ROMA – Un filmato amatoriale, poche ore di spensierata e rumorosa normalità che si trasformano in un documento agghiacciante, in una prova chiave. Un nuovo video, emerso dalle memorie digitali di uno smartphone sequestrato, getta un’ombra ancora più cupa sulla tragedia del locale Costellation di Crans-Montana, dove un devastante incendio ha spezzato le vite di 41 persone. Il filmato, ora nelle mani dei magistrati della Procura di Roma, non solo offre uno spaccato della vita all’interno della discoteca prima del disastro, ma delinea un quadro di presunta negligenza che potrebbe rivelarsi decisivo per l’attribuzione delle responsabilità penali.
Le immagini, registrate da un amico di una delle giovani vittime, sono un pugno nello stomaco: mostrano decine di ragazzi, molti dei quali riconoscibili come minorenni, mentre consumano bevande alcoliche senza alcun apparente controllo. Ma è il contesto generale a preoccupare gli inquirenti: il locale appare gremito ben oltre i limiti di capienza, una massa di persone che balla e si diverte, ignara del pericolo imminente. Questo dettaglio, il sovraffollamento, è diventato uno dei pilastri su cui poggia l’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo.
L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA: I DETTAGLI
Il fascicolo, aperto a Piazzale Clodio, procede spedito. La competenza della magistratura italiana è giustificata dalla presenza di sei connazionali tra le 41 vittime della strage. I pubblici ministeri hanno immediatamente disposto l’acquisizione del video, che verrà sottoposto a una meticolosa analisi tecnica. L’obiettivo è duplice: da un lato, identificare con certezza le persone presenti e le circostanze riprese; dall’altro, estrarre metadati utili a datare con precisione assoluta la registrazione.
Parallelamente, è stato ordinato l’esame di una dozzina di telefoni cellulari sequestrati alle vittime, nella speranza di recuperare ulteriori filmati, fotografie o conversazioni che possano aiutare a ricostruire le condizioni del locale e le ultime ore di vita dei ragazzi. Un altro passo fondamentale dell’inchiesta sarà l’ascolto dei genitori delle vittime. Un atto dovuto e doloroso, finalizzato non solo a raccogliere testimonianze indirette, ma anche a comprendere le abitudini dei giovani e le dinamiche che li hanno portati al Costellation quella tragica notte.
SICUREZZA E NEGLIGENZA: LE IPOTESI AL VAGLIO
Il video sembra confermare i primi sospetti degli investigatori: la gestione della sicurezza all’interno del Costellation potrebbe essere stata gravemente deficitaria. Le questioni aperte sono molteplici e complesse:
- Capienza e Sovraffollamento: Quante persone potevano essere legalmente ospitate nel locale? Quante erano effettivamente presenti? Le immagini suggeriscono una violazione macroscopica delle norme, che potrebbe aver reso le vie di fuga inefficaci al momento dell’incendio.
- Somministrazione di Alcolici a Minori: La facilità con cui i minorenni sembrano accedere agli alcolici nel video solleva interrogativi sulla responsabilità diretta dei gestori e del personale del bar, configurando un’ulteriore ipotesi di reato.
- Sistemi Antincendio: L’inchiesta dovrà accertare se il locale fosse dotato di sistemi antincendio a norma (estintori, porte tagliafuoco, impianti di rilevazione fumi) e se questi fossero funzionanti e adeguati alla struttura.
Ogni elemento raccolto, dal video alle testimonianze, servirà a comporre un mosaico che, secondo gli inquirenti, potrebbe portare a delineare precise responsabilità penali a carico dei proprietari e dei gestori del locale. La domanda a cui la giustizia dovrà rispondere è se questa immane tragedia sia stata una fatalità imprevedibile o il risultato di una catena di omissioni e negligenze che l’hanno resa, di fatto, inevitabile.
UNA FERITA TRANSNAZIONALE
La strage del Costellation non ha colpito solo la comunità di Crans-Montana, ma ha assunto una dimensione internazionale, unendo nel dolore famiglie di diverse nazionalità. La collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere sarà cruciale per garantire un’indagine completa e trasparente. Mentre le famiglie attendono risposte, questo video rimane come un testamento silenzioso e terribile: l’istantanea di una festa che, in poche ore, si sarebbe trasformata in un inferno, lasciando dietro di sé solo cenere e un vuoto incolmabile.
