LECCO – Una vita spezzata a soli vent’anni. Si è spento all’ospedale Manzoni di Lecco, dopo due giorni di disperata lotta, Mahmoud Amer, il giovane di origini egiziane accoltellato nella tarda serata di sabato in pieno centro città. La sua morte ha trasformato un’iniziale accusa di lesioni gravissime in quella, ben più pesante, di omicidio volontario per il presunto aggressore, un ragazzo di 25 anni di nome Samir, di origini marocchine.
La ricostruzione della tragica serata
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Lecco, intervenuti tempestivamente sul posto, la tragedia si è consumata poco prima delle 23 di sabato, al culmine di una violenta lite che ha coinvolto più persone. Il teatro dell’aggressione è un’area nevralgica della città, quella compresa tra piazza Diaz e via Sassi, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal Municipio. Un’area purtroppo non nuova a episodi di tensione e criminalità. Durante l’alterco, scoppiato per motivi ancora al vaglio degli inquirenti ma definiti “futili”, il 25enne avrebbe estratto un coltello a serramanico, sferrando un unico, devastante fendente al torace del ventenne. Un colpo che, secondo le prime informazioni, avrebbe raggiunto il cuore.
I soccorsi, allertati immediatamente, sono giunti in codice rosso. Le condizioni del giovane sono apparse subito disperate. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Manzoni, è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nonostante i tentativi dei sanitari, che hanno anche eseguito un intervento chirurgico, le lesioni riportate si sono rivelate troppo gravi. Lunedì mattina, dopo due giorni di agonia, il suo cuore ha cessato di battere.
Le indagini e l’arresto
Le indagini dei Carabinieri sono state rapide e decisive. Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza e alla raccolta di testimonianze, i militari hanno cinturato la zona e in poche ore hanno rintracciato e fermato il presunto responsabile. Poco distante dal luogo dell’aggressione, è stato anche recuperato un coltello, ritenuto l’arma del delitto. Il 25enne, residente a Lecco, è stato condotto nella casa circondariale di Pescarenico.
Un dettaglio inquietante emerso dalle indagini getta un’ombra ancora più cupa sulla vicenda: il presunto omicida era già noto alle forze dell’ordine. Solo lo scorso gennaio, era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, accusato di aver colpito un agente con una testata durante un controllo. Martedì, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Salvatore Catalano, l’arresto è stato convalidato. L’indagato, apparso visibilmente provato e commosso, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere.
Una città sotto shock: il dibattito sulla sicurezza
L’omicidio di Mahmoud Amer ha profondamente scosso la comunità lecchese, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza urbana, in particolare nell’area della stazione, da tempo segnalata dai cittadini come problematica a causa di risse e spaccio. La notizia ha innescato un’immediata reazione politica, con esponenti dell’opposizione che hanno parlato di “emergenza sottovalutata” e “allarmi inascoltati”. Un flash mob organizzato da Fratelli d’Italia è stato annullato in segno di lutto dopo la notizia del decesso.
In risposta alla crescente preoccupazione, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Presieduto dal Prefetto, l’incontro ha visto la partecipazione dei vertici delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali. Sul tavolo, la proposta di istituire una “zona rossa” a vigilanza rafforzata proprio nell’asse che collega la stazione al centro storico, per incrementare controlli, sicurezza e decoro. Una misura strategica, è stato sottolineato, che si inserisce in un percorso già avviato per rendere gli spazi pubblici più sicuri e fruibili per i cittadini.
