TORINO – Un appello forte e chiaro per un “segno tangibile” da parte della pubblica amministrazione: valorizzare il titolo di dottore di ricerca nei concorsi pubblici. A lanciarlo è Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino, che sottolinea come questa misura, a oggi ancora assente, sia cruciale per il futuro dei giovani ricercatori e per il sistema Paese nel suo complesso. Le sue parole, pronunciate in vista dell’inaugurazione dell’anno accademico, aprono un dibattito fondamentale sul ruolo e sulle prospettive di carriera di figure professionali ad altissima specializzazione, spesso relegate a un percorso esclusivamente accademico.

Una Svolta Culturale: il Dottore di Ricerca Oltre l’Accademia

La Rettrice Prandi ha evidenziato l’importante lavoro che l’Ateneo sta conducendo per “cambiare gli obiettivi di carriera” dei dottori di ricerca. L’orizzonte non può e non deve essere solo l’università. “La figura del dottore di ricerca”, ha affermato, “deve trovare anche una valorizzazione nel settore privato e nel settore della pubblica amministrazione”. Si tratta di una visione strategica che mira a creare un ponte solido tra il mondo della formazione avanzata e il tessuto produttivo e istituzionale del Paese. Per la prima volta, a testimonianza di questa nuova attenzione, un rappresentante dei dottorandi interverrà alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Torino, un segnale simbolico ma di grande peso.

Questa esigenza di diversificazione delle carriere è resa ancora più urgente dalla situazione venutasi a creare con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il “reclutamento massiccio” di ricercatori a tempo determinato, finanziato con i fondi del PNRR, rischia di trasformarsi in una “emergenza immediatamente dopo” la fine dei progetti, se non si pianificano soluzioni strutturali. La Rettrice ha messo in guardia sulla necessità di prevedere “diverse strade” per questi professionisti, altrimenti si risolverà solo una situazione contingente, creando nuove precarietà.

La Sinergia tra Pubblico e Privato: il Ruolo del PNRR e delle Regioni

Sulla stessa linea si è espresso il prorettore, Gianluca Cuniberti, che ha richiamato alla responsabilità collettiva. “È chiaro che adesso ognuno deve fare la propria parte”, ha dichiarato, auspicando che enti, associazioni e categorie del mondo produttivo colgano “questa opportunità straordinaria e formativa che le università hanno fatto grazie al PNRR”. L’investimento nella formazione di alto livello deve tradursi in un vantaggio competitivo per l’intero sistema economico.

La Rettrice Prandi ha inoltre rivelato di aver già sollevato “più volte con i ministri” la questione della valorizzazione nella pubblica amministrazione, definendola “un’azione da implementare immediatamente”. Un secondo fronte d’azione, fondamentale, è la collaborazione con le istituzioni locali. In questo contesto si inserisce il bando “Matching – Mobilizing Advanced Talents for Competence and High INnovation” della Regione Piemonte, uno strumento che la Rettrice giudica “veramente interessante” e che si spera venga “valorizzato e sfruttato”.

Il Bando “Matching”: un Ponte Concreto tra Ricerca e Impresa

Il bando “Matching”, con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro co-finanziati dal Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027, rappresenta un esempio concreto di come si possa favorire l’incontro tra domanda e offerta di alta qualificazione. L’iniziativa mira a rafforzare la capacità di innovazione delle Piccole e Medie Imprese (PMI) piemontesi attraverso l’inserimento di personale altamente qualificato proveniente dal mondo della ricerca. Le principali linee di intervento sono:

  • Linea A: Incentivi per l’assunzione di profili in possesso di dottorato di ricerca, con un contributo a fondo perduto che varia in base alle dimensioni dell’impresa.
  • Linea B: Sostegno alla mobilità temporanea di ricercatori e professori universitari presso le PMI, attraverso convenzioni specifiche, per contribuire allo sviluppo di prodotti, processi o tecnologie innovative.

L’obiettivo è duplice: da un lato, promuovere il trasferimento tecnologico e l’innovazione nelle aziende; dall’altro, creare nuove e concrete opportunità professionali per i dottori di ricerca, valorizzandone le competenze avanzate e favorendo un raccordo sistemico tra il settore pubblico della ricerca e il mondo produttivo.

Un Cambiamento Necessario per la Competitività del Paese

L’appello della Rettrice Prandi si inserisce in un dibattito nazionale sull’importanza di trattenere i talenti e di sfruttare appieno il potenziale rappresentato dai dottori di ricerca, il più alto grado di istruzione previsto dall’ordinamento accademico. Riconoscere il valore di questo titolo nei concorsi pubblici non sarebbe solo un atto di equità, ma una mossa strategica per innalzare il livello di competenza all’interno della macchina statale. Allo stesso tempo, incentivare l’assunzione nel privato, attraverso strumenti come il bando “Matching”, è fondamentale per stimolare l’innovazione e la competitività delle imprese italiane in un mercato globale sempre più esigente. La sfida è ora quella di trasformare queste sollecitazioni in azioni concrete e sistemiche, per non disperdere il prezioso capitale umano formato con grandi investimenti dalle nostre università.

Di veritas

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