Un ritorno che ha il sapore della festa, una celebrazione che unisce passato e futuro sotto le luci del palco più prestigioso d’Italia. Sal Da Vinci, artista dall’anima partenopea e dalla carriera poliedrica, torna in gara al Festival di Sanremo 2026 dopo un’assenza durata 17 anni. Un evento che non è solo un rientro nella competizione canora, ma un momento simbolico di rara intensità: l’occasione per festeggiare 50 anni dal suo debutto sul palco e per condividere con il grande pubblico un nuovo capitolo del suo percorso artistico e umano. Lo fa con “Per sempre sì“, un brano che è già un manifesto, un inno all’amore che resiste alle tempeste della vita.
“Per sempre sì”: la promessa oltre la canzone
L’emozione è palpabile nelle parole dell’artista, che descrive il ritorno a Sanremo come una “sensazione magica”, pur non nascondendo quell’agitazione positiva che solo l’Ariston sa suscitare. La canzone, che ha già conquistato la sala stampa durante i preascolti con il suo ritmo allegro e coinvolgente, è un inno alla promessa, al valore dell’impegno in un’epoca in cui tutto sembra labile. “Non è una canzone autobiografica“, spiega Da Vinci, “ma cela un messaggio positivo che parte dalla promessa, o meglio, a mantenere fede a tutto quello che in qualche modo ci impegniamo a fare nella vita“.
Il testo, scritto a più mani con autori come Federica Abbate e Alessandro La Cava e prodotto dal duo di successo Merk & Kremont, utilizza la metafora del matrimonio per parlare di un concetto universale: la capacità di affrontare le difficoltà senza fuggire. “Spesso appena arriva un temporale, scappiamo perché non riusciamo ad affrontare la sconfitta“, riflette il cantante, “e invece le sconfitte ti aiutano nella vita a fare un passo in avanti“. Un messaggio potente, che si traduce in un sound pop moderno con incursioni funk e un ritornello che promette di essere cantato da tutti: “Accussì/ sarà pe’ semp’ sì“.
Un palco di amicizia e memoria: il duetto con Zarrillo e il ricordo di D’Agostino
La settimana sanremese sarà arricchita, nella serata dedicata alle cover, da un momento di grande musica e amicizia. Sal Da Vinci dividerà il palco con Michele Zarrillo, suo grande amico, per reinterpretare “Cinque Giorni“. Una scelta nata da una promessa reciproca durante un tour negli Stati Uniti e che vedrà due voci straordinarie dialogare su un brano che, a 32 anni dalla sua presentazione, non ha perso un grammo della sua potenza emotiva.
Ma l’esperienza sanremese è velata anche da una nota di commozione per la recente scomparsa di Vincenzo D’Agostino, il “poeta dell’amore” che ha firmato il testo del suo successo virale “Rossetto e caffè”. Una hit da oltre 450 milioni di interazioni che ha riportato Da Vinci al centro della scena musicale, conquistando anche la Generazione Z. “Il poeta dell’amore ci ha lasciati, in punta di piedi“, ha scritto Sal in un toccante ricordo, “grazie Vincé, per aver dato voce alla mia musica… Vivrai nel mio cuore e soprattutto nella mia voce per sempre“.
Dalla musica alla pace: una visione senza confini
Interrogato su temi di attualità come la proposta di boicottare l’Eurovision per la presenza di Israele, Sal Da Vinci non ha dubbi. “Non mi piace proprio sentire la parola boicottare, perché la musica non c’entra niente con tutto questo“, ha affermato con convinzione, sottolineando il suo credo nella musica come “potente trasmettitore di pace, di accoglienza, di aggregazione“. Una visione che porta con sé anche nella scelta del look, affidato a giovani stilisti, con un occhio di riguardo per i talenti del Sud, a testimonianza di un orgoglio per le proprie radici mai celato.
Un 2026 di celebrazioni: dall’album ai concerti-evento
Sanremo è solo l’inizio di un anno che si preannuncia straordinario. Dopo il Festival, l’artista si dedicherà a un nuovo progetto di inediti e a un tour che lo porterà nei principali teatri italiani. Ma l’appuntamento più atteso è fissato per il 25 e 26 settembre, quando l’Arena Flegrea di Napoli si trasformerà nel palcoscenico di due eventi speciali per celebrare i suoi 50 anni di carriera. Un ritorno a casa, nella sua città, per festeggiare un percorso artistico che lo ha visto spaziare dal teatro al cinema, dalla musica d’autore al musical, diventando una delle figure più versatili e amate del panorama culturale italiano.
