L’attesa per i Campionati Mondiali di calcio del 2026 si fa sempre più intensa in Messico. Il simbolo più iconico del torneo, il trofeo della Coppa del Mondo FIFA, è arrivato all’Aeroporto Internazionale Felipe Ángeles, nello Stato del Messico, dando il via a un tour di 26 giorni che toccherà dieci città del paese. L’evento segna un passo importante verso il calcio d’inizio, previsto per l’11 giugno 2026, con la partita inaugurale che si terrà nel leggendario stadio Azteca di Città del Messico. Il torneo sarà organizzato congiuntamente da Messico, Stati Uniti e Canada, in quella che si preannuncia come l’edizione più grande di sempre con 48 squadre partecipanti.
Un’accoglienza da campioni e un tour ambizioso
A dare il benvenuto al prestigioso trofeo sono state due leggende del calcio: l’ex difensore argentino Roberto Ayala, noto in Italia per aver militato nel Napoli e nel Milan, e l’iconico attaccante messicano ed ex stella del Real Madrid, Hugo Sánchez. La loro presenza ha aggiunto un tocco di storia e prestigio alla cerimonia, sottolineando il profondo legame del paese con questo sport.
Il tour, sponsorizzato da Coca-Cola, è un’occasione unica per i tifosi messicani di vedere da vicino l’ambito premio. Il percorso toccherà diverse località, tra cui Guadalajara, Monterrey, León, Veracruz, Chihuahua, Querétaro, Puebla e Mérida, con una tappa speciale presso il sito archeologico di Chichén Itzá, prima di concludersi nuovamente a Città del Messico a ridosso dell’inaugurazione. L’iniziativa mira a coinvolgere la popolazione e a creare un clima di festa e partecipazione in vista del grande evento.
Le sfide della sicurezza e le rassicurazioni del governo
L’entusiasmo per l’arrivo della coppa è tuttavia accompagnato da preoccupazioni legate alla sicurezza interna. La recente operazione militare che ha portato all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto ‘El Mencho’, leader del potente Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG), ha scatenato un’ondata di violenza in diverse aree del paese, in particolare nello stato di Jalisco, la cui capitale Guadalajara è una delle città ospitanti. L’uccisione del boss ha provocato rappresaglie, con blocchi stradali, veicoli incendiati e scontri a fuoco che hanno causato decine di vittime, tra cui membri delle forze dell’ordine.
Questa escalation di violenza ha sollevato interrogativi sulla capacità del Messico di garantire la sicurezza durante un evento di portata globale come i Mondiali. La FIFA, pur esprimendo fiducia nelle autorità locali, sta monitorando attentamente la situazione. In risposta a queste preoccupazioni, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha assicurato pubblicamente che il torneo si svolgerà in piena sicurezza, affermando che “ci sono tutte le garanzie e nessun rischio”. Il governo ha già disposto il dispiegamento di migliaia di agenti della Guardia Nazionale e dell’esercito per rafforzare la sicurezza nelle città ospitanti.
Un’edizione storica per il Messico e per il calcio
Nonostante le sfide, il Messico si prepara a scrivere una nuova pagina di storia del calcio. Il paese ospiterà un totale di 13 partite, distribuite tra Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Lo Stadio Azteca, in particolare, diventerà il primo impianto al mondo a ospitare la partita inaugurale di tre diverse edizioni dei Mondiali (dopo il 1970 e il 1986). Questo stadio, che ha visto trionfare leggende come Pelé e Maradona, è un vero e proprio tempio del calcio e si sta preparando con lavori di ammodernamento per essere all’altezza dell’occasione.
L’edizione del 2026 sarà la prima con il nuovo formato a 48 squadre, che promette un torneo ancora più ricco di partite ed emozioni. Per il Messico, co-organizzare questo evento rappresenta non solo un’enorme opportunità dal punto di vista economico e turistico, ma anche un’occasione per mostrare al mondo la propria passione per il calcio e la propria capacità di superare le difficoltà.
Il programma del tour del trofeo in Messico:
- Febbraio: Città del Messico (26-27) e Guadalajara (28-2 marzo)
- Marzo: León (4-5), Veracruz (6-7), Chihuahua (9-10), Querétaro (11-12), Monterrey (14-17), Puebla (18-19), Chichén Itzá e Mérida (21-22)
- Giugno: Ritorno a Città del Messico (5-8) per il gran finale prima dell’inaugurazione
Mentre il trofeo prosegue il suo viaggio attraverso il paese, l’auspicio di tutti è che la situazione della sicurezza possa stabilizzarsi, permettendo al Messico e al mondo intero di vivere una festa di sport indimenticabile.
