L’Italia si appresta a vivere un momento cruciale per l’assetto del proprio sistema giudiziario. Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, circa 50 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo su una legge di revisione costituzionale già approvata dal Parlamento. Al centro del quesito, modifiche strutturali all’ordinamento della magistratura, tra cui spiccano la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.
Trattandosi di un referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non è richiesto il raggiungimento di un quorum di validità. L’esito sarà determinato dalla maggioranza dei voti validamente espressi: se prevarranno i “Sì”, la riforma entrerà in vigore; in caso contrario, la legge non sarà promulgata.
Cosa Prevede la Riforma della Giustizia
La legge costituzionale approvata dal Parlamento (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025) interviene su diversi articoli della Costituzione (artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) con l’obiettivo di ridisegnare l’equilibrio e l’organizzazione interna della magistratura. I punti salienti della riforma sono:
- Separazione delle Carriere: Viene introdotta una netta distinzione tra la carriera dei giudici (magistratura giudicante) e quella dei pubblici ministeri (magistratura requirente). Sebbene entrambi rimangano parte di un ordine autonomo e indipendente, seguiranno percorsi professionali separati fin dall’inizio, senza la possibilità di passare da una funzione all’altra, una modifica già parzialmente introdotta con la riforma “Cartabia” che aveva limitato tale passaggio a una sola volta in carriera.
- Due Consigli Superiori della Magistratura: Conseguenza diretta della separazione delle carriere è la scissione dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) in due organi distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Ciascun CSM gestirà in autonomia nomine, trasferimenti, promozioni e valutazioni dei magistrati della propria area.
- Sorteggio per i Componenti dei CSM: La riforma introduce il sorteggio come meccanismo per l’elezione di una parte dei componenti dei due nuovi Consigli Superiori, un cambiamento significativo rispetto al sistema attuale basato sulla rappresentanza delle correnti interne alla magistratura.
- Istituzione dell’Alta Corte Disciplinare: Viene creata una nuova Alta Corte con competenza esclusiva sui procedimenti disciplinari nei confronti di tutti i magistrati ordinari. Questo nuovo organo, composto da 15 membri (alcuni nominati dal Presidente della Repubblica, altri estratti a sorte da elenchi parlamentari e altri ancora magistrati sorteggiati), sottrarrà la funzione disciplinare ai CSM. L’obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza e l’imparzialità dei giudizi.
Modalità e Orari di Voto
Il decreto elezioni ha confermato le date del 22 e 23 marzo per la consultazione referendaria. I seggi elettorali saranno aperti secondo i seguenti orari:
- Domenica 22 marzo: dalle ore 7:00 alle ore 23:00.
- Lunedì 23 marzo: dalle ore 7:00 alle ore 15:00.
Lo spoglio delle schede inizierà immediatamente dopo la chiusura delle urne, alle ore 15:00 di lunedì.
La Controversia sul Voto dei Fuori Sede
Una delle questioni più dibattute in vista del referendum riguarda la mancata previsione del voto per i cosiddetti “fuori sede”. Si stima che circa 5 milioni di italiani, tra studenti e lavoratori, vivano stabilmente in un comune diverso da quello di residenza. Nonostante le sperimentazioni positive attuate per le elezioni europee del 2024 e per le consultazioni del 2025, il governo ha deciso di non estendere questa possibilità al referendum sulla giustizia.
La decisione ha scatenato un’accesa polemica politica. Le forze di opposizione hanno presentato emendamenti al decreto elezioni per includere il voto a distanza, ma sono stati tutti respinti sia alla Camera che al Senato. La maggioranza ha motivato la scelta con la presunta mancanza di tempi tecnici adeguati, mentre le opposizioni hanno parlato di una “decisione politica” volta a limitare la partecipazione di una fetta di elettorato potenzialmente critica verso la riforma. Di conseguenza, per esercitare il proprio diritto di voto, i cittadini fuori sede dovranno recarsi fisicamente nel proprio comune di iscrizione elettorale, potendo usufruire di agevolazioni tariffarie per i viaggi. Alcuni partiti e comitati si sono organizzati per offrire un’alternativa, proponendo ai fuori sede di iscriversi come rappresentanti di lista, una delle poche eccezioni che consente di votare in un seggio diverso da quello di residenza.
Come Votano gli Italiani all’Estero
Per i cittadini italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), è previsto il voto per corrispondenza. Essi riceveranno il plico elettorale direttamente al proprio indirizzo di residenza. Le schede votate dovranno pervenire all’ufficio consolare di riferimento entro le ore 16:00 (ora locale) di giovedì 19 marzo.
Anche gli elettori che si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi (per motivi di lavoro, studio o cure mediche) e i loro familiari conviventi possono votare per corrispondenza, ma devono presentare un’apposita richiesta al proprio comune di residenza entro una specifica scadenza (18 febbraio 2026).
