LONDRA – Un nuovo terremoto scuote la politica britannica, già provata dalle recenti rivelazioni legate al caso Epstein. Peter Mandelson, figura di spicco del New Labour di Tony Blair, ex ministro ed ex ambasciatore britannico a Washington, è stato rilasciato su cauzione dopo essere stato arrestato lunedì nella sua abitazione di Camden, a Londra. L’accusa che pende sul 72enne è pesante: “cattiva condotta in un incarico pubblico”, legata ai suoi stretti rapporti con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019.

La notizia del suo rilascio è stata confermata da un comunicato di Scotland Yard, che, pur non nominando direttamente Mandelson, ha fatto riferimento a “un uomo di 72 anni, fermato con l’accusa di negligenza nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche”. Fonti della Press Association hanno poi confermato che si trattava proprio dell’ex “eminenza grigia” del Partito Laburista.

Le accuse e il contesto dell’indagine

L’indagine penale su Mandelson è stata avviata all’inizio di febbraio, dopo che il governo del primo ministro Keir Starmer ha trasmesso alla polizia le comunicazioni private tra l’ex politico e Jeffrey Epstein. Gli inquirenti stanno esaminando documenti che suggerirebbero la trasmissione di informazioni governative sensibili da parte di Mandelson a Epstein circa quindici anni fa. In particolare, le fughe di notizie sarebbero avvenute tra il 2009 e il 2010, quando Mandelson ricopriva il ruolo di ministro delle Imprese e, di fatto, di vice primo ministro nel governo di Gordon Brown. Le informazioni riservate avrebbero riguardato la stretta fiscale sui bonus dei banchieri e il maxi intervento dell’Unione Europea da 500 miliardi di euro per il salvataggio degli istituti di credito dopo il crack di Lehman Brothers, notizie che avrebbero potuto essere utilizzate a scopo di lucro.

I legami tra Mandelson ed Epstein non erano un segreto, ma la profondità del loro rapporto è emersa con prepotenza dopo la pubblicazione degli “Epstein Files” da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Tra i documenti, figurano email in cui Mandelson definiva il finanziere “my best pal” (il mio migliore amico) e tre bonifici per un totale di 75.000 dollari ricevuti da Epstein tra il 2003 e il 2004, di cui l’ex ministro ha dichiarato di non avere “tracce o memoria”. È emerso inoltre che Mandelson mantenne l’amicizia con Epstein anche dopo la sua condanna nel 2008 per reati sessuali a danno di minorenni.

Le ripercussioni politiche e istituzionali

L’arresto di Mandelson rappresenta un duro colpo per il governo laburista di Keir Starmer, che lo aveva nominato ambasciatore a Washington nel febbraio 2025. Un incarico da cui Mandelson è stato rimosso già nel settembre dello stesso anno, proprio a causa dei suoi legami con Epstein. Lo stesso Starmer si è visto costretto a scusarsi per aver riposto fiducia in Mandelson, ammettendo di non conoscere “la profondità, la magnitudine e la portata” del suo legame con il finanziere.

L’arresto di Mandelson segue di pochi giorni quello dell’ex principe Andrea, anch’egli fermato con accuse simili legate alla sua amicizia con Epstein. Questi eventi hanno gettato un’ombra sulla tenuta delle istituzioni britanniche, da Buckingham Palace a Downing Street. In seguito alle pressioni politiche, Mandelson si è dimesso dalla Camera dei Lord all’inizio di febbraio.

Le prossime tappe

Le indagini proseguono e la polizia ha precisato di non poter fornire ulteriori dettagli per non pregiudicare l’integrità del procedimento. Nel frattempo, il governo britannico ha annunciato che a partire da inizio marzo inizierà a pubblicare i documenti relativi alla nomina di Mandelson ad ambasciatore, come richiesto dal Parlamento. Si tratterebbe di migliaia di documenti, la cui divulgazione avverrà per tranche per non compromettere le indagini in corso.

Peter Mandelson, da parte sua, ha sempre respinto ogni accusa di illecito. La sua vicenda, intrecciata con uno degli scandali più torbidi degli ultimi decenni, rimane al centro dell’attenzione mediatica e politica, promettendo ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

Di atlante

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