Milano – Una nuova era per TIM. Con la presentazione dei dati preconsuntivi al 31 dicembre 2025, l’Amministratore Delegato Pietro Labriola ha annunciato il “completamento della trasformazione avviata nel 2022”. Per il quarto anno consecutivo, il gruppo centra tutti gli obiettivi annunciati al mercato, presentando una struttura finanziaria più solida, una redditività in netta crescita e una generazione di cassa sostenibile. Un quadro che, come sottolineato dal CEO, consente finalmente di “definire una politica di remunerazione disciplinata e coerente con gli obiettivi di lungo periodo”.

I risultati, che verranno approvati in via definitiva dal CdA il prossimo 11 marzo, segnano una svolta per l’ex monopolista, che si lascia alle spalle anni complessi per abbracciare un futuro da operatore di servizi più agile e focalizzato, dopo la storica cessione della rete (NetCo).

Analisi dei Risultati Preliminari 2025: i Numeri della Svolta

I dati finanziari parlano chiaro e confermano un trend di crescita robusto. Il 2025 si è chiuso con ricavi totali di Gruppo pari a 13,7 miliardi di euro, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. A trainare la crescita sono stati sia il mercato domestico, che ha registrato un +1,9%, sia la performance solida di TIM Brasil, con un +4,6%. Ancora più significativa la crescita dei ricavi da servizi, che hanno raggiunto i 12,9 miliardi di euro (+3,5%).

Impressionante anche il balzo della redditività: l’EBITDA di Gruppo è cresciuto del 6,4% a 4,4 miliardi di euro, mentre l’EBITDA After Lease (un indicatore chiave per il settore) ha segnato un +6,5% a 3,7 miliardi. Questo miglioramento dei margini è stato possibile grazie a un buon andamento del business e a un’attenta gestione dei costi. La forte generazione di cassa, con un Equity Free Cash Flow After Lease di oltre 0,7 miliardi di euro nel solo quarto trimestre, ha permesso una significativa riduzione dell’indebitamento finanziario netto, sceso sotto i 6,9 miliardi di euro.

Il Successo del Piano di Trasformazione (2022-2025)

Questi risultati sono il frutto di un percorso strategico ben preciso, avviato nel 2022 con l’obiettivo di superare il modello di integrazione verticale e dare nuovo slancio al gruppo. Il fulcro di questa trasformazione è stata la separazione e la successiva vendita della rete fissa di accesso (NetCo), un’operazione che ha permesso di abbattere drasticamente il debito e di ridurre i vincoli regolatori. Il 2025 è stato il primo esercizio completo per TIM nel suo nuovo perimetro industriale e finanziario, caratterizzato da una struttura più semplice e una minore intensità di capitale. Questo ha permesso all’azienda di focalizzarsi sulla creazione di valore nei segmenti di mercato a maggior crescita.

Le Performance dei Segmenti: Brilla l’Enterprise, Stabile il Consumer

Analizzando le singole divisioni, emerge un quadro variegato ma complessivamente positivo:

  • TIM Enterprise: Si conferma il motore della crescita, con ricavi totali in aumento del 7% a 3,5 miliardi di euro. A trainare questo segmento è soprattutto il Cloud, che si afferma come principale linea di business con una crescita dei ricavi da servizi del 24%, spinta anche dal contributo del Polo Strategico Nazionale.
  • TIM Consumer: Il segmento dedicato ai clienti finali mostra segnali di stabilizzazione in un mercato estremamente competitivo. I ricavi totali sono in leggero calo (-0,9%), ma i ricavi da servizi sono sostanzialmente stabili (-0,6%). L’azienda è riuscita a contenere l’abbandono dei clienti (churn) grazie anche a strategie di riposizionamento dei prezzi (repricing) che hanno interessato milioni di linee fisse e mobili.
  • TIM Brasil: La controllata sudamericana continua a essere una garanzia, con una crescita costante e solida. I ricavi da servizi hanno segnato un +5,2% e l’EBITDA After Lease un +8,5%, in crescita per l’undicesimo trimestre consecutivo.

Una Nuova Politica di Remunerazione per gli Azionisti

La ritrovata salute finanziaria consente a TIM di guardare con fiducia alla remunerazione degli azionisti, un tema molto atteso dal mercato. Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea del prossimo 15 aprile un programma di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un massimo di 400 milioni di euro. Questa operazione è legata al closing della cessione di Sparkle, previsto nel secondo trimestre del 2026. Inoltre, Labriola ha confermato l’intenzione di distribuire dividendi per circa 500 milioni di euro nel 2027, relativi all’esercizio 2026. Per rendere il titolo meno volatile e più attraente per gli investitori istituzionali, è stato proposto anche un raggruppamento azionario nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti.

Prospettive Future: Consolidamento e Sinergie

Guardando avanti, TIM ha confermato la guidance per il 2026, prevedendo un’ulteriore crescita dei ricavi e della redditività. L’AD Labriola ha definito l’azienda “operativamente disciplinata, strategicamente coerente e finanziariamente prevedibile”, sottolineando che “il meglio deve ancora avvenire”. Nel secondo semestre dell’anno, un Capital Markets Day svelerà il nuovo piano industriale. Tra i dossier aperti ci sono la definizione delle sinergie con Poste Italiane, nuovo socio di riferimento, e un possibile ruolo attivo nel consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni, ritenuto da Labriola essenziale per recuperare redditività nel settore.

Di atlante

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