NISCEMI (CALTANISSETTA) – Un intervento che ha del miracoloso, un’operazione dove coraggio, alta tecnologia e amore per la cultura si sono fusi per salvare un pezzo insostituibile della memoria collettiva. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Caltanissetta, con il supporto del personale specializzato USAR (Urban Search and Rescue) di Palermo, sono riusciti a recuperare circa 350 libri dalla biblioteca privata di Angelo Marsiano, illustre storico e saggista, anima culturale della città di Niscemi. L’edificio, situato nel cuore del quartiere Sante Croci, è tragicamente posizionato sul ciglio di una vasta frana che da settimane minaccia il centro storico, lasciando una parte della struttura letteralmente sospesa sul baratro.
UN’OPERAZIONE AD ALTA TECNOLOGIA SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO
L’intervento, definito ad “alta complessità”, ha richiesto un’attenta pianificazione e l’impiego di strumentazioni all’avanguardia per garantire la massima sicurezza degli operatori. Prima di procedere, il comandante dei Vigili del Fuoco, Salvatore Cantale, ha spiegato come sia stato fondamentale uno studio preliminare basato su planimetrie e fotografie per localizzare con precisione la disposizione dei volumi all’interno dei locali. Per accedere alla biblioteca, i soccorritori hanno dovuto perforare il muro di un edificio retrostante, creando un varco sicuro lontano dal fronte più instabile della frana.
Una volta all’interno, in una manciata di minuti preziosi, le squadre hanno legato intere librerie per poi trascinarle all’esterno. A vegliare su ogni istante dell’operazione, una serie di sofisticati dispositivi tecnologici:
- Puntatori laser: posizionati sull’edificio, in grado di rilevare movimenti millimetrici, anche di soli due decimi di millimetro, segnalando immediatamente ogni potenziale cedimento.
- “Rescue Garden”: uno strumento estremamente sensibile capace di percepire vibrazioni minime (nell’ordine di due hertz) e variazioni di inclinazione fino a un grado.
- Un drone: che ha sorvolato costantemente l’area, trasmettendo in tempo reale le immagini del terreno sottostante e monitorando ogni eventuale segno di erosione.
Grazie a questa sinergia tra uomo e tecnologia, è stato possibile portare in salvo una prima, significativa parte di un patrimonio inestimabile.
IL TESORO DI ANGELO MARSIANO: UNA BIBLIOTECA, UNA VITA
La collezione recuperata è solo una frazione del tesoro custodito tra quelle mura. La biblioteca “Angelo Marsiano” ospita circa 4.000 pezzi, tra volumi antichi, documenti storici, mappe, manoscritti e appunti che ricostruiscono minuziosamente la storia e l’identità di Niscemi. Un patrimonio raccolto con passione e dedizione da Angelo Marsiano (1926-1993), eminente studioso che ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla narrazione della sua terra. Tra le sue opere più note, “Geografia Antropica”, pubblicato postumo, rappresenta un punto di riferimento per la comprensione del tessuto urbanistico, culturale e sociale della città.
La biblioteca, resa accessibile al pubblico per volere degli eredi, è diventata un simbolo della memoria collettiva, un “granaio pubblico contro l’inverno dello spirito”, come ha sottolineato la scrittrice Elvira Seminara citando Marguerite Yourcenar.
LA MOBILITAZIONE DELLA CULTURA E LA PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO
L’intervento dei Vigili del Fuoco arriva dopo settimane di appelli accorati da parte del mondo della cultura. Scrittori di fama come Stefania Auci e Nadia Terranova, insieme a giornalisti, intellettuali e librai, si erano mobilitati per chiedere un’azione immediata, sottolineando come la perdita di quella biblioteca avrebbe rappresentato un “memoricidio”. “Se crolla la biblioteca di Niscemi, non perdiamo solo un edificio. Perdiamo la memoria, e senza memoria un paese diventa fragile quanto i suoi muri”, aveva dichiarato Stefania Petyx di “Striscia la notizia”.
Nonostante la gioia per il salvataggio parziale, la preoccupazione resta alta. La maggior parte dei volumi, circa tremila, si trova ancora nel seminterrato dell’edificio, l’area più esposta e pericolante, dove le fondamenta sono gravemente compromesse e un intervento diretto è al momento impossibile. Il futuro di questo immenso patrimonio culturale resta appeso a un filo, così come le sorti di un intero quartiere ferito dalla frana che, dal 25 gennaio, ha costretto centinaia di persone a lasciare le proprie case.
I volumi recuperati sono stati riconsegnati alla famiglia Marsiano, in attesa che il museo dedicato allo storico possa essere completato. Questo salvataggio, compiuto sul ciglio del precipizio, non è solo una vittoria della tecnica e del coraggio, ma un potente simbolo di resilienza: la prova che, anche di fronte alla devastazione, la difesa della cultura e della memoria rimane un imperativo per il futuro di una comunità.
