MAIOLATI SPONTINI (Ancona) – Cinquant’anni di attività, mezzo secolo di storia industriale che si intreccia a doppio filo con quella del territorio marchigiano. La Bora S.p.A., eccellenza nella progettazione e produzione di stampi per i settori automotive ed elettrodomestico, ha celebrato questo importante traguardo nella sua sede di Maiolati Spontini. Un evento che non è stato solo una celebrazione, ma un momento di profonda riflessione su un percorso fatto di visione, sacrificio e continua innovazione, che ha permesso a una piccola realtà artigianale di diventare un’impresa di respiro globale.
A fare gli onori di casa l’imprenditore Elio Bora, che nel lontano 1975 diede vita a questa avventura. Con commozione, ha voluto al suo fianco l’intera “famiglia” Bora: dipendenti attuali e passati, amici, familiari, ma anche le più alte cariche istituzionali, rappresentanti del mondo accademico, sindacale e collaboratori dei progetti di solidarietà che l’azienda porta avanti in Etiopia. Una testimonianza tangibile di come il successo di un’impresa sia sempre il risultato di un lavoro corale e di un forte legame con la comunità.
Un Sogno Diventato Realtà: “Le Radici di un Sogno”
Durante la cerimonia, un momento particolarmente toccante è stata la premiazione dei dipendenti con oltre 35 anni di anzianità lavorativa, pilastri della crescita aziendale. A tutti i presenti, Elio Bora ha poi donato una copia del suo libro, “Le radici di un sogno“, un’autobiografia che ripercorre non solo la sua vicenda professionale ma anche quella umana. Un racconto che parte da un’Italia in pieno boom economico, come ha ricordato lo stesso fondatore: “Quando ho avviato l’azienda nel 1975, l’Italia era un Paese in forte espansione industriale. L’ambiente era favorevole e le banche incentivavano l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. In quel contesto, la Bora è diventata un laboratorio di idee, dove la creatività e lo spirito di squadra hanno guidato ogni passo della nostra crescita”.
Dalle Marche al Mondo: Innovazione e Resilienza
In questi cinque decenni, Bora ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e innovazione. Da piccola bottega artigiana, si è trasformata in un’azienda globale con una solida presenza in Italia e in Polonia e una continua espansione verso nuovi mercati internazionali. Un percorso non privo di ostacoli, come la crisi finanziaria del 2008 e la recente pandemia, superati grazie a una gestione lungimirante e a una solida resilienza. “Dopo i difficili anni della crisi finanziaria del 2008 e la pandemia, abbiamo consolidato la nostra posizione nel mercato, con bilanci positivi che ci hanno permesso di affrontare con maggiore sicurezza le sfide future”, ha sottolineato Bora.
La chiave di questo successo risiede nella capacità di anticipare i cambiamenti del mercato. Un esempio su tutti è la pronta reazione alle nuove sfide del settore automotive, con un deciso orientamento verso il mercato dell’elettrico. “La nostra reazione alle nuove sfide del settore automotive, con un focus sull’elettrico, ci ha permesso di diversificare il portafoglio clienti e di posizionarci come attori importanti anche in questo segmento in rapida crescita”, ha concluso Elio Bora, evidenziando la visione strategica che proietta l’azienda verso il futuro della mobilità.
Le Istituzioni al Fianco dell’Impresa
A testimoniare l’importanza di Bora per il tessuto economico e sociale della regione, erano presenti numerose autorità. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli, hanno lodato la storia di impegno e perseveranza di Elio Bora, definendola “un esempio per le nuove generazioni”. Presenti anche il presidente di Confindustria Ancona, Diego Mingarelli, e numerosi sindaci del territorio.
Un riconoscimento speciale è arrivato dal Comune di Santa Maria Nuova: il sindaco Alfredo Cesarini ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria a Elio Bora, un omaggio al suo instancabile impegno non solo come imprenditore ma anche come uomo profondamente legato alla sua comunità.
L’evento è stato arricchito dai contributi musicali e dalla voce dell’attore Luca Violini, che ha saputo narrare cinquant’anni di storia non solo di un’azienda, ma di un intero territorio, patrimonio comune delle Marche e dell’Italia.
Con uno sguardo rivolto al futuro, il CEO di Bora Spa, Cristiano Bora, ha infine sottolineato l’importanza di investire sui giovani per interpretare al meglio i cambiamenti in atto e gestire il ricambio generazionale, assicurando che la brillante storia di Bora possa continuare a scrivere nuovi capitoli di successo.
