Bruxelles – Una svolta annunciata che ora diventa ufficiale. L’eurodeputato Roberto Vannacci, dopo aver lasciato la Lega e fondato il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, approda nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (Esn) al Parlamento Europeo. La decisione, comunicata a Bruxelles dal copresidente del gruppo, il tedesco René Aust di Alternative für Deutschland (AfD), segna un passo decisivo nel posizionamento politico del generale, collocandolo nell’ala più radicale della destra sovranista europea.
Una “Convergenza Quasi Totale” con l’Ultradestra Tedesca
René Aust ha sottolineato la “convergenza quasi totale” di vedute con Vannacci su temi cruciali come la politica economica, l’immigrazione e la politica estera. Una sintonia confermata pienamente dal generale italiano, che ha dichiarato di riconoscersi “totalmente nei principi e negli ideali del gruppo”. Questo nuovo sodalizio si basa su un manifesto politico chiaro: contrastare il federalismo europeo, difendere la sovranità delle nazioni, proteggere le radici greco-romane e cristiane del continente e fermare l’immigrazione di massa.
Tra i capisaldi della piattaforma comune spicca la feroce critica al Green Deal, definito da Vannacci “la più grande truffa dell’Ue”, un meccanismo punitivo che starebbe desertificando l’economia e l’industria europea a favore di altre nazioni. L’obiettivo dichiarato è quello di tornare a un’Europa che sia un’alleanza di Stati liberi e responsabili, dove le decisioni tornino vicine ai cittadini, rispettando storia e identità di ogni popolo.
La Rottura con la Lega e le Critiche al Governo Meloni
L’ingresso in Esn segue la recente rottura con la Lega di Matteo Salvini, partito con cui Vannacci era stato eletto alle elezioni europee. Un addio motivato, secondo il generale, da una “incoerenza generale su molte posizioni” del Carroccio, in particolare sulla discrepanza tra i voti espressi a Bruxelles e quelli nel parlamento italiano, dove la Lega fa parte della maggioranza di governo.
Ma le critiche non risparmiano l’intero esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Pur avendo votato la fiducia, definendo il governo “il meno peggio”, Vannacci non ha esitato a punzecchiarlo, accusandolo di “non essere abbastanza di destra”. Nel mirino del fondatore di Futuro Nazionale sono finite in particolare alcune posizioni di Forza Italia, come quelle sullo ius scholae e su una risoluzione europea che considera le persone trans come donne. Secondo Vannacci, queste sono posizioni che “non rispecchiano una destra pura”.
Il Nodo Ucraina: Una Frattura Insanabile
Il punto di maggiore e più plateale disaccordo con la linea del governo italiano e di gran parte dell’arco parlamentare europeo è senza dubbio la questione ucraina. Il generale ha ribadito con forza la sua contrarietà al sostegno a Kiev, definendo la strategia di Bruxelles e, di conseguenza, quella italiana, come “perdente”. Vannacci sostiene che, dopo quattro anni di conflitto, l’esercito russo continui ad avanzare, rendendo inutile l’invio di armi e risorse.
Questa posizione si è tradotta in un atto politico concreto: poche ore dopo l’annuncio del suo ingresso in Esn, Vannacci è stato l’unico eurodeputato del centrodestra italiano a votare contro una risoluzione dell’Eurocamera a sostegno dell’Ucraina. Un voto che ha marcato una netta distinzione dalla maggioranza di governo, con Fratelli d’Italia e Forza Italia favorevoli e la Lega astenuta, e che ha sancito la piena sintonia con i nuovi alleati tedeschi di AfD, noti per le loro posizioni critiche verso il supporto militare a Kiev.
Il Progetto di “Futuro Nazionale”
Con il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, Vannacci punta a “federare” le diverse realtà della destra italiana e a intercettare il voto di coloro che si sono allontanati dalle urne. Lo statuto del partito, registrato a inizio febbraio, elenca tra gli obiettivi la difesa della famiglia naturale, della vita, dei confini nazionali e dell’identità tradizionale italiana. Nonostante il partito sia ancora in fase costituente, alcuni sondaggi lo accreditano già di una percentuale vicina al 4%, un dato che lo stesso Vannacci ha definito “rincuorante”.
La geografia della destra italiana ed europea si frammenta ulteriormente. Con l’ingresso di Vannacci in Esn, la destra italiana al Parlamento Europeo è ora divisa in tre gruppi:
- Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), con Fratelli d’Italia.
- Patrioti per l’Europa (PfE), con la Lega.
- Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), con Futuro Nazionale.
Questa frammentazione, acuita da divergenze profonde come quella sulla guerra in Ucraina, impedisce la formazione di un fronte unico che potrebbe insidiare la leadership del Partito Popolare Europeo. Il percorso solitario di Vannacci, all’insegna di una destra “pura e orgogliosa”, si preannuncia come una variabile destinata a scuotere gli equilibri politici, sia a Roma che a Bruxelles.
