Città del Vaticano – Concluso l’Anno Santo del 2025, un periodo che lo ha visto limitare i suoi impegni internazionali alla sola, seppur significativa, visita in Turchia e Libano, Papa Leone XIV si appresta a inaugurare una stagione di intensi viaggi apostolici. La Sala Stampa della Santa Sede, attraverso le parole del suo direttore Matteo Bruni, ha ufficializzato un programma che, tra marzo e giugno 2026, vedrà il Pontefice impegnato in tre importanti missioni internazionali, due nel continente europeo e una, particolarmente articolata, in Africa. A queste si aggiungono sei visite pastorali già annunciate in Italia, tra cui tappe a Lampedusa, Pompei, Napoli e Assisi, a testimonianza di un pontificato che intende unire l’attenzione alla Chiesa universale con la prossimità alle realtà locali.
Prima tappa: una visita storica nel Principato di Monaco
Il calendario dei viaggi internazionali si aprirà il 28 marzo con una visita di un giorno nel Principato di Monaco. Si tratta di un evento senza precedenti in età moderna, che segna la prima volta di un Papa in visita ufficiale nella città-stato. Accogliendo l’invito del Principe Alberto II e dell’Arcivescovo Dominique-Marie David, Papa Leone XIV si recherà in una monarchia costituzionale dove il cattolicesimo è religione di Stato e la cui arcidiocesi è immediatamente soggetta alla Santa Sede. La visita, seppur breve, assume un alto valore simbolico, rafforzando i legami storici tra la dinastia Grimaldi e il Vaticano e sottolineando le sensibilità comuni su temi quali la tutela dell’ambiente e la pace. I dettagli del programma verranno resi noti prossimamente, ma l’attesa è già palpabile tra i fedeli, anche della vicina provincia di Imperia.
Un lungo abbraccio all’Africa: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale
Di ben altro respiro sarà il viaggio apostolico che, dal 13 al 23 aprile, porterà Papa Leone XIV nel cuore del continente africano. Un tour di dieci giorni che toccherà quattro nazioni, mostrando le diverse anime e le complesse sfide dell’Africa contemporanea.
- Algeria (13-15 aprile): La prima tappa sarà nel Nordafrica, in un paese a larghissima maggioranza musulmana. Il Papa visiterà Algeri e Annaba, l’antica Ippona. Quest’ultima scelta è particolarmente significativa: Annaba è la città di Sant’Agostino, figura centrale per la teologia cristiana e “padre” spirituale dello stesso Pontefice, che appartiene all’ordine agostiniano e ha già visitato l’Algeria in passato. La visita si pone nel solco del dialogo interreligioso e della memoria, onorando anche i martiri cristiani del recente passato.
- Camerun (15-18 aprile): Successivamente, il viaggio proseguirà nell’Africa subsahariana. In Camerun, le tappe previste sono Yaoundé, la capitale, Douala, centro economico, e Bamenda. La scelta di Bamenda è particolarmente coraggiosa, trattandosi del capoluogo di una regione anglofona scossa da un lungo e sanguinoso conflitto. Con questa visita, il Papa intende portare un messaggio di pace e riconciliazione in una terra segnata da profonde divisioni.
- Angola (18-21 aprile): La terza nazione visitata sarà l’Angola, dove il Pontefice si recherà a Luanda, al santuario mariano di Muxima e a Saurimo. Questo paese, come altri nella regione, affronta le contraddizioni di uno sviluppo post-coloniale segnato da disuguaglianze e tensioni sociali.
- Guinea Equatoriale (21-23 aprile): L’ultima tappa africana sarà in Guinea Equatoriale, con visite a Malabo, Mongomo e Bata. Anche in questo caso, la presenza del Papa mira a sostenere la comunità cattolica locale e a incoraggiare i percorsi di giustizia e sviluppo in un contesto politico complesso.
Questo viaggio rappresenta una “dichiarazione di metodo” per Papa Leone XIV: la Chiesa sceglie di essere presente dove la storia è più cruda e dove il Vangelo è chiamato a farsi carne per non rimanere pura retorica.
Ritorno in Europa: la Spagna tra cultura, fede e migranti
Infine, dal 6 al 12 giugno, il Papa si recherà in Spagna. Il viaggio prevede una sosta nella capitale Madrid e una tappa di grande valore culturale e spirituale a Barcellona. Qui, il 10 giugno, in occasione del centenario della morte di Antoni Gaudí, Papa Leone XIV presiederà una celebrazione per inaugurare la Torre di Gesù Cristo, la più alta della basilica della Sagrada Familia, che raggiungerà i 172,5 metri. L’evento unirà fede, arte e architettura, celebrando il genio del “venerabile” architetto catalano.
Il viaggio in Spagna potrebbe avere anche una significativa appendice africana. È previsto, infatti, che il Pontefice si rechi alle Canarie, nell’arcipelago di Tenerife, luogo simbolo delle rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa. Una scelta che si pone in continuità con il magistero di Papa Francesco e con la stessa sensibilità di Leone XIV, che il 4 luglio visiterà anche Lampedusa. Proprio per questo appuntamento, il Papa ha declinato l’invito a partecipare ai festeggiamenti per il 250° anniversario degli Stati Uniti, a dimostrazione di una chiara priorità del suo pontificato: essere vicino agli ultimi, ai migranti, a coloro che vivono ai margini della società.
