L’attesa al Teatro Ariston si tinge di un fascino internazionale. Le luci della ribalta sanremese, da sempre specchio della cultura popolare italiana, si preparano ad accogliere una figura che ha saputo creare un ponte tra Oriente e Occidente: Can Yaman. L’attore turco, consacrato dal pubblico con l’interpretazione dell’iconica Tigre della Malesia, sarà il co-conduttore della serata inaugurale del Festival di Sanremo, affiancando i veterani del palco Carlo Conti e Laura Pausini. Un debutto che non è solo un evento mediatico, ma il simbolo di un dialogo culturale sempre più fecondo.
Un talento poliglotta dal respiro internazionale
Nato a Istanbul l’8 novembre 1989, Can Yaman non è solo un volto noto del piccolo schermo, ma un intellettuale moderno con una solida formazione. Figlio di un avvocato e di una professoressa di lettere, ha coltivato un profondo legame con l’Italia sin dall’adolescenza, frequentando il prestigioso Liceo Italiano di Istanbul. Questa esperienza formativa gli ha permesso di acquisire una padronanza perfetta della nostra lingua, un tassello fondamentale del suo successo nel Bel Paese. La sua sete di conoscenza lo ha portato a laurearsi in Giurisprudenza e a intraprendere brevemente la carriera forense, prima che la passione per la recitazione prendesse il sopravvento. Oltre al turco e all’italiano, parla fluentemente inglese, spagnolo e tedesco, una competenza che gli ha spalancato le porte delle produzioni internazionali.
Attualmente impegnato a Madrid nelle riprese della serie thriller romantica ‘El laberinto de las mariposas’, Yaman arriverà nella Città dei Fiori per una full immersion nelle prove, pronto a cimentarsi per la prima volta nella conduzione di un evento in diretta di tale portata. Per l’occasione, si affiderà a un artista che curerà i suoi tre cambi d’abito, un gioco di total black e white che promette di sottolineare la sua eleganza sul palco dell’Ariston.
L’eredità di Sandokan e il successo italiano
Il nome di Can Yaman è indissolubilmente legato alla figura di Sandokan, l’eroe nato dalla penna di Emilio Salgari. A quasi cinquant’anni dalla celebre serie interpretata da Kabir Bedi, Yaman ha raccolto una pesante eredità, riportando in auge la Tigre di Mompracem in una nuova produzione Rai che ha catturato una media di oltre 5,4 milioni di telespettatori, con picchi di share del 30.8%. Un successo clamoroso che ha confermato il suo status di star in Italia. L’attore ha affrontato il ruolo con dedizione, studiando a fondo il personaggio per creare una versione originale e moderna dell’eroe salgariano. Le riprese della seconda stagione sono previste per l’inizio del 2027.
Ma la sua carriera italiana non si limita a Sandokan. Il pubblico lo ha amato in serie di grande successo come ‘Viola come il mare’, al fianco di Francesca Chillemi, e ha apprezzato i suoi cameo in produzioni come ‘Che Dio ci aiuti 6’. La sua popolarità lo ha reso anche un volto richiesto dalla pubblicità, come testimonia la celebre campagna per la pasta De Cecco, diretta dal regista Ferzan Özpetek, al fianco di Claudia Gerini.
Le ombre recenti e la trasparenza sui social
La vita di una figura pubblica è spesso esposta a momenti di turbolenza. Recentemente, il nome di Can Yaman è stato associato a un’operazione anti-droga a Istanbul, che ha visto il suo breve fermo. L’attore è stato prontamente rilasciato e non sono state formalizzate accuse a suo carico. Con grande trasparenza, ha voluto rassicurare i suoi fan attraverso i social media, postando un’immagine sorridente a Roma, con il Colosseo a fare da sfondo. “Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in così poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene”, ha scritto, chiudendo la vicenda con un messaggio di affetto per il suo pubblico.
Sanremo e il palco degli internazionali
La presenza di Can Yaman a Sanremo si inserisce in una lunga e prestigiosa tradizione di ospiti internazionali che hanno calcato il palco dell’Ariston. Da Madonna ai Queen, da Whitney Houston a David Bowie, il Festival ha sempre rappresentato una vetrina globale. La scelta di affidare a Yaman un ruolo da co-conduttore nella serata inaugurale, tuttavia, segna un passo ulteriore: non più una semplice ospitata, ma un coinvolgimento attivo, un riconoscimento del suo profondo legame con la cultura e il pubblico italiano. Un evento che celebra non solo un attore di talento, ma anche la capacità della cultura di superare i confini e creare connessioni inaspettate.
