GENOVA – Si riaccende un barlume di speranza, misto al dolore di una perdita quasi certa, nelle acque antistanti il promontorio di Portofino. Alle prime luci dell’alba di oggi, 24 febbraio, il relitto del peschereccio “Acquario” è stato localizzato a circa tre miglia nautiche dal punto del suo inabissamento, avvenuto il tragico 2 febbraio scorso. La scoperta, avvenuta a una profondità di 385 metri, è stata resa possibile dall’impiego di tecnologie d’avanguardia a bordo della nave spagnola “Artabro”, ma non ha ancora permesso di dare una risposta definitiva alla domanda che angoscia la famiglia e l’intera comunità marittima ligure: dov’è il comandante Dhib Zouahier ben Alì?

Una tragedia annunciata nel cuore del Mar Ligure

Il dramma dell'”Acquario” si è consumato nel primo pomeriggio del 2 febbraio, quando il comandante Dhib Zouahier, 63enne di origini tunisine ma da anni integrato nella comunità di Santa Margherita Ligure e residente a Rapallo, ha lanciato l’allarme alla Guardia Costiera. L’imbarcazione, un peschereccio di 16 metri, stava imbarcando acqua rapidamente a causa di una probabile falla nello scafo. Nonostante i ripetuti inviti ad abbandonare la nave da parte dei soccorritori, “Michele”, come tutti lo conoscevano, ha scelto di rimanere a bordo, in un disperato e ultimo tentativo di salvare la sua barca, simbolo di una vita di lavoro e sacrifici. Mentre il mozzo, un giovane straniero, si è lanciato in mare venendo poi recuperato in stato di ipotermia, il comandante è scomparso tra i flutti insieme al suo peschereccio.

La tecnologia europea in soccorso: l’intervento dell'”Artabro”

Dopo settimane di ricerche rese difficili dalla profondità del fondale e dalle condizioni del mare, la svolta è arrivata grazie all’attivazione, per la prima volta in Italia, di un servizio specializzato dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA). Su richiesta della Guardia Costiera di Santa Margherita Ligure, coordinata dal tenente di vascello Donato Florio, è stata impiegata la nave oceanografica “Artabro”. Questa unità di 90 metri, battente bandiera spagnola, è una piattaforma offshore (OSV) dotata di strumentazioni sofisticate, tra cui:

  • Un potente ecoscandaglio tridimensionale multibeam
  • Sistemi sonar avanzati
  • Un drone subacqueo (ROV – Remotely Operated Vehicle) del peso di cinque quintali, capace di operare fino a 4000 metri di profondità.

Le operazioni, iniziate nel pomeriggio del 23 febbraio, hanno dato i loro frutti dopo circa otto ore di ricerca, quando alle 6 del mattino seguente la sagoma dell'”Acquario” è stata identificata sul fondale.

Il relitto non sarà recuperato, il destino di ‘Michele’ ancora un mistero

L’ispezione del relitto, condotta tramite il drone subacqueo, ha rivelato un groviglio inestricabile di legname, motore e reti. Questa condizione, unita alla profondità e allo stato strutturale dello scafo, ha portato le autorità a escludere la possibilità di un recupero in sicurezza dell’imbarcazione. Purtroppo, le immagini e i rilievi effettuati non hanno consentito di individuare il corpo del comandante Zouahier. La famiglia, che aveva riposto in queste ricerche la speranza di poter dare una degna sepoltura al proprio caro, si trova ora di fronte a un’attesa ancora più straziante.

La Guardia Costiera, sotto la guida del comandante Florio, predisporrà ora un’apposita segnalazione da riportare sulle carte nautiche per localizzare il punto esatto del relitto, che diventerà così un sacrario sommerso a perenne memoria della tragedia.

Un’indagine per fare luce sulle cause del naufragio

Parallelamente alle operazioni di ricerca, la Procura ha aperto un’indagine per accertare le cause del naufragio e verificare eventuali responsabilità. Le immagini acquisite dal ROV saranno fondamentali per gli inquirenti, che dovranno stabilire se l'”Acquario” fosse in condizioni idonee a prendere il mare. Secondo le prime ricostruzioni, il peschereccio aveva ripreso l’attività da poco, dopo essere stato fermo per alcune riparazioni, e la tragedia potrebbe essere stata innescata da una falla apertasi nel fasciame. Questo evento getta un’ombra sulla sicurezza nel settore della pesca, un mestiere reso sempre più difficile dalle normative europee e dalle difficoltà economiche.

Di veritas

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