Un riconoscimento tanto inatteso quanto meritato giunge a suggellare una vita interamente dedicata alla parola, alla poesia e alla cultura. Il poeta e scrittore Elio Pecora, che il prossimo 5 aprile spegnerà novanta candeline, è stato insignito del vitalizio straordinario previsto dalla Legge Bacchelli. La decisione, approvata durante il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio su proposta della Presidente Giorgia Meloni, è un omaggio a una delle voci più autorevoli e profonde della letteratura italiana contemporanea. La notizia, tuttavia, è giunta al poeta in modo del tutto singolare: “Non ne sapevo nulla, ma sono contento, lo apprendo grazie a questa telefonata”, ha dichiarato Pecora all’ANSA, esprimendo sorpresa e gratitudine per un provvedimento di cui non era stato preventivamente informato.
Una Vita per la Letteratura: La Carriera di Elio Pecora
Nato a Sant’Arsenio, in provincia di Salerno, nel 1936, Elio Pecora si è trasferito a Roma negli anni Sessanta, città che è diventata il fulcro della sua intensa attività letteraria e culturale. La sua produzione è vasta e poliedrica, spaziando dalle raccolte di poesie ai romanzi, dai saggi critici ai testi per il teatro, fino alla letteratura per l’infanzia. Tra le sue opere poetiche più significative si annoverano “La chiave di vetro” (1970), “Interludio” (1987) e la più recente “Rifrazioni” (2018). Nel campo della prosa, si è distinto con il romanzo “Estate” (Bompiani) e con la fondamentale biografia del poeta Sandro Penna, “Una cheta follia”, frutto di una profonda amicizia e frequentazione fino alla scomparsa di Penna nel 1977. La sua opera critica ha trovato spazio sulle principali testate giornalistiche nazionali e in numerosi programmi culturali della Rai, con cui ha collaborato per anni. Pecora è stato anche un instancabile promotore culturale, curando rassegne poetiche e dirigendo la rivista internazionale “Poeti e Poesia”.
La Legge Bacchelli: Un Sostegno agli “Illustri Cittadini”
Istituita nel 1985 durante il governo Craxi I, la Legge n. 440, meglio nota come Legge Bacchelli, ha lo scopo di fornire un sostegno economico a cittadini italiani di “chiara fama” che si siano distinti per meriti eccezionali nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro o dello sport e che versino in condizioni di particolare necessità economica. La legge prende il nome dallo scrittore Riccardo Bacchelli, autore de “Il mulino del Po”, che fu il primo designato a beneficiarne, sebbene sia scomparso prima di poter ricevere effettivamente l’assegno. Per accedere al vitalizio, che non può superare i 24.000 euro annui, sono necessari tre requisiti fondamentali: la cittadinanza italiana, l’assenza di condanne penali irrevocabili e, appunto, la chiara fama e i meriti acquisiti.
Nel corso degli anni, numerosi esponenti di spicco della cultura italiana hanno beneficiato di questo importante strumento di sostegno. Tra questi ricordiamo la poetessa Alda Merini, la scrittrice Anna Maria Ortese, il poeta Dario Bellezza, l’attrice Alida Valli e il cantautore Umberto Bindi. Altri, come il campione di ciclismo Gino Bartali e l’attrice Laura Antonelli, pur essendone stati proposti, lo rifiutarono.
Un Percorso a Ostacoli e la Gioia del Riconoscimento
L’iter per la concessione del vitalizio a Elio Pecora non è stato privo di difficoltà. Lo stesso poeta ha raccontato di rallentamenti nella pratica, dovuti a verifiche burocratiche legate a una piccola proprietà immobiliare di modesto valore nel suo paese natale. “Non ho mai avuto nulla, finora, dallo Stato, non ho mai pensato di chiedere qualcosa”, ha confidato Pecora, ricordando anni di collaborazioni senza la certezza del versamento dei contributi previdenziali. La notizia del superamento di questi ostacoli e della delibera finale è stata quindi accolta con particolare gioia e sollievo. “Mi fa piacere che siano stati superati gli ostacoli. Nessuno mi aveva avvisato, ne sono molto contento”, ha concluso.
Questo riconoscimento non è solo un aiuto concreto a un grande intellettuale, ma assume anche un valore simbolico profondo: è la testimonianza della gratitudine di una nazione verso un artista che ha dedicato la propria esistenza ad arricchire il patrimonio culturale italiano. In un’epoca di sfide complesse per il mondo della cultura, il sostegno a figure dello spessore di Elio Pecora rappresenta un segnale importante, un modo per proteggere e valorizzare un’eredità intellettuale preziosa per le generazioni presenti e future.
