Una giornata tragica ha segnato le Alpi austriache, dove una serie di valanghe ha spezzato tre vite e lasciato un giovane in condizioni critiche. Gli incidenti, avvenuti tra le regioni del Tirolo e del Vorarlberg, hanno messo ancora una volta in luce la terribile e imprevedibile potenza della montagna, specialmente in condizioni di elevata instabilità del manto nevoso. Le autorità hanno confermato un bilancio pesantissimo, mentre i soccorritori hanno lavorato senza sosta in condizioni estreme.
Un giovane freerider travolto a Kirchberg: una lotta contro il tempo
Destano particolare apprensione le condizioni di un freerider austriaco di vent’anni, vittima di una valanga nel comprensorio sciistico “KitzSki”, vicino a Kirchberg. Il giovane stava sciando in fuoripista quando una massa di neve si è staccata, trascinandolo a valle per circa 250 metri. La rapidità e la violenza della slavina lo hanno seppellito sotto due metri di neve. Fortunatamente, il suo compagno e altri freerider presenti in zona hanno assistito alla scena e sono intervenuti con una prontezza che si è rivelata fondamentale. Dopo venti minuti di ricerche frenetiche, sono riusciti a estrarlo. Sul posto sono state immediatamente praticate le manovre di rianimazione, prima del trasporto d’urgenza in elicottero al reparto di terapia intensiva della clinica di Innsbruck, dove ora si trova ricoverato in prognosi riservata.
Le vittime in Tirolo e Vorarlberg
Il tributo di vite umane è stato purtroppo molto alto. In Tirolo si sono registrati due decessi in altrettanti incidenti distinti:
- A Fiss, nel distretto di Landeck, un turista olandese di 71 anni ha perso la vita travolto da una valanga a lastroni mentre sciava in fuoripista con il figlio e un altro connazionale. Nonostante l’allarme sia stato dato rapidamente, per l’uomo, individuato dopo circa un’ora grazie all’aiuto di un cane da valanga, non c’è stato nulla da fare.
- Nella Navistal (valle di Navis), un esperto scialpinista tedesco di 44 anni è stato sepolto da una slavina durante la discesa a valle con un compagno. Anche in questo caso, nonostante sia stato estratto dall’amico e affidato ai sanitari dell’elisoccorso, ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano.
Una terza vittima è stata confermata nella regione del Vorarlberg, sul monte Sonnenkopf. Anche per questo sciatore, travolto da una valanga, i soccorsi sono stati rapidi ma purtroppo inutili.
Allerta massima: pericolo “forte” di grado 4
Queste tragedie si sono verificate in un contesto di estrema criticità del manto nevoso. Gli esperti e i servizi di allerta valanghe avevano diramato un bollettino che indicava, per gran parte dell’Austria occidentale al di sopra dei 1.800 metri, un pericolo di grado 4 (forte) su una scala che arriva a 5. Questo livello di allerta segnala una situazione in cui il manto nevoso è instabile sulla maggior parte dei pendii ripidi. Le valanghe possono essere innescate con facilità, anche da un singolo sciatore, e possono raggiungere dimensioni molto grandi. Sono inoltre possibili frequenti distacchi spontanei.
Le recenti e abbondanti nevicate, accompagnate da un forte vento, hanno creato le condizioni ideali per la formazione di accumuli instabili e lastroni da vento, i principali responsabili di questi incidenti. Le autorità continuano a lanciare appelli alla massima prudenza, sconsigliando vivamente le escursioni e le sciate in fuoripista e invitando a non abbandonare le piste battute e messe in sicurezza.
