi, un’area nevralgica di Lecco, a pochi passi dal Municipio e dalla stazione ferroviaria. Tutto sarebbe nato da una lite scoppiata per futili motivi all’interno di un gruppo di giovani. Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti. Nel corso della colluttazione, il 25enne avrebbe estratto un coltello a serramanico, sferrando un unico, devastante fendente al petto del ventenne.
I soccorsi, allertati immediatamente, sono giunti in codice rosso. Hanno trovato Mahmoud riverso a terra, in condizioni disperate. La corsa in ospedale e i tentativi dei medici, compresi diversi interventi chirurgici, si sono purtroppo rivelati vani. La gravità della lesione non gli ha lasciato scampo.
Indagini e retroscena
L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso non solo di fermare il presunto autore, ma anche di recuperare nelle vie circostanti un coltello, ritenuto compatibile con l’arma del delitto. Le indagini proseguono per chiarire l’esatto movente e per identificare tutte le persone coinvolte nella rissa. Un dettaglio inquietante emerge dal passato del 25enne arrestato: solo lo scorso gennaio era stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale, episodio in cui avrebbe anche colpito un agente con una testata. L’avvocato del giovane, Stefano Mandelli, ha dichiarato che il suo assistito è “estremamente provato per quello che è successo” e che già da domenica chiedeva notizie sulle condizioni della vittima.
La reazione della città
La morte di Mahmoud Amer ha suscitato profondo sconcerto e rabbia a Lecco. Molte le voci che si sono levate dalla politica e dalla società civile per chiedere maggiori controlli e interventi per garantire la sicurezza, soprattutto nelle zone considerate più a rischio come quella della stazione. Il candidato sindaco Filippo Boscagli ha commentato duramente: “A Lecco oggi si può morire a 20 anni di morte violenta, in pieno centro. Non è un video social, non è una comunicazione elettorale. Questa è la realtà di Lecco del 2026”. Anche l’amministrazione comunale, per voce del sindaco Mauro Gattinoni, ha ringraziato le forze dell’ordine per la rapidità dell’intervento, sottolineando che “non è tollerabile che ci siano soggetti che girano armati per la città”. Un flash mob organizzato da Fratelli d’Italia per protestare contro l’insicurezza è stato annullato in segno di rispetto dopo la notizia del decesso.
