Si sono concluse le procedure di iscrizione per l’anno scolastico 2026/2027, e i dati rilasciati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tracciano un quadro complesso e ricco di spunti di riflessione. Da un lato, si conferma la tradizionale preferenza delle famiglie italiane per i percorsi liceali, che rimangono la prima scelta per oltre la metà degli studenti. Dall’altro, si assiste a un’avanzata impetuosa e significativa dei nuovi percorsi formativi, in particolare della filiera tecnologico-professionale quadriennale (4+2), i cui iscritti sono quasi raddoppiati, registrando un vero e proprio boom nel Mezzogiorno. Un segnale inequivocabile di come il mondo della scuola stia rispondendo a un’esigenza di maggiore connessione con il mondo del lavoro e di percorsi più flessibili e innovativi.
Licei: una leadership stabile ma con nuove dinamiche interne
I licei si confermano in testa alle preferenze, scelti dal 55,88% dei nuovi iscritti, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 55,99% dell’anno precedente. Questa tenuta, tuttavia, nasconde al suo interno dinamiche interessanti e in evoluzione. Mentre alcuni indirizzi tradizionali mostrano una leggera flessione, come il Liceo Classico che passa dal 5,37% al 5,20% e lo Scientifico tradizionale dal 13,53% al 13,16%, altri percorsi liceali mostrano una vitalità crescente. È il caso del Liceo delle Scienze Umane, che sale dal 7,46% al 7,93%, e della sua opzione Economico-Sociale, in crescita dal 4,21% al 4,55%. Un dato particolarmente rilevante è il crescente interesse per il nuovo Liceo del Made in Italy: pur rappresentando ancora una nicchia con lo 0,14% delle iscrizioni, ha registrato un notevole incremento del 32,5% rispetto all’anno del suo debutto, passando dallo 0,09% precedente. Questo indica una crescente attenzione verso percorsi che valorizzano le eccellenze produttive e culturali del nostro Paese.
Il trionfo della filiera 4+2: una rivoluzione culturale
Il dato più eclatante di questa tornata di iscrizioni è senza dubbio il successo travolgente della filiera 4+2. Con 10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dell’anno precedente, coinvolgendo complessivamente oltre 20.000 studenti. Questo percorso, che unisce una formazione tecnico-professionale di quattro anni a un possibile sbocco biennale negli ITS Academy o all’università, rappresenta un’alternativa sempre più concreta all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Si tratta di un modello formativo che risponde all’esigenza di competenze specialistiche e di un’integrazione più stretta tra istruzione e tessuto produttivo.
Questo successo è il risultato di un significativo ampliamento dell’offerta formativa. Per l’anno scolastico 2026/2027 sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi quadriennali, portando il totale delle istituzioni scolastiche che offrono questa opportunità a oltre 700, di cui circa 400 la attivano per la prima volta. Queste scuole si caratterizzano per una forte sinergia con il sistema degli ITS Academy, partenariati con imprese, enti di formazione e università.
Particolarmente significativo è il boom di adesioni registrato nel Mezzogiorno, un’area del Paese che dimostra così una forte volontà di investire in percorsi formativi innovativi e capaci di offrire concrete opportunità occupazionali. Come ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “i dati delle iscrizioni confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine tramite un dialogo e un’interlocuzione costanti con le imprese e il mondo del lavoro”.
Istituti Tecnici e Professionali: segnali di crescita e consolidamento
Gli Istituti Tecnici si attestano al 30,84%, segnando una lieve flessione rispetto al 31,32% di un anno fa. All’interno di questo settore, il comparto tecnologico si mantiene sostanzialmente stabile (19,06%), con indirizzi come “Meccanica, Meccatronica ed Energia” in crescita. Il settore economico si attesta all’11,78%.
Un segnale positivo arriva invece dagli Istituti Professionali, che vedono crescere le loro iscrizioni passando dal 12,69% al 13,28%. Tra gli indirizzi più scelti si confermano “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera” e “Servizi per la Sanità e l’assistenza Sociale”, a testimonianza della continua richiesta di figure specializzate in questi settori strategici per l’economia nazionale.
Le preferenze a livello regionale
L’analisi geografica delle scelte conferma alcune tendenze consolidate. Il Lazio si conferma la regione con la più alta percentuale di iscritti ai licei (69,72%). Il Veneto primeggia per le iscrizioni agli istituti tecnici (39,17%), mentre l’Emilia-Romagna si distingue per la più alta quota di preferenze per gli istituti professionali (17,80%). Questi dati riflettono le diverse vocazioni economiche e produttive dei territori, che orientano le scelte formative dei giovani e delle loro famiglie.
