Milano si è accesa dei riflettori della finanza internazionale per la presentazione del nuovo Piano Strategico 2026-2028 di Enel. In un evento attesissimo dalla comunità finanziaria, l’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha delineato una visione di crescita robusta e sostenibile, che poggia su un imponente piano di investimenti da 53 miliardi di euro. Si tratta di un incremento di ben 10 miliardi rispetto al piano precedente, un segnale forte che testimonia la volontà del colosso energetico di accelerare il passo verso la transizione energetica e di consolidare la propria leadership nei mercati più dinamici.
La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il titolo Enel ha registrato un’ottima performance a Piazza Affari, a riprova di come gli investitori abbiano accolto con favore una strategia definita dallo stesso management “ambiziosa e credibile”. Una strategia che, come vedremo, non si limita a grandi numeri, ma disegna un percorso chiaro per la creazione di valore per gli azionisti.
Dividendi e Utili: la promessa agli azionisti
Il cuore della notizia, quello che più interessa a chi investe nel gruppo, risiede nelle proiezioni finanziarie. Enel prevede un utile netto ordinario per azione (EPS) in crescita costante, che dovrebbe raggiungere un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro entro il 2028. Un balzo significativo se consideriamo gli 0,69 euro attesi per il 2025. Questo si traduce in una crescita cumulata di quasi il 19% nell’arco del piano.
Di pari passo, e in maniera direttamente conseguente, crescerà anche la remunerazione per gli azionisti. Il dividendo per azione (DPS) è previsto in aumento di circa il 6% in termini di tasso annuo composto (CAGR) tra il 2025 e il 2028. Già per l’esercizio 2025, il management proporrà alla prossima assemblea una cedola di 0,49 euro per azione. A sostegno della remunerazione, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato una nuova tranche del programma di acquisto di azioni proprie (share buy-back) per un importo massimo di 1 miliardo di euro.
I Pilastri della Crescita: Reti e Rinnovabili
Ma come intende Enel raggiungere questi ambiziosi traguardi? La risposta si trova nella meticolosa allocazione dei 53 miliardi di investimenti. Il piano si focalizza su tre priorità strategiche: accelerare la crescita in contesti stabili, massimizzare la produttività del capitale e garantire un profilo rischio/rendimento bilanciato.
Gli investimenti saranno equamente suddivisi in due macro-aree strategiche:
- Oltre 26 miliardi di euro per le Reti: considerate l’infrastruttura portante della transizione energetica. Di questi, circa il 55% sarà destinato all’Italia, il 20% all’area Iberica e quasi il 25% all’America Latina. L’obiettivo è portare la Base Patrimoniale Regolata (RAB) a circa 58 miliardi di euro nel 2028.
- Oltre 26 miliardi di euro per il Business Integrato: qui la parte del leone la fanno le Rinnovabili, a cui sono destinati circa 20 miliardi di euro (+8 miliardi rispetto al piano precedente). L’obiettivo è installare circa 15 GW di nuova capacità “verde”.
Questa strategia, come sottolineato dall’AD Cattaneo, è “ipersolida” e “derischizzata”, poiché si prevede che oltre il 90% del Margine Operativo Lordo (EBITDA) cumulato nel triennio deriverà da attività regolate o contrattualizzate, garantendo così una maggiore prevedibilità dei flussi di cassa.
Un Contesto Globale in Evoluzione
Il piano di Enel si inserisce in uno scenario globale di forte crescita della domanda di elettricità. Questa è trainata non solo dall’elettrificazione dei consumi e dei trasporti, ma anche da nuovi fenomeni ad alta intensità energetica come lo sviluppo dei data center, l’intelligenza artificiale e la robotica. Enel intende muoversi in anticipo per cogliere queste opportunità, posizionandosi strategicamente nei mercati a più alto potenziale.
La solidità finanziaria raggiunta nel triennio 2023-2025, con circa 15 miliardi di euro già distribuiti agli azionisti tra dividendi e buy-back, garantisce oggi al gruppo una flessibilità di circa 15 miliardi per sostenere questa nuova fase di crescita. Un lavoro, ha rivendicato Cattaneo, che ha permesso prima di ridurre il debito e ora di poter investire con decisione sul futuro.
