Milano – Una cifra vicina ai due miliardi di euro. È questo l’impatto complessivo che il cosiddetto “decreto bollette”, varato dal governo per calmierare i costi dell’energia per famiglie e imprese, avrà sui conti di Enel da qui al 2028. La stima, precisa e dettagliata, è stata fornita dal Chief Financial Officer del colosso energetico, Stefano De Angelis, durante l’atteso Capital Markets Day, l’evento in cui è stato svelato il nuovo piano strategico 2026-2028.

Nonostante la cifra imponente, il management di Enel ha mostrato fiducia, spiegando di aver già messo in campo una serie di contromisure per attutire il colpo. “L’impatto del decreto bollette sarà pari a circa 2 miliardi, ma abbiamo introdotto misure per compensare questo impatto e parliamo di 1,8 miliardi,” ha dichiarato De Angelis di fronte alla platea di analisti e investitori. Questa cifra netta tiene conto di azioni manageriali già implementate per un valore di circa 200 milioni di euro.

L’analisi dell’impatto finanziario: EBITDA e utile netto

Entrando nel dettaglio dei conti, il CFO ha specificato come il provvedimento governativo inciderà sui principali indicatori finanziari del gruppo. L’impatto cumulato sull’EBITDA (margine operativo lordo) nel triennio 2026-2028 è stimato in circa 800 milioni di euro. Sull’utile netto, invece, l’effetto negativo sarà di circa 150 milioni di euro all’anno.

L’anno più critico, secondo le proiezioni di Enel, sarà il 2028, quando l’impatto sull’utile netto raggiungerà i 300 milioni di euro. De Angelis ha però precisato che in quell’anno non ci sarà più l’effetto dell’aumento dell’aliquota IRAP, la cui scadenza è prevista per il 2027. Il decreto, infatti, prevede un aumento di due punti percentuali dell’imposta regionale sulle attività produttive per le aziende del settore energetico, misura che contribuisce a finanziare gli sconti in bolletta.

Le due leve del Decreto Bollette: IRAP e revisione ETS

Il provvedimento governativo, entrato in vigore il 21 febbraio 2026, si basa su due pilastri principali che toccano direttamente i conti delle utility come Enel.

  • Aumento dell’IRAP: Un incremento temporaneo dell’aliquota per le società energetiche, volto a generare gettito per finanziare le misure di sostegno.
  • Scorporo dei costi ETS: Una revisione del meccanismo di formazione del prezzo dell’energia, che prevede di “sterilizzare” il costo dei certificati di emissione di CO2 (ETS) per gli impianti a gas. Questa misura, che necessita del via libera della Commissione Europea, mira a disaccoppiare parzialmente il prezzo dell’elettricità da quello del gas, riducendo i margini per i produttori.

De Angelis ha sottolineato come il mercato avesse già in parte “prezzato” questi cambiamenti. Inoltre, ha evidenziato un contesto europeo in evoluzione, con una “chiara intenzione di rivedere il meccanismo ETS” a livello comunitario, potenzialmente verso un livello di onerosità inferiore.

La reazione del mercato e il nuovo Piano Strategico 2026-2028

Nonostante l’impatto significativo del decreto, la reazione della Borsa al piano presentato da Enel è stata marcatamente positiva. Il titolo ha registrato un forte rialzo, toccando i massimi dal marzo 2022. Questo, secondo l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, è dovuto al fatto che il piano è stato percepito come “deriskizzato”, con tutti gli impatti negativi già inclusi e controbilanciati da una strategia di crescita chiara e ambiziosa.

Il nuovo piano strategico 2026-2028 prevede infatti un’accelerazione decisa sugli investimenti, che saliranno a 53 miliardi di euro, 10 in più rispetto al piano precedente. I pilastri della strategia sono:

  1. Investimenti nelle Rinnovabili: Circa 20 miliardi saranno destinati alle energie pulite, con un aumento di 8 miliardi rispetto al piano precedente. L’obiettivo è installare 15 GW di nuova capacità, portando il totale a oltre 80 GW, con un focus particolare su eolico e sistemi di accumulo a batteria.
  2. Sviluppo delle Reti: Ben 26 miliardi saranno allocati per il potenziamento e la digitalizzazione delle reti elettriche. Di questi, il 55% sarà investito in Italia, il 20% nella penisola iberica e il restante 25% in America Latina.
  3. Focalizzazione Geografica: Gli investimenti si concentreranno sui mercati considerati più dinamici, come Italia, Spagna, Portogallo e Nord America.

Questa strategia, secondo Cattaneo, permetterà di “mantenere una solida leva finanziaria” e allo stesso tempo “migliorare il rendimento per gli azionisti”. Enel prevede infatti una crescita dell’utile netto ordinario per azione (EPS) fino a 0,80-0,82 euro nel 2028 e un aumento del dividendo. A questo si aggiunge un programma di riacquisto di azioni proprie da 1 miliardo di euro.

In conclusione, Enel affronta l’impatto del decreto bollette non con una strategia difensiva, ma con un rilancio aggressivo sugli investimenti e una chiara visione di crescita. La trasparenza nel comunicare gli effetti negativi e la solidità del nuovo piano industriale hanno convinto i mercati, che ora guardano al futuro del colosso energetico con rinnovato ottimismo.

Di atlante

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