Un sorriso che porta con sé il peso di quasi due mesi di lotta e la speranza di un nuovo inizio. Elsa Rubino, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel devastante incendio divampato la notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, in Svizzera, è finalmente tornata in Italia. È atterrata nel primo pomeriggio di giovedì 26 febbraio all’ospedale CTO di Torino, trasportata in elicottero da Zurigo, dove era ricoverata in condizioni critiche. Ad accoglierla, oltre alla madre che non l’ha mai lasciata sola, un palloncino rosso a forma di cuore e l’équipe medica del Centro Grandi Ustioni, una delle eccellenze italiane per il trattamento di pazienti con lesioni complesse.

Le parole di Massimo Navissano, direttore della struttura complessa del Centro Grandi Ustioni, hanno subito trasmesso un cauto ottimismo: “Elsa è arrivata pochi minuti fa in elicottero da Zurigo e la prima cosa positiva è che è scesa sorridendo, quindi siamo riusciti a farla sorridere, col suo palloncino, accompagnata dalla mamma”. Un’immagine semplice ma potentissima, che testimonia la forza e la resilienza di una ragazza che ha affrontato un calvario indescrivibile.

Il lungo percorso verso il ritorno a casa

La notte del 31 dicembre scorso si è trasformata in un incubo per decine di giovani. Elsa ha riportato ustioni di secondo e terzo grado su circa il 60% del corpo, una condizione che ha richiesto un immediato ricovero in terapia intensiva all’ospedale di Zurigo. Per 22 lunghissimi giorni è rimasta in coma farmacologico, sottoposta a numerosi e delicati interventi chirurgici per salvarle la vita. La svolta è arrivata a fine gennaio con il risveglio, un momento che il padre Lorenzo ha descritto come “la prima vera buona notizia da quel maledetto giorno”. Da allora, il quadro clinico ha mostrato un lento ma costante miglioramento, fino alla decisione dei medici svizzeri di autorizzare il trasferimento, giudicandola finalmente trasportabile.

Il rientro in Italia è stato un’operazione complessa, coordinata dalla Protezione Civile nazionale e attuata a livello regionale dal servizio di elisoccorso piemontese. Un lavoro di squadra che ha permesso ad Elsa di essere più vicina ai suoi affetti e di proseguire le cure in un centro di alta specializzazione. La madre Isabella ha espresso la sua gioia e gratitudine: “È contenta di essere tornata in Italia perché questo per lei significa avere gli amici a portata di mano. E poi può ricominciare il percorso scolastico, non vedeva l’ora”.

La strada della riabilitazione: una nuova sfida

Ora per Elsa si apre un capitolo nuovo e altrettanto impegnativo: quello della riabilitazione. Come spiegato dal dottor Navissano, la ragazza è stata accolta nel reparto di terapia sub-intensiva del Centro Grandi Ustionati. “Ha superato la fase iniziale acuta quindi è stata considerata trasportabile. Respira spontaneamente già da lunedì e quindi è arrivata per proseguire qui le cure presso il nostro centro. È una paziente molto delicata, ha subito tanti interventi, quindi la strada è ancora molto lunga”, ha precisato il direttore.

Il percorso riabilitativo sarà complesso e richiederà un approccio multidisciplinare. Si parlerà di interventi di rieducazione motoria e alimentare, ma anche di un fondamentale supporto psicologico per elaborare il trauma subito. La giovane età di Elsa, tuttavia, gioca a suo favore. Come sottolineato dagli specialisti, la capacità di recupero a quindici anni è notevole. La presenza costante della madre, che potrà starle accanto giorno e notte in camera, sarà un elemento cruciale per affrontare questa nuova fase.

La solidarietà e l’inchiesta

La vicenda di Elsa ha toccato profondamente l’opinione pubblica. La sua comunità a Biella, in particolare i compagni di classe del liceo Sella, si è stretta attorno alla famiglia, mantenendo un filo diretto di speranza e sostegno. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha mostrato la sua vicinanza, incontrando i genitori a Zurigo e telefonando per porgere i suoi auguri ad Elsa il giorno del suo rientro.

Mentre Elsa inizia il suo percorso di guarigione, l’inchiesta della Procura di Roma per far luce sulle responsabilità della tragedia prosegue. Agli atti è stato acquisito un nuovo video che potrebbe fornire elementi utili a ricostruire la dinamica dell’incendio e le eventuali negligenze, come le uscite di sicurezza che, secondo diverse testimonianze, sarebbero state sbarrate.

Di veritas

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