Milano – Un pomeriggio di ordinaria frenesia si è trasformato in tragedia nel cuore di Milano, quando un tram della linea 9 è deragliato in modo catastrofico, lasciando una scia di morte e distruzione. Il bilancio dell’incidente, avvenuto poco dopo le 16:00 di venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, è pesantissimo: due morti e 49 feriti, di cui alcuni versano in condizioni critiche.
La dinamica del disastro: una corsa fuori controllo
Secondo le prime ricostruzioni, il tram, un moderno modello Tramlink di recente introduzione sulla rete milanese, stava procedendo da piazza della Repubblica in direzione Porta Venezia. Improvvisamente, per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo avrebbe saltato una fermata per poi, anziché proseguire dritto, imboccare a velocità sostenuta una curva a sinistra all’altezza dell’incrocio con via Lazzaretto. Questa manovra anomala, dovuta al mancato riposizionamento di uno scambio, ha provocato il deragliamento del convoglio.
Uscito dai binari, il tram ha invaso la carreggiata opposta, abbattuto un semaforo e terminato la sua corsa schiantandosi contro la vetrina di un ristorante giapponese, dopo aver urtato un albero che, secondo alcuni testimoni, avrebbe parzialmente attutito la violenza dell’impatto. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, acquisite dalla Procura, mostrano scene agghiaccianti, con il tram che si inclina pericolosamente prima dell’impatto finale, tra il terrore di passanti e automobilisti.
Le vittime e i feriti: un bilancio drammatico
Nell’incidente hanno perso la vita due uomini. Le vittime sono state identificate come Ferdinando Favia, un commerciante di 59 anni residente a Vigevano, e Abdou Karim Touré, un cittadino senegalese di 56 anni. Entrambi si trovavano a bordo del tram e sarebbero stati sbalzati fuori dal mezzo a causa della violenza dello schianto. Inizialmente si era diffusa la notizia che una delle vittime fosse un pedone travolto, ma le informazioni successive hanno chiarito che entrambi erano passeggeri.
Oltre alle due vittime, si contano 49 feriti. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, con l’intervento di numerose ambulanze, automediche e vigili del fuoco. L’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) ha attivato il piano per le maxiemergenze. Tre feriti sono stati ricoverati in codice rosso e versano in gravi condizioni, mentre altri venti in codice giallo. I passeggeri a bordo hanno raccontato momenti di puro terrore: “Ho pensato al terremoto. Ero seduto e sono finito per terra, insieme agli altri passeggeri. È stato terribile“, ha dichiarato un testimone.
Le indagini: l’ipotesi del malore e il conducente indagato
La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. L’attenzione degli inquirenti, coordinati dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Elisa Calanducci, è concentrata sul conducente del tram, un uomo di 60 anni con 34 anni di esperienza in Atm, l’azienda dei trasporti milanesi.
L’uomo, anch’egli rimasto ferito e trasportato in ospedale per accertamenti, avrebbe riferito ai colleghi di aver avuto un malore poco prima dell’incidente. “Mi sono sentito male, ho avuto un malore“, queste le sue prime parole. Questa versione è ora al vaglio degli investigatori, che hanno disposto il sequestro del suo telefono cellulare e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di bordo. Si sta anche analizzando il funzionamento del sistema di frenata automatica del mezzo. La polizia locale ha effettuato una perquisizione nella sede di Atm per sequestrare documentazione tecnica e le comunicazioni tra il tranviere e la centrale operativa.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, recatosi sul luogo della tragedia, ha parlato di un evento che “non appare una questione tecnica del tram, ma è molto legata al conducente“, sottolineando come il mezzo avesse saltato una fermata poco prima del disastro.
Il contesto e i precedenti
L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico locale. Il tram coinvolto, un Tramlink Stadler, fa parte di una nuova flotta di mezzi bidirezionali entrati in servizio da poco tempo, dotati di avanzati sistemi di sicurezza. La linea 9 è una delle più storiche e frequentate della città, un’arteria vitale per la mobilità milanese. Sebbene incidenti di questa gravità siano rari, non mancano precedenti di deragliamenti a Milano, spesso legati a condizioni meteorologiche avverse o a collisioni con altri veicoli.
